Questo pazzo, pazzo clima Å

L’inverno in costume e la primavera con le renne?

 

E’ STORIA di questi giorni. Dopo un inverno quasi “caraibico” – ecco l’inverno di primavera con freddo, pioggia, vento e tanta neve sui monti; e allora riecco riaffiorare i soliti dubbi: il clima è davvero in mutamento o è solo la sensazione del momento? Siamo davvero all’inizio della fine o è solo un falso allarme? Per quanto ci riguarda più da vicino avevamo già scritto su questo sito degli inconsueti arrivi nei nostri mari di pesci non comuni alle nostre latitudini; la temperatura media delle acque nel Mediterraneo di fatto è già aumentata e sta aumentando di continuo. Bisogna ancora comprendere che l’aumento di pochi decimi di grado della temperatura, sia dell’acqua che dell’aria, può innescare una serie di fenomeni difficilmente prevedibili su scala locale. Eventi come l’alluvione di Vibo Valentia, dove, lo ricordiamo, in piena estate e in pochissimo tempo è caduta l’acqua che normalmente cade in un anno, sono probabilmente ascrivibili alle variazioni delle temperature medie mondiali e nella fattispecie a quelle specifiche di quella zona. Ovviamente sono solo ipotesi, la combinazione di fattori come la temperatura, la pressione atmosferica, l’irraggiamento solare, l’umidità relativa in un determinato luogo e in un momento specifico, possono intersecarsi tra loro in modi diversi; diventa cosi difficile prevederne gli effetti. E’ comunque assodato che un riscaldamento medio della temperatura a livello globale è ormai in atto. Il primo punto è capire se la causa è davvero l’attività umana; il secondo, altrettanto importante, è prevederne le conseguenze. Intanto la meteorologia ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e questo anche in virtù del fatto che non è più condannata a restare una sorta di optional interessante e utile solo per pianificare la classica gita fuori porta, è invece entrata a far parte della nostra vita quotidiana, di fatto sempre più persone progettano il loro lavoro in base alle condizione atmosferiche che troveranno. Così oggi possiamo contare su previsioni attendibili all’80 % con scadenza a tre giorni, riducendo o aumentando la percentuale di errore in rapporto al tempo cronologico che intercorre. C’è però una distinzione importante da fare che riguarda i due termini scientifici fondamentali, la meteorologia e la climatologia; la prima assai più visibile e conosciuta poiché ci permette appunto di seguire quotidianamente l’evolversi del tempo, la seconda meno conosciuta ma altrettanto importante perché studia i cambiamenti climatici nel corso degli anni. Sulla climatologia è puntata la nostra attenzione, intanto perché è una scienza nuovissima e poi perché sarà una delle discipline di cui, purtroppo, sentiremo parlare sempre più spesso. La linea più comune tra climatologi è quella che delinea un riscaldamento globale e quindi il famoso effetto serra, ma ci sono anche dissidenti che parlano addirittura di un possibile raffreddamento, tutto ciò a confermare quanto la questione sia complessa. Nel primo caso assisteremmo probabilmente a fenomeni di estremizzazione che significa non solo violenti fenomeni in poco tempo, ma anche gravi siccità in vaste aree situate a sud. Per intenderci, sono i pochi gradi di differenza delle acquee del mediterraneo rispetto a quelle dei mari tropicali che ci mettono al riparo da fenomeni estremi come gli uragani, dall’altra parte sono i freschi e umidi venti dell’atlantico che soffiando da ovest rendono le nostre aree meno siccitose. Se solo uno di questi fattori venisse meno potremmo scordarci il nostro invidiabile clima mediterraneo e peggio saremmo sempre più soggetti ai fenomeni di cui parlavamo prima. Certamente, a parte il freddo di questi ultimi giorni, l’inverno appena trascorso rimarrà negli annali degli inverni più caldi. Se ciò è da imputare ai cambiamenti in atto è presto per dirlo, di sicuro ci siamo goduti questo inverno quasi tropicale che dovrebbe preludere ad una estate altrettanto calda, ma su questo nessuno può fare previsioni veramente attendibili, possiamo al limite consultare le statistiche che in questi casi sono assai più utili e veritiere. Per ora godiamoci la foto (sopra) che ho scattato la scorsa estate nella nostra bella “caraibica Calabria” con le banane quasi a maturazione.

 

 

Roberto Sottile

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