Roma: al Teatro dell’Opera per emozioni da balletto

Le giovani del Body Center due giorni nella Capitale

 

PRIME ORE del mattino, una sveglia che tarda a suonare, l’emozione della partenza, l’importanza di non dover mancare. Il Teatro dell’Opera è li, la gente ci sarà, i colori, l’atmosfera di un grande evento…il sipario, un palco. Quante volte le bambine della Body Center si saranno svegliate durante la notte, facendosi le stesse e semplici domande, quando si parte…?? Roma, va in scena “Giselle” – balletto di danza classica, coreografia di Carla Fracci, Compagnia del Tetro dell’Opera di Roma. Finalmente, spenta la televisione sintonizzata su “ Amici di Maria de Filippi” un vero spettacolo. Alessandra, Ida, Adalisa e tante altri, due giorni nella capitale, una passeggiata in centro, il transfert in bus per Piazza dei Cinquecento, imboccata via Torino, il primo confuso suono di prova dell’orchestra dal dietro le quinte. Fatti i biglietti, uno sguardo intorno, francesi, inglesi, qualche immancabile giapponese con macchina fotografica d’ultima generazione; loro con il libretto in mano a leggere i nomi dei ballerini, tanti, anzi tantissimi, le ultime raccomandazioni delle insegnanti, si aprono le porte. Confusamente, immersi tra la gente, che in fila, elegantemente, si appresta a passare il primo controllo, hostess in tailleur blu ad indicare palchetti, loggioni e poltrone, perché ogni cosa ha il suo posto, anche il pubblico. Accompagnatore, qualche genitore (anche loro emozionati), sorpresi, ben predisposti ad assistere in silenzio, incuriositi alla danza. Non più videocassetta, dvd, ma dal vivo! Con tanto d’orchestra! Per qualche ora un vero momento per emozionarsi, sbirciare e apprendere piroette, fouettè, arabesque…Le luci diventano fioche, il primo segnale in un teatro dove storia, musica ed arte convivono da decenni, in alto una scritta “Vittorio Emanuele III° Doge, Benito Mussolini Duce”. L’Orchestra si alza, ci siamo, un veloce saluto del maestro, ora basta, l’attenzione è sul palco, la pesante tenda rossa del sipario si scosta e la prima ballerina entra in scena. Raccontare i volti, la composta seduta dei degli allievi sulle grandi poltrone, la gioia nell’applaudire l’uscite e l’ingresso di questo o quel ballerino è indescrivibile, perché tanta emozione si deve vivere. I minuti passano, le scene cambiano, forse troppo velocemente, tanto da ricordare che tutto sta per finire. L’ultima scena e l’applauso finale, “che emozione, bravissimi …” – piccole frasi prima dell’ingresso dell’armai, intramontabile Carla Fracci, ovazione al suoi ingresso e rose rosse per omaggiare il vero talento italiano. “Indelebile nei nostri ricordi, questa è danza, grazie alle nostre insegnanti” – i primi commenti all’uscita dalle ballerine calabresi che abbandonati gli stereotipi della tv commerciale ora vedono come obbiettivo indossare l’abito di scena e danzare su un vero palco.

 

r.s.

 

 

Nelle foto: il gruppo della Body Center. Sotto: un momento dell’opera teatrale.

 

 

 

 

 

 

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