Rogliano: spazi di opportunità , di lavoro e di cultura

Lettera aperta di Gianluca Bocchinfuso al Sindaco

 

Idee

 

Lettera aperta al sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo

 

Spazi di opportunità , di lavoro e di crescita culturale

 

 

Caro sindaco,

 

 

i lavori di ristrutturazione e riqualificazione interna di Palazzo Ricciulli, l’inaugurazione del centro di aggregazione “Giovanni Paolo II” nell’ex Chiesa di Sant’Ippolito, l’apertura a suo tempo dell’Auditorium presso il plesso della locale Scuola media, l’esistenza della Casa della Cultura e del Museo d’arte sacra pongono un serio dibattito cittadino – prima che amministrativo – sulla fruizione di questi spazi in maniera adeguata, costante e produttiva. Non dubito che la tua giunta si stia già  interessando della questione in termini complessivi. In questa sede, ragiono a voce alta, sperando di fare arrivare qualche idea degna magari di discussione.

 

Una premessa. La gestione degli spazi sopradetti coinvolge più soggetti, il che presuppone una “volontà  politica” allargata, scevra da miopi campanilismi e personalismi autoreferenziali, per fare in modo che questi luoghi non rimangano semplici siti da giorno di festa o, peggio, da passerelle fini a se stesse.

 

 

1) Parto dal più importante per storia e simbologia: Palazzo Ricciulli. Fonti comunali e di stampa hanno riportato l’idea dell’amministrazione di realizzare all’interno del palazzo la Scuola di Arte e Mestieri, tesa alla rivalutazione del nostro artigianato. Nobile idea. Io farei ancora un altro passo. Cercherei di allargare – attraverso il Ministero della pubblica istruzione, la Sovrintendenza per i beni culturali ed ambientali, l’Università  della Calabria di Cosenza e quella di Reggio Calabria (che ha un corso di laurea ad hoc) – la vostra idea al recupero ufficiale dell’arte degli scalpellini e intagliatori roglianesi, sconosciuta ai più, nonostante le testimonianze di cui il nostro paese – e non solo – si fregia. Penserei ad una Scuola di scalpellini e intagliatori a più livelli: come Scuola di avviamento professionale (dopo l’obbligo scolastico e la secondaria di primo grado) e come Diploma universitario di base di durata biennale (dopo la maturità ). Sarebbe un’occasione unica per Rogliano che creerebbe nuove professionalità ; recupererebbe un’arte dimenticata; porterebbe un indotto non indifferente anche da fuori regione; darebbe l’opportunità  concreta di aprire le future botteghe artigiane in molti locali abbandonati del centro storico, ad iniziare da quelli più vicini al palazzo; spingerebbe a recuperare le vecchie abitazioni, da affittare agli studenti fuori sede. A completamento di questo progetto – certamente difficile e lungo, ma fattibile e che deve guardare ad un mercato nazionale e internazionale – il Palazzo potrebbe ospitare un Museo della storia civile e politica di Rogliano, anche con un percorso didattico appropriato per tutti gli ordini di scuole. Diventerebbe quindi un polo di arte e mestieri, ma anche di ricerca e conoscenza storica del paese, dei suoi antenati, degli illustri personaggi che lo hanno visitato.

 

 

2) Il Museo d’arte Sacra. Questo spazio – che “vive” soprattutto in estate e in occasioni particolari come dibattiti e presentazioni di libri – dovrebbe diventare il completamento di quello che sarà  Palazzo Ricciulli: se quest’ultimo presenterà  le tracce della Rogliano civile e politica, il secondo presenterà  la Rogliano religiosa (quella degli antichi conventi e delle dodici Chiese, dei riti e delle manifestazioni sacre), anche con gli esempi – già  presenti all’interno – dell’arte dei nostri intagliatori e pittori. Necessita anch’esso di un percorso didattico per le scuole e di un archivio (anche fotografico) adeguato.

 

 

3) Lo spazio dell’Auditorium e quello dell’ex Chiesa di Sant’Ippolito. Dopo tanti anni Rogliano, per lodevole iniziativa in tempi diversi di più soggetti, ha la possibilità  di avere due sale cosiddette polifunzionali per l’aggregazione giovanile e la pratica culturale. Un successo non da poco che, però, rischia di essere formale e non sostanziale. Mi spiego. Dovreste stimolare – attraverso l’assessorato competente e le energie associazionistiche e individuali presenti nel territorio, non solo comunale – la creazione di un Teatro Stabile, un’opportunità  per avvicinare i più a questa nobile arte. Un progetto che crei professionalità , che coinvolga le scuole, sin dalla primaria, che faccia da perno per altri comuni. Teatro Stabile significa non solo predisporre un calendario di rappresentazioni spalmato su tutto l’anno, fruibile da un pubblico variegato con una stagione invernale ed una estiva, ma anche creare una Scuola di recitazione che coinvolga le migliori competenze del nostro territorio e della provincia, ad iniziare dal Dams. Se la messa in scena della Passione di Cristo ed altre manifestazioni simili hanno successo di pubblico e di critica – penso alla Rassegna teatrale della metà  degli anni Novanta o alle singole iniziative legate a suo tempo alla Filodrammatica “V. Gallo” – ci sarà  pure un motivo. Bisogna trasformare l’evento in quotidianità  e crescita culturale – trecentosessantacinque giorni l’anno – recuperando, per esempio, il teatro dialettale o anche quello classico, dalle commedie e tragedie antiche a quelle moderne e contemporanee; indagando nuove strade con il cosiddetto teatro sperimentale, avanguardista e metropolitano.

Questi due spazi rimarrebbero aperti, ovviamente, anche per altri momenti di aggregazione: presentazione di libri, dibattiti e convegni pubblici, iniziative tematiche legate al territorio, incontri destrutturati e ludici, laboratori manuali per ragazzi. Non dovrebbe essere sottovalutata la possibilità  di istituire Rassegne cinematografiche permanenti, pensando ad una convenzione con qualche cinema di Cosenza, per avere le pellicole nel nostro territorio a distanza di breve tempo, dopo le prime nel capoluogo.

 

 

4) Casa della Cultura. Da molto tempo non visito questo posto. Oltre che sede naturale della Biblioteca comunale e degli uffici specifici, la Casa della cultura dovrebbe diventare il Polo aggregante di tutti gli altri spazi di cui stiamo parlando. Dovrebbe tenere i contatti con “il mondo esterno”, pubblicizzare – non solo attraverso il website del comune – tutte le manifestazione e gli eventi; dovrebbe allargare e rafforzare sempre di più le sinergie per fare crescere ogni iniziativa che verrà  fatta; dovrebbe fare rete con altre realtà  comunali per scambi e condivisione di progetti e competenze. Dovrebbe essere, inoltre, la sede dei Comitati scientifici e dei Comitati di gestione dei luoghi di cui stiamo discutendo, perché senza la loro creazione tutte le iniziative di cui parliamo non possono nascere e vivere.

 

 

I luoghi di cultura hanno bisogno di Comitati scientifici che scrivono e scelgono progetti e programmi, ne studiano la fattibilità  e la calendarizzazione; i Comitati di gestione ne curano la realizzazione, il reperimento di fondi e di risorse umane, che vanno dagli sponsor al pagamento del biglietto di ingresso. La cultura gratis non esiste in nessun luogo della terra, perché è sforzo, preparazione, capacità , voglia di mettersi sempre in gioco e migliorarsi, consapevolezza di lasciare una traccia nella testa delle persone. E, come tale, ha bisogno di essere ripagata e qualificata. Per questo motivo, le persone che faranno parte dei Comitati vanno scelte, con bando pubblico, per competenza riconosciuta e certificata, riconoscibile e valutabile. Questo è il solo modo per parlare di Cultura con la “C” maiuscola e per trasformarla in ricchezza, non solo economica.

 

Non credo, caro sindaco, che le cose di cui sto parlando – in modo sicuramente veloce e da approfondire – siano mera utopia o chimere di un idealista che vive ormai solo a sprazzi a Rogliano. Ci sono esempi, in tal senso, in molte zone d’Italia – comuni minuscoli emiliani, lombardi, liguri, laziali, toscani, siciliani, veneti che hanno saputo mettersi in gioco sfruttando le risorse della loro storia e del loro territorio – che hanno avuto anche contributi dalla Commissione europea per la scientificità  e specificità  dei loro progetti diventati ora la loro ricchezza. Basta volerlo e pensare in grande, soprattutto, adesso, ad inizio mandato amministrativo. Voi avreste anche la possibilità  di giocare su tavoli politici “amici” a tutti i livelli nazionali: provincia, regione, governo. Il grande ostacolo, secondo me, è l’arroccamento di chi dovrebbe contribuire al successo di operazioni simili e di chi rimane fermo ad una visione della politica legata al quotidiano o al risultato immediato e visibile, soprattutto in termini elettorali.

 

La tua capacità  di mediare e di confrontarti, le tue competenze amministrative e legislative, potrebbero essere un valore aggiunto, insieme a quelle che i tuoi colleghi di giunta e di maggioranza (ma anche di opposizione) dimostreranno mettendosi in gioco. Penso a Daniele Gabriele, con cui, negli anni scorsi, in diverse occasioni, si è discusso di temi simili. Questa visione nuova e, lasciamelo dire, rivoluzionaria di Rogliano potrebbe essere un primo livello del radicale cambiamento del nostro territorio. Altri potranno venire dopo, con effetto trainante: la riqualificazione della valle del Savuto, il recupero delle antiche vigne (di concerto con le iniziative private già  in atto), la nascita del Museo documentale di vita e di arte contadina; il Polo sportivo, con la creazione di una Società  polisportiva anche a partecipazione comunale, per associare ai successi della pallavolo e del basket, la ripresa del calcio e la pratica di altri sport negli spazi di cui Rogliano finalmente dispone e disporrà . Ma queste sono altre storie e meritano adeguati approfondimenti.

 

 

Rogliano, per cambiare, deve porre la Cultura – nel senso più ampio del termine – al centro di tutti i suoi progetti e guardare alle risorse di cui dispone, riuscendo a coinvolgere anche gli altri comuni della valle e le istituzioni sovracomunali. Una tale visione, ne sono certo, rallenterebbe l’emigrazione coatta dal nostro territorio; aiuterebbe a combattere l’apatia e il disimpegno giovanili che spesso sfociano nella microdelinquenza; eviterebbe la creazione di cattedrali nel deserto; coniugherebbe recupero delle nostre radici con occasioni di lavoro e di crescita culturale; baderebbe solo alla sostanza delle cose. Permetterebbe, in ultimo, alla tua maggioranza di lasciare una traccia indelebile nella storia del paese. Il che, per un politico, non è poco.

 

 

Augurandoti buon lavoro, spero che queste personali idee possano servire per una discussione di merito.

 

Gianluca Bocchinfuso

 

 

 

 

Nella foto: Rogliano, Museo di Arte Sacra.

 

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