Bianchi: solidarietà  per l’ospedale di Soveria Mannelli

Raccolta firme proposta dal Comitato soveritano

 

LA RECENTE decisione del Direttore generale di Lamezia Terme Asl 6, di “ridimensionare” l’ospedale di Soveria Mannelli, preoccupa non solo l’utenza di pertinenza ma anche la popolazione dei Comuni dell’Alto Savuto. La dura battaglia di questi giorni combattuta dal sindaco di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni e del personale medico e paramedico del nosocomio, è totalmente condivisa anche dai cittadini del comune di Bianchi, che hanno sottoscritto la petizione. “Il nosocomio non si tocca, anzi i servizi devono essere potenziati”. E’ quanto hanno da sempre affermato con forza i cittadini di Bianchi, Panettieri e Colosimi. Che le cose non facevano sperare niente di buono lo si era capito già dall’estate scorsa, quando fu chiuso il reparto di Ostetricia e le giovani mamme incinte, sono state costrette a recarsi presso le strutture ospedaliere di Lamezia Terme, Catanzaro e Cosenza. Una iniziativa, una manifestazione di solidarietà per la popolazione soveritana non solo per i rapporti di buon vicinato, ma soprattutto perché i cittadini di Bianchi, pur facendo parte dell’Asl 4 di Cosenza, la felice posizione geografica, l’esigua distanza (8 km) e il buon servizio fino oggi fornito dalla struttura ospedaliera, hanno da sempre indotto i pazienti, fatto salvo casi limiti, a rivolgersi ai sanitari di Soveria Mannelli. La raccolta di firme proposta dal Comitato soveritano, in atto su tutto il territorio del Reventino, su segnalazione del dottore Egidio Laraia, Responsabile dell’efficiente e frequentato ambulatorio di Fisiatria è approdata anche a Bianchi, dove il sensibile Pierino Marasco si è prodigato per la sottoscrizione. Una intera comunità apponendo la propria firma ha voluto offrire piena e incondizionata solidarietà per rafforzare le motivazioni di una battaglia che condivide e li coinvolge direttamente. Come nelle altre precedenti manifestazioni, sempre organizzate a sostegno della struttura sanitaria, ancora una volta la parola d’ordine è “l’ospedale non si tocca”. Uno slogan forte e deciso, che invita le autorità preposte a valutare con serenità ed attentamente le motivazioni della protesta cittadina. Un invito a non sottovalutare cosa ha rappresentato e cosa rappresenta ancora oggi la struttura ospedaliera per la popolazione montana non solo del Reventino ma anche del territorio limitrofo cosentino. Sin dai primi anni della nascita (1970) il personale tutto si è conquistato sul campo meriti e apprezzamenti visto che i pazienti sono perfino arrivati da zone del crotonese, reggino, vibonese e dall’alto cosentino. Pertanto, i cittadini invitato il Direttore generale a rivedere i suoi dati, tenendo presente, che se qualche problema ultimamente c’è stato, la colpa è da ricercarsi nella volontà di qualcuno di lasciare languire la struttura invece di sostenerla e potenziarla. Infine è opinione comune dei sindaci, che il presidio ospedaliero di Soveria Mannelli è per legge ritenuto presidio di montagna e pertanto deve essere in grado di erogare all’utenza (costituita principalmente da anziani con problemi di deambulazione e patologie reumatiche) del bacino montano di competenza. “Una zona montana come la nostra- ha dichiarato il sindaco di Bianchi Francesco Villella – con l’eventuale riduzione dei servizi ospedalieri, i pazienti bisognosi di cure, andrebbero incontro ad un vero e proprio collasso sanitario, per non parlare di un ulteriore svuotamento di servizi necessari ed urgenti per la popolazione”. Le numerose adesioni alla petizione, hanno lo scopo di evidenziare innanzitutto una visione strettamente burocratica di parte; miopia del bacino di utenza; scarsa conoscenza del territorio e delle problematiche dei cittadini montani; danno economico ecc. Pertanto in presenza di tale situazione, i cittadini di Bianchi, dichiarano la loro assoluta incomprensione e contrarietà all’ipotesi del ridimensionamento dell’ospedale di Soveria Mannelli ed auspicano una soluzione positiva della vertenza.

 

Pasquale Taverna

 

 

Nella foto: l’ospedale di Soveria Mannelli

 

 

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