Franco Garofalo: “Palermo come mai non si è attivato”

S. Stefano di R.: ex sindaco risponde all’assessore

 

“PALERMO come mai non si è attivato per promuovere l’Assemblea in un locale diverso da quello messo a disposizione dal sottoscritto?”. Non si è fatta attendere più di tanto la risposta dell’ex sindaco Francesco Garofalo, oggi consigliere comunale di minoranza, in merito alla querelle sollevata in questi giorni dall’assessore comunale Vincenzo Palermo, sull’incontro convocato presso l’abitazione dello stesso Garofalo per stabilire la elezione dei delegati alla Convenzione provinciale della Margherita. Palermo, ricordiamo, non solo ha contestato tale scelta, ma si è anche auto sospeso dal partito. Secondo Francesco Garofalo “l’impossibilità di svolgere la Convenzione comunale, avrebbe determinato una inadempienza politica da parte de La Margherita di S. Stefano e dei Circoli presenti in loco: il rischio reale a cui si andava incontro era quello, in sintesi, di non poter tenere la Convenzione per i ridotti tempi a disposizione”. “Non è un caso – ha affermato l’ex primo cittadino – che la riunione cui si riferisce l’assessore Palermo, sia stata tenuta solo pochi giorni prima dalla Convenzione provinciale, convocata dal segretario provinciale Domenico Bevacqua”. “Alla Convenzione comunale – ha precisato Garofalo – ha assistito un dirigente provinciale del partito e che la stessa ha provveduto regolarmente alla nomina del delegato alla Convenzione provinciale, nella persona del giovane professionista, peraltro parente dello stesso Palermo, Enzo La Grotteria, aderente al circolo Sviluppo Calabria”. In una nota diffusa nella tarda mattinata di ieri, Francesco Garofalo ha spiegato di non avere nessun interesse nella gestione delle iniziative politiche del partito, e nemmeno a difendere posizioni acquisite “non per consenso popolare, ma per designazione”. Secondo l’ex sindaco, inoltre, Vincenzo Palermo (che è assessore esterno nell’Esecutivo guidato dal sindaco Antonio Orrico), il partito “è stato generoso nell’identificarlo come rappresentante de La Margherita all’interno della Giunta comunale” e, pertanto se oggi risulta assessore “lo deve esclusivamente al partito che lo ha espresso”. “Di conseguenza – ha concluso Garofalo – all’autosospensione dal partito, annunciata per protesta dall’assessore Palermo, dovrebbero seguire, consequenzialmente, le dimissioni di assessore comunale”.

 

G.S.

 

 

Nella foto: Francesco Garofalo.

 

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