Elisio Gallo lascia il gruppo de ‘I Socialisti’

Francesca Gabriele intervista il consigliere della Cms

 

Nella lunga intervista, Elisio Gallo, consigliere della Comunità montana del Savuto, spiega i motivi che lo hanno portato a lasciare il gruppo de “I Socialisti”.

 

“Il clima venutosi a creare non contemplava più la mia permanenza nel gruppo”. Consigliere Gallo, Lei in anteprima sul nostro giornale, la scorsa settimana, ha pubblicamente sbattuto la porta in faccia al gruppo de “I Socialisti”. Le sue intenzioni, le ha correttamente comunicate con una lunga lettera al suo segretario provinciale. Da dove trae origine questa decisione, maturata, dopo quaranta anni d’attività politica dedicata ai socialisti, e cosa non è andato al congresso provinciale di dicembre?

“La mia ammirazione per la Voce del Savuto, per il suo Direttore Fiore Sansalone e per Francesca Gabriele – permettimi di darti del tu perché potresti essere mia figlia – ormai data da diversi anni. Conducete un lavoro serio quanto obiettivo, contribuendo ad alimentare un ampio dibattito in una zona che ne ha tanto bisogno. Ti ringrazio anche per il giudizio dato alle mie lettere. Il gruppo de “I Socialisti” di Zavettieri, come noto, alle ultime elezioni politiche, passò con il Centrosinistra (senza trattino) di Prodi.  Purtroppo, subì la scissione con il nuovo PSI di De Michelis, che restò a destra. Salto alcuni particolari. Ci unimmo, autonomamente a Prodi e Fassino solo quarantotto ore prima della presentazione delle liste e portammo alla coalizione 130 mila voti: il Professore vinse per soli 25mila voti. Questo significa che i nostri primi 100 mila  servirono per pareggiare con il Cavaliere e gli altri, per superarlo e vincere. Nessun pentimento per questo percorso accettato liberamente. La mia sofferta decisione d’oggi, ha la sua prima scintilla nel mese di settembre dello scorso anno. In un’assemblea di Federazione feci un’analisi poco pietosa delle nostre condizioni politiche (anche per merito dello stesso Prodi), ed indicai qualche percorso.  Per fartela breve, parlai, come mio costume con il verbo al futuro. Purtroppo, come spesso accade, ho riscontrato silenzio e distanze ufficiali da parte di tutti, anche se nessuno si è preso la briga di smontare le mie tesi. Anzi, in privato, molti Compagni mi davano ragione. Poi è cominciata la stagione del Congresso. Sono arrivato all’appuntamento continuando a parlare quasi in solitudine del nostro futuro politico. In tale sede, nel mio intervento, ho rilanciato quelle tesi e mi sono candidato a segretario provinciale. Questa mia candidatura ha portato scompiglio. Il dialogo interno è successivamente proseguito tra i vertici e solo quattro autorevoli Compagni di Cosenza che avevano portato molte tessere e parecchi euro. In altre parole, mi fu fatto capire che io non potevo essere il Segretario non tanto per incapacità politiche ma per il mio carattere, descritto troppo molle o forte, troppo dolce o autonomo, acquiescente o determinato.  Al massimo potevo continuare ad essere il tesoriere. Capisci che il clima venutosi a creare non contemplava più la mia permanenza nel gruppo. Ciò nonostante, confesso, resta vivo in me il sentimento Socialista”.

 

Nella sua missiva al segretario provinciale, non ha mai accennato al coordinatore zonale de “I socialisti”, Marcello Mazza. Perchè?

Nulla di personale nei confronti del compagno Marcello Mazza, un giovane architetto valido e politicamente capace. Solo che il partito tarda a nominare sia il nuovo segretario provinciale come pure i responsabili di zona, e quindi non servono passaggi superflui”.

 

All’interno del suo ormai ex partito, ha ricoperto la carica di capogruppo alla Comunità Montana del Savuto. Cosa le resta di quest’esperienza?

“Perseguii con testardaggine l’obiettivo di costituire il gruppo del Garofano rosso alla Comunità Montana del Savuto. Mi serviva almeno un altro compagno di presenza. Mi rivolsi ai consiglieri di Panettieri, i quali, mi era stato detto, erano vicini all’onorevole Saverio Zavettieri. Sulle prime furono restii, poi li ho convinti. Sai, è stata una buona esperienza e credo che sia da esempio per consiglieri ed osservatori attenti. Infatti, pur all’opposizione, non ci siamo mai arroccati nei confronti della maggioranza. Spesso abbiamo votato a favore; diverse volte abbiamo arricchito le loro proposte. Abbiamo l’età della responsabilità verso le istituzioni più che quella della mera appartenenza. Elementi che non sono molto di moda in questi periodi”.

 

Una nuova fase politica sta per aprirsi all’Ente montano del Savuto. Sulla base della sua esperienza d’amministratore e di uomo di partito, quali presupposti bisogna porre per pensare ad una concreta attività di collante fra i comuni del comprensorio, per gettare in altre parole, definitivamente le basi per un Savuto meno Cenerentola e più protagonista?

Ti rispondo con una parabola tanto usata e forse abusata: serve un impegno nuovo di concretezza operativa. Per rendere comprensibile ho bisogno di ricordare qualche episodio. La mia lunga esperienza, come opportunamente tu sottolinei, mi fece pronunciare un intervento in occasione della fiducia alla nuova giunta dell’amica e stimata dottoressa Anna Aurora Colosimo. Avevo letto il documento della maggioranza con organigramma e relativo programma. Quel pomeriggio, in un bar di Piano Lago completai a penna l’intervento che poco dopo avrei pronunciato in Assemblea. Il documento è agli atti. Dissi delle cose. E tra queste, una in particolare, che quella sera sembrò essere entrata da un orecchio per uscire dall’altro di molti ascoltatori”.

 

Consigliere Gallo, cosa disse, quella sera, in seno all’Assemblea comunitaria?

“Dissi che ventuno pesanti punti di programma mi sembravano esagerati anche per l’ottima Anna Aurora ed i suoi bravi assessori. Il tempo, credimi sinceramente, dico purtroppo, forse mi ha già dato ragione. Infatti, si verificò un altro episodio”.

 

Quale?

E’ successo l’anno scorso, se non ricordo male, verso metà di giugno. Partecipai al convegno della Comunità Montana sul nuovo sistema del catasto degli incendi boschivi della nostra valle. L’iniziativa mi piacque, mi sono complimentato ed ho interloquito con i tecnici che ci illustrarono il progetto. Poi, nel dibattito, come mi capita quasi sempre, sono intervenuto e fu prima dell’onorevole Mario Pirillo che concluse i lavori. Dissi delle cose all’onorevole Pirillo.  Risposi ed aggiunsi dell’altro al discorso dell’ onorevole Damiano Gagliardi che aveva parlato prima di me. Fui critico con l’ente Provincia, c’era stato il presidente Oliverio.  Ma più importante di tutto il resto, dopo essermi complimentato con lei, dissi qualcosa alla nostra presidente”.

 

Cosa?

“Che c’era bisogno di una robusta, opportuna, competente messa a punto per il nostro ente. La pregai di fare questo non più tardi di settembre, visto che luglio ed agosto dovevano passare con le sacrosante manifestazioni a dono dei villeggianti e dei palati raffinati. Sostenni che era tempo di scegliere due o tre punti del programma e spendersi su quelli. Con deferenza dissi alla presidente “Anna ti invito a chiamarci”. Non chiedevo nessuna poltrona, mi candidavo a dare il mio contributo”.

 

E invece?

“E invece alla ripresa si è scatenata tutta la recente storia, infarcita di pericolosi ritardi che non sto qui a ripetere e della quale storia, la Voce del Savuto, si è opportunamente interessata”.

 

 Voleva parlare dell’Ente Provincia?

“Certo,  appena il tempo di dire che ritengo di aver disegnato i tratti salienti di quella ‘concreta attività di collante’ di cui hai detto tu, Francesca. Ancora, per un Savuto meno Cenerentola, vanno capiti bene leggi, finanziamenti europei e regionali. Dalla giunta comunitaria,  non abbiamo notizie di sorta su questi fronti. Che la nebbia abbia avvolto l’irto colle? Per contro, al silenzio istituzionale, la Presidente, in una recente dichiarazione al vostro giornale, afferma ‘sto esaminando importanti progetti’. Mi chiedo e chiedo: hanno i cittadini il diritto di capirci qualcosa? Ed agli stessi cittadini, magari per il tramite nostro che siamo i loro eletti, si vuole accordare il dovere di esprimersi? Avanti di questo passo e non potrò più difendere l’istituzione Comunità Montana come solo io ho fatto, parlandone in consiglio e facendo verbalizzare”.

 

Si fermi. Ritorniamo all’ente Provincia. Non ha nient’altro da dire?

“Come ti dicevo, in quel convegno al centro congressi, fui critico verso l’elefantiaco ente Provincia rispetto ai compiti che sapevamo essere suoi precipui. Oggi il mio giudizio è cambiato. Quel giorno, quando presi la parola, il presidente Oliverio era andato  via. Pensai: ‘Menomale, altrimenti,  per quello che sto per dire mi avrebbe impallinato’. Sostenevo l’inutilità di tenere sotto lo stesso ‘tetto’ Mormanno con Amantea, Scalea con S. Giovanni in Fiore, Amendolara con Scigliano. Intravedevo la possibilità di far gestire i Licei Scientifici ai Comuni e le strade alla Comunità Montana”.

  

Ha cambiato idea?

“Sì. Oggi, Mario Oliverio che sta dimostrando grande capacità e competenza ha dato una svolta al ‘vecchio ente’. Il Presidente è nella direzione che io stesso speravo si incamminasse. E quel ‘prodotto della nostra terra’  che io avevo immaginato essere un nuovo extra-vergine meglio filtrato, si è dimostrato un bravo, riflessivo, testardo innovatore, un piccolo rivoluzionario. Gli siamo grati che la nostra provincia ha trovato la giusta guida per un nuovo sviluppo e presenza anche internazionale per tutto quanto è capace di produrre. Con Oliverio, inoltre, c’è  la chiara dedizione di tanti bravi assessori, tra cui l’amico Ferdinando Aiello,  figlio del mio compagno di scuola Carmine.

 

Il gruppo misto dell’ente montano l’ha accolta a braccia aperte. Da oggi in poi, cosa si aspetta dal punto di vista strettamente politico?

“Sono contento di appartenere al gruppo misto.  Continuerò ad essere me stesso: un umile lavoratore politico che però è dotato di tanta voglia di fare. Sarà la vecchiaia?”.

 

Non lo penso affatto. Lei è stato Sindaco di Scigliano. Oggi, è consigliere comunale di minoranza. Ha delle critiche da rivolgere all’attuale Amministrazione comunale guidata da Daniele Maletta?

“Da Sindaco (1975 – 1985) ed assieme ai miei assessori ed ai miei consiglieri affrontammo i problemi più seri ed importanti del paese. Quello che sto per dirti, accaduto pochi anni or sono, sembra appartenere ad un periodo preistorico. Portammo l’acqua potabile nelle case dove non c’era. Costruimmo nuovi tratti di fognature. Strade interne che migliorarono gli spostamenti tra le frazioni e dentro le stesse. In qualche caso abbiamo tolto dall’isolamento dei cittadini. Sul sociale aprimmo la casa di riposo. Le scuole, la refezione, i trasporti cambiarono volto. L’Istituto Agrario diventò un nostro fiore all’occhiello ed un esempio per l’intera provincia. Ricordo,  quando alcuni amici scherzavano sull’assessore ai Trasporti Mario Aragona, perché camminava con l’agenda sotto il braccio. Ebbene per merito suo, Scigliano ottenne un trasporto pubblico comunale di autobus. Immagina che rivoluzione quando i pensionati autonomamente poterono raggiungere l’ufficio postale, il Comune, il medico e altre strutture di pubblica utilità.  Anticipai Bassanini,  ma per la parte buona. Altra storia. Francesca, ti chiedo, di sollevarmi in questa sede dal dare giudizi all’Amministrazione comunale del mio paese”.

 

Capisco. Vuole rivolgere un augurio alla sua Scigliano e al Savuto in genere?

“Complimenti anche per questa domanda che sembra la più semplice ma che tocca direttamente il cuore, quasi a commuoverlo. L’augurio è quello che questa zona abbia  amministratori che si dedichino ai compiti a cui vengono chiamati con dedizione e con affetto.  Sappiano, i giovani, che per avere successo c’è bisogno d’amore verso le cose da fare. Non inseguano la politica per stravaganti gratificazioni. Amministrare richiede sacrifici, impegno, approfondimenti, grande umiltà e grande rispetto per la propria comunità”.

 

In bocca al lupo.

 

“Crepi! Spero prima che possa chiudere la bocca! Auguri per come sai essere mamma e per quanto sai essere cronista. Auguri a tutta la Redazione ed al Direttore. Auguri per il meritato successo che riscuotete. Grazie per avermi dato l’opportunità di ripercorrere momenti forse non inutili di un modesto impegno politico che resta in ogni caso sincero e di grande trasporto.

 

Arrivederci”.                                                               

 

Francesca Gabriele

 

 

Nella foto: Elisio Gallo.

 

 

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