Altomare parla della sua attività  di amministratore

Francesca Gabriele intervista l’assessore comunale

 

LA DECISIONE di intervistare l’assessore alla Sanità e Cultura del comune di Rogliano, ha origine, dalle ultime polemiche che stanno interessando il Santa Barbara di Rogliano. Parlare con l’assessore Altomare, ha significato, comprendere quanto il medico (la sua professione) prevale sul ruolo di amministratore. Altomare, ha più volte ripetuto, nel corso della nostra conversazione, che il suo intento è la tutela dell’utente in qualità di paziente e in qualità di cittadino, da questo presupposto, trae origine la sua battaglia per la tutela e il rafforzamento del presidio sanitario roglianese, una battaglia, la sua, aggiungiamo noi, portata avanti in sordina, senza alcuna spettacolarizzazione.

 

 

Assessore, dopo appena duecentoquaranta giorni di insediamento, si è trovato a dover gestire una tra le emergenze più gravi mai accadute nel Savuto, mi riferisco alla possibile chiusura seppur temporanea del Santa Barbara. La questione è definitivamente chiusa?

“Quella dell’ospedale S. Barbara è una brutta vicenda che si è abbattuta nel nostro territorio già provato, come lei sa, da altri nefasti avvenimenti quali la chiusura di alcune aziende ( Polti Sud, Dne e Micofispa) che hanno creato un danno enorme al Savuto. Questa ulteriore emergenza, ha decisamente acquistato un tono ancora più grave per le motivazioni addotte per la “chiusura”. Vede, da qualche mese sono ripresi, dopo anni di fermo, i lavori di ristrutturazione della facciata e del tetto dell’ospedale, nonché si è dato avvio all’ultimazione del reparto di dialisi che da tempo avrebbe dovuto essere consegnato alla propria funzionalità, da qui, la nostra sorpresa, quando si è avuta la notizia di una chiusura temporanea della struttura sanitaria. Mi creda, non è stata cosa facile gestire questa situazione drammatica, tuttavia, grazie alla mobilitazione di tutti i sindaci della zona del Savuto che hanno dato un grosso contributo alla risoluzione positiva dell’accaduto, grazie alla partecipazione di tutta la popolazione del nostro comprensorio, dai commercianti che in segno di protesta hanno abbassato le serrande, agli studenti che hanno manifestato lungo le vie cittadine e presidiato il nostro ospedale giorno e notte con le forze sociali, grazie all’attivazione della stampa locale, si è riusciti a scongiurare la chiusura, anche se temporanea dell’ospedale”.

 

Quindi, utenti e operatori non devono temere nessuna penalizzazione del nostro nosocomio da parte del Piano sanitario regionale. Lo scetticismo che imperversa per il futuro del presidio ospedaliero non ha dunque alcuna ragion d’essere?

“Il piano sanitario regionale sarà in discussione nei prossimi mesi e sicuramente il nostro nosocomio sarà argomento rilevante. E’ decisivo, arrivare al momento della discussione con un ospedale che funzioni a regime ed io credo che ciò sia possibile. In questi giorni, infatti, è arrivato l’arredo per l’attivazione dei famosi dieci posti di medicina che avrebbero dovuto essere attivati già da qualche anno, intanto, ci sarà la nomina del primario di chirurgia generale e l’attivazione del reparto di dialisi, stiamo per di più, lavorando per una branca chirurgica specialistica come previsto dall’atto aziendale. Se le cose procedono con la giusta celerità, io credo, che dal piano sanitario regionale il S.Barbara non può uscirne che potenziato. E’ chiaro che considerata la storia di questo presidio è comprensibile anche lo scetticismo, ma noi staremo attenti, affinché, l’ospedale di Rogliano, torni ad essere un fiore all’occhiello della sanità cosentina, così come lo era negli anni settanta e ottanta. Certo, bisogna rimanere vigili, incentrando l’attenzione proprio sul futuro, partendo da quest’ultima vicenda, per dare una collocazione definitiva al nostro nosocomio all’interno dell’Azienda sanitaria cosentina, in vista dell’approvazione del Piano sanitario regionale che sicuramente comprenderà misure volte a contenere la spesa sanitaria e gli sprechi nel settore per assicurare una buona sanità e una buona qualità dei servizi nella nostra terra, che di buono, allo stato attuale, presenta ben poco. Alla luce di quanto accaduto, il direttore generale, Cesare Pelaia, ha garantito attraverso la presentazione del cronoprogramma l’ultimazione dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, nonché la definitiva attivazione del reparto di dialisi entro la fine di Aprile, ponendo così fine alla più volte paventata cancellazione del Santa Barbara. Rispetto a quanto detto, voglio aggiungere che un ruolo fondamentale spetta agli operatori che quotidianamente vivono le varie vicissitudini all’interno della struttura ospedaliera e che necessariamente devono, attraverso la loro professionalità, garantire la sicurezza e la qualità dei servizi e nel contempo denunciare, laddove ve ne fosse il bisogno, le disfunzioni e le carenze di ordine strutturale ed organizzativo. E’ chiaro che in tutto ciò, le istituzioni, i partiti e le forze sociali sono chiamate a giocare il proprio ruolo, ruolo che oltre agli aspetti propositivi deve garantire con determinazione la ri-nascita della sanità in Calabria, volta a tutelare la salute dei cittadini calabresi e non solo”.

 

Le dimissioni dell’assessore regionale alla salute Doris Lo Moro, non sono state chieste dalla maggioranza. Eppure, una parte dell’opposizione lo ha fatto, assumendo una posizione molto critica nei vostri confronti. Non era più giusto e più coerente da parte vostra esigerle dopo il danno d’immagine creato al nostro comprensorio?

“Guardi, non spetta a noi chiedere le dimissioni dell’assessore regionale alla salute, in quanto non giochiamo ruoli determinanti alla composizione della giunta regionale, ma giochiamo un ruolo politico, importante e determinante rispetto al rilancio socio-economico del territorio. Proprio per questo, come amministrazione, ci siamo immediatamente attivati coinvolgendo tutta l’area del Savuto e nella fattispecie siamo riusciti a far revocare un provvedimento che ci è sembrato ingiusto e spropositato nonché dannoso. Nell’arco di ventiquattro ore siamo riusciti a far rivedere quanto deciso dall’assessore Lo Moro, coinvolgendo l’intera giunta regionale, e portando la Moro, all’interno della struttura ospedaliera dove ha potuto constatare che quanto aveva affermato, dopo la lettura del verbale dei Nas, non rispondeva all’evidenza dei fatti. Da qui, la decisione dell’assessore regionale di ritirare immediatamente il provvedimento di chiusura temporaneo sottoscritto. La stessa, parlando alla popolazione, dopo aver visitato il S. Barbara, ha ammesso di essere incorsa in un incidente di percorso.Verosimilmente, questa decisione è stata assunta perché dettata dal clamore mediatico della vicenda, o da scelte che nell’immediato dovrà assumere rispetto alla gestione della sanità calabrese. Un doveroso ringraziamento, mi consenta di porgerlo al consigliere di minoranza Piero Buffone che da subito si è schierato con la maggioranza, ricambiando in maniera intelligente quanto da noi fatto in passato, quando eravamo opposizione e ci schierammo compatti a sostegno del documento presentato dalla giunta allora in carica, mettendo da parte i colori e le appartenenze politiche che nulla hanno a che spartire con decisioni che riguardano i beni dell’intera collettività. Delusione invece devo esprimere nei confronti degli altri consiglieri di minoranza e delle forze politiche del centrodestra che con le loro posizioni di scontro, non solo stanno dimostrando di non voler bene al nostro ospedale, ma agiscono anche in malafede raccontando cose non vere. Si può anche ipotizzare che i componenti della minoranza, non conoscano i fatti, e questo, lei conviene con me, che è ancora più grave. Approfitto, di questa conversazione, per chiedere al centrodestra quali sono i reparti chiusi? A noi non ne risultano. Ci risulta invece che di reparti aperti e chiusi durante la precedente legislatura ce ne sono stati tanti, ne cito uno: la chirurgia vascolare”.

 

Il Cnr, avrebbe potuto essere qualificante per il presidio ospedaliero. Sarebbe stato dopo Pisa il secondo centro italiano. Perché, l’amministrazione Gallo, non ha condiviso questo progetto?

“Una volta per tutte, bisogna dire anche, che la realizzazione del Cnr, è stata sempre avversata da noi perché non risolutiva dei problemi del S. Barbara, posizione sostenuta dai sindacati e devo aggiungere anche dall’ex sindaco Oliveti, che nel mese di Maggio 2006, ha sottoscritto un verbale dove si chiedeva di rescindere le convenzioni con il Centro di Ricerca e utilizzare i fondi per l’ultimazione dei lavori. Quindi, l’ex sindaco che aveva parlato di Rogliano come “la piccola Pisa”, ha capito, seppur in ritardo, che il Cnr non poteva realizzarsi. La verità è che il centrodestra, ha fatto perdere cinque anni importanti che se utilizzati avrebbero salvato l’ospedale da qualsiasi rischio”.

 

Ancor prima della vicenda Santa Barbara, è stato a rischio di chiusura anche il distretto Socio Sanitario. Altra patata bollente che lei si è trovato a dover coordinare. In quale modo, è stato chiuso il cerchio, per quanto riguarda quest’altro imprevisto?

“La questione del Distretto Socio Sanitario a dire il vero è stata di tutt’altra portata ed è stata risolta grazie all’impegno profuso dal sindaco Giuseppe Gallo e da tutta l’amministrazione, la quale, nel corso dell’estate scorsa subito dopo le elezioni di Maggio, si è mobilitata per scongiurare la chiusura del distretto. Secondo le linee guide, un distretto può esistere solo se la popolazione residente raggiunge le 60 mila unità, quello di Rogliano conta invece circa 28 mila abitanti, quindi molto al di sotto del limite consentito. Ci si è attivati da subito col supporto dei sindaci del Savuto, affinché, Rogliano restasse sede di distretto. Il nostro territorio è molto vasto e disagiato e fornisce dei servizi di qualità, distinguendosi in maniera netta dagli altri distretti dell’azienda sanitaria, evidenziando anche questo particolare, è stato possibile inserirlo nell’Atto aziendale. Abbiamo intrapreso una stretta collaborazione con l’Azienda sanitaria mettendo a disposizione alcune nostre strutture per migliorare la qualità dei servizi offerti dalla stessa azienda. A breve, il 118 si trasferirà in alcuni locali della sede Com, ed è di questi giorni l’attivazione del corso di formazione per l’autismo destinato agli operatori del distretto, che si svolge nei locali del municipio e che successivamente porterà all’apertura di un centro per bambini autisti che sarà uno dei pochi in Calabria”.

 

Lei è anche assessore alla cultura. Quale posto occupa il patrimonio di conoscenze nell’Amministrazione Gallo?

“Per l’amministrazione Gallo la cultura occupa sicuramente un posto essenziale e questo si è avuto modo di constatarlo in questi pochi mesi di lavoro. Da poco, si è conclusa, la manifestazione in occasione del centenario della nascita di Mario Soldati, il regista ospite a Rogliano nel lontano 1975, in occasione di uno dei suoi viaggi alla ricerca di cibi e vini genuini. L’iniziativa, ha visto il coinvolgimento di alcuni operatori del settore eno-gastronomico del nostro territorio con l’apertura delle cantine del centro storico, ma ha visto la presenza attiva anche dell’Unical e delle scuole di ogni ordine e grado. La cultura, deve necessariamente passare attraverso il coinvolgimento delle scuole del nostro comune, per questo noi puntiamo moltissimo sui nostri giovani, che rappresentano una grande risorsa per la crescita della nostra collettività. Non a caso abbiamo istituito delle borse di studio”.

 

Assessore, è corretto parlare di rinascita della cultura a Rogliano attraverso il coinvolgimento delle associazioni presenti in loco?

“E’ corretto. Le associazioni presenti sul nostro territorio rappresentano una realtà importante, una risorsa per la collettività e per la crescita culturale del nostro comune. Queste, negli ultimi anni sono state mortificate dall’amministrazione Oliveti noi, invece, vogliamo collaborare con tutte le associazioni, come d’altra parte abbiamo cominciato a fare in questi primi mesi di amministrazione”.

Concludiamo, con i progetti per il futuro che il suo assessorato conta di realizzare nell’ambito culturale, anche perché dopo il successo della passata edizione, siete già al lavoro in previsione delle manifestazioni d’agosto. A tal proposito, cosa intende proporre quest’anno?

“E’ vero, in questo periodo stiamo programmando le attività da portare avanti nel corso dell’anno. In cantiere ci sono molti progetti, noi siamo disponibili ad ogni contributo che può venire da associazioni o singoli cittadini. Le anticipo, per quanto concerne lo Scialo d’Agosto, che anche quest’anno, ci sarà sicuramente la seconda edizione della Notte Bianca, anzi, un gruppo di lavoro sta già pianificando gli eventi che riempiranno questa manifestazione. Il resto è da scoprire nel corso dei mesi che verranno”.

 

Buon lavoro

“Buon lavoro a lei e al suo direttore Fiore Sansalone”.

 

Francesca Gabriele

 

 

Nella foto: Mario Altomare.

 

 

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