Nino De Rose: “Il mio bilancio è largamente positivo”

di Assunta Cristello *

 

GIOVANNI De Rose, più conosciuto come Nino, è un uomo schivo. Approdato alla politica quasi per caso e eletto sindaco di Belsito nelle due ultime tornate elettorali, De Rose non ama gli elogi gratuiti e capisce da sé quando è il momento di farsi da parte e di dedicare più tempo alla sua famiglia e a sé stesso. Ex impiegato delle Ferrovie della Calabria, oggi in pensione, De Rose è sposato e ha tre figli. In politica, l’incontro con Giacomo Mancini, del quale De Rose ha grande stima, lo ha allontanato dai suoi trascorsi nel partito comunista e lo ha avvicinato dapprima al Pse ed ora allo Sdi. Alla vigilia delle comunali, lo abbiamo incontrato per fare un bilancio del suo mandato.

 

Mi parli un po’ di lei: come ha cominciato in politica e com’è arrivato alla sua posizione attuale?

Ho iniziato come consigliere di minoranza negli anni ’80. Poi, nel 1997, il gruppo amministrativo uscente non riusciva a coprire una vacanza nella lista da presentare e quando venne proposto il mio nome come capolista non mi tirai indietro.

 

Cosa ha realizzato per il suo paese durante il suo mandato?

Tante cose, ma soprattutto abbiamo investito nell’edilizia e nella cultura. Abbiamo rilanciato l’istituto scolastico, che avevamo trovato sull’orlo del tracollo e l’abbiamo trasformato in un centro vitale per tutta la comunità. Abbiamo ripristinato due strutture fatiscenti: grazie ad un finanziamento ministeriale presto sarà rimessa a nuovo la palestra e l’ex asilo nido di via Panoramica, è stato ristrutturato e adibito a centro culturale, dotato di biblioteca e sala riunioni. L’amministrazione da me presieduta ha anche promosso la formazione di associazioni che operano nel sociale e che hanno impiegato giovani belsitesi per un anno nell’ambito dei progetti di servizio civile.

 

Cosa invece avrebbe voluto ma non è riuscito a fare?

Un monumento ai caduti.

 

Perché cinque anni fa la gente le ha dato fiducia e l’ha eletta?

Perché ha apprezzato l’impegno dimostrato nel quinquennio precedente e infatti nel 2002, in termini di consensi, abbiamo ottenuto, rispetto alla tornata precedente, una netta vittoria.

 

Ha atteso o disatteso le aspettative dei suoi elettori?

Credo che il bilancio sia largamente positivo, ma ritengo anche che dopo dieci anni la gente si stanchi della stessa persona. So farmi da parte quando è il momento e l’avrei fatto anche nel caso la legge mi avesse consentito di ricandidarmi.

 

Non si ripresenterà dunque agli elettori?

Si ma come consigliere, senza la pretesa di alcuna carica, visto che non ho nulla da dimostrare a nessuno.

 

Chi è la persona che in questi 5 anni le è stata più vicino?

Il vicesindaco, Antonio Basile.

 

Chi invece l’ha ostacolata?

Nessuno, l’opposizione subito dopo le elezioni ha abdicato al suo ruolo, abbiamo lavorato da soli e sempre uniti.

 

Cosa si ricorderà, fra cento anni, a Belsito, di Nino De Rose?

(Ride) Non si rammenteranno! Ma mi piacerebbe essere ricordato per l’impegno dimostrato in ogni ambito della mia vita.

 

A chi affiderebbe volentieri il testimone alle comunali di maggio?

Al mio vice attuale, Basile.

 

A chi non lo affiderebbe mai?

A qualcuno degli avversari, ma non voglio fare nomi.

 

Come saluterà i concittadini?

Li ringrazierò per la fiducia accordatami e mi scuserò per essermi un po’ distaccato, negli ultimi due anni, per motivi di salute, dalla gestione comunale.

 

Come aspetterà l’esito delle prossime elezioni?

Davanti al seggio, come sempre.

 

Assunta Cristello

 

 

* Corrispondente de

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