Maurizio, Antonio, Pasquale: tre subacquei speciali

… Dal ‘contatto’ con il mare a ‘Il senso della vita’

 

 

DALL’EBBREZZA provata nell’entrare in contatto con i misteri del mare, alle sensazioni avvertite nell’accarezzare un mondo nuovo riservato a pochi, i più coraggiosi, fino alla partecipazione al programma “Il senso della vita”.

 

“Da 0 a 100 metri e poi ancora più giù, a precipizio negli abissi: le pulsazioni rallentano, il corpo svanisce, ogni sensazione galleggia dentro nuove forme. Resta soltanto l’anima. Un lungo tuffo nell’anima che sembra assorbire l’universo. Ogni volta risalire è una scelta: sono io che torno ad appropriarmi della mia dimensione umana, metro dopo metro, per venire di nuovo alla luce. Spesso mi chiedono cosa c’è da vedere laggiù. Forse l’unica risposta possibile e’ che non si scende in apnea per vedere, ma per guardarsi dentro. Negli abissi cerco il mio io. E’ un’esperienza mistica, ai confini col divino. Sono immensamente solo con me stesso, ma e’ come se mi portassi dentro tutta l’essenza dell’umanità’. E’ il mio essere umano che supera il limite, che si cerca fondendosi col mare, che s’immerge in se stesso e si ritrova”.

 

Dal libro “Profondamente” di Umberto Pellizzari

 

Gli occhi di Antonio e Maurizio brillano di gioia. Un luccichio che difficilmente si riesce a dimenticare. Hanno voglia di parlare, di raccontare la loro avventura. Il loro entusiasmo ti contagia e ti tocca il cuore. Dalle loro parole, esce fuori una forza indecifrabile, davanti alla quale ti senti davvero piccolo, e capisci che in fondo il senso della vita, rimane un mistero, la cui chiave di decifrazione appartiene a pochi. Antonio ha ventidue anni, Maurizio trentadue. Abitano rispettivamente a Santo Stefano di Rogliano e a Parenti. Qualche anno fa, nel mese di giugno, entrambi sono stati in gita a Paola, a far visita al santuario di San Francesco. Hanno così conosciuto i volontari dell’associazione Paolana presieduta dal professor Piero Greco, associazione che si occupa dell’organizzazione di corsi per sommozzatori con disabilità visiva. Antonio e Maurizio, hanno visitato la loro sede, ubicata sulla spiaggia paolana, sono letteralmente rimasti conquistati dai video visionati che descrivono i nostri fondali marini, una realtà sconosciuta ma accattivante. Nel mese di luglio, così, hanno deciso di provarci. L’anno dopo, a loro, in quest’esperienza, si è aggiunto un nuovo compagno del centro “Costruire Il Domani”, Pasquale Maletta (Scigliano). Nei ricordi di Maurizio, resta indelebile l’immersione nei fondali dell’isola di Ischia “che abbiamo raggiunto – ci racconta raggiante – a bordo di un gommone”. Sprofondarsi negli abissi marini lo seduce e lo incanta. “Mi piace tantissimo immergermi, è una sensazione bellissima. All’inizio ho avuto paura, dopo, ho iniziato lentamente a rilassarmi e a sentire l’ebbrezza della libertà, il brivido di essere in un mondo nuovo, protettivo e senza pregiudizi. Quando scendo giù, non penso a niente, mi dimentico ogni problema”. Antonio, quando l’incontri per la prima volta, ti da subito l’idea di una persona riflessiva e attenta. Non è molto loquace. “Immergersi –dice – è un’emozione incredibile. Non ho provato affatto spavento nell’affrontare questa sfida”. Maurizio, non fa parlare a lungo il suo compagno di avventura. Ha fretta di raccontare tutte le sensazioni avvertite nel liberarsi dalla forza di gravità, per librarsi in una sorta di volo, dove è agevolato nel realizzare quei movimenti impossibili o faticosi da compiere quotidianamente. Il tutto è paragonabile a una danza senza confini, dove ti muovi lentamente senza che nessun rumore giunge a distrarti, e gli unici colori che ammiri, sono quelli dei pesci, che ti passano accanto, ti sfiorano, sembrano voler giocare con te, afferrandoti per mano e portandoti a conoscere il loro mondo. L’attività subacquea, che praticano otto giorni all’anno, nei mesi estivi, ha portato recentemente, Antonio e Maurizio, e l’Associazione Subacquea Paolana, ad essere ospiti della trasmissione televisiva “Il senso della vita” condotta da Paolo Bonolis. Antonio, avrebbe voluto intervenire nel corso del programma, per richiamare l’attenzione sulla possibile e temuta chiusura del Centro Subacqueo. “Mancano i fondi regionali e tutto quello che avviene è per volontà dei contributi dati dai partecipanti. La Regione –evidenzia amareggiato Antonio – ci sta ridendo sopra. Abbiamo bisogno di apporti economici”. Maurizio, nonostante le difficoltà motorie, ha raggiunto un certo livello di autonomia, tanto da raggiungere la città di Paola da solo, senza alcun bisogno di essere accompagnato. “Prendo prima il pullman – sottolinea orgoglioso – dopo il treno. Quando arrivo in stazione, telefono e mi vengono a prendere Maria Teresa, Maria Grazia oppure Letizia”. Quest’estate ricominceranno il corso. Incontreranno gli amici, tra questi, una ragazza di Budapest, con disibilità visiva. Inizierà così una nuova danza nell’acqua per Maurizio, Antonio, Pasquale e tutti i ragazzi speciali che aderiscono all’iniziativa.

Francesca Gabriele

 

Il presidente del Centro Costruire il Domani è Assunta Canino:

una vita, la sua, dedicata ai disabili, alla loro integrazione

SOLE, Mare, Cielo: questi tre elementi fanno da sfondo al logo dell’Associazione Costruire il Domani, con sede a Rogliano, nata nel 1986, per volontà di volontari e un gruppo di genitori, al fine di creare servizi e prestazioni utili all’integrazione nel tessuto sociale di persone in difficoltà. Sono trascorsi ventuno anni dalla nascita dell’Associazione, anni di lavoro, di crescita, di inevitabili fatiche e di meritati successi. Tutto il senso dell’Associazione, è racchiuso in quel logo, del quale parlavamo prima, che vuole esprimere nella presenza del sole l’alba nuova, cioè la vita nuova che si auspica migliore di quella attuale alle persone in difficoltà”, nella raffigurazione del mare “ il mondo con la sua umanità piena di ricchezze e pericoli, piena di risorse conosciute e nascoste, alcune delle quali faticano ad emergere” il tutto sovrastato dal cielo “che sta al di sopra di ogni cosa è l’anelito dell’uomo verso l’infinito nel quale tutto <> nel senso che solo in quella dimensione si conquista la vera <>. Oggi, da quest’associazione, ha vita un centro di Riabilitazione (fisiokinesiterapia, logoterapia, psicomotricità, psicoterapia, terapia occupazionale) ed una Casa Famiglia per Disabili Gravi realizzata ai sensi del Decreto Legge n. 470 del 13 Dicembre 2001, che impiega venti persone. Presidente da sempre è l’insegnante Assunta Canino. Ci ha parlato del fiore all’occhiello del Centro, la Casa Famiglia per disabili gravi. “La Casa Famiglia è stata completata, ed è autorizzata al funzionamento, purtroppo, manca l’accreditamento, in altre parole i contributi della retta mensile per ogni persona che andremo ad ospitare. La struttura, accoglierà al massimo otto persone, ed avrà le prerogative di un ambiente familiare, confortevole per chi, non avendo più i genitori o altri familiari ed essendo in uno stato di disagio fisico, ha bisogno di un punto di riferimento umanizzato. Le Case Famiglia, in Calabria, sono in tutto dodici. Abbiamo costituito un coordinamento regionale che ha sede a San Rocchino di Catanzaro, e abbiamo stilato un documento, consegnandolo all’assessore regionale al ramo De Gaetano, che ci ha fatto ricevere da un suo rappresentante il quale, ci ha comunicato l’assenza di fondi. Non ci siamo arresi. Dietro invito della Regione, abbiamo redatto il regolamento alla base del funzionamento delle Case famiglia. Aspettiamo la decisione. L’ intento dell’Associazione Costruire il Domani, è quello di dare una risposta ai nostri ragazzi. Oggi, questo obiettivo possiamo dire di averlo raggiunto. I ragazzi sono autonomi. Per il futuro, pensiamo al riconoscimento di Centro diurno. In fondo, Centro diurno, lo siamo fin dall’origini della nostra struttura. I ragazzi, li ospitiamo dal mattino, offriamo loro, il servizio mensa oltre che le attività pomeridiane. E’ tempo di pensare al loro futuro lavorativo, perchè la maggior parte sono cresciuti, e hanno bisogno di essere inseriti nel mondo del lavoro. Stiamo valutando la possibilità di delineare un progetto da presentare in Regione, al fine di ottenere un finanziamento, per acquistare un piccolo terreno, dove coltivare prodotti locali e diversi, nonché allocare una piccola serra. Bisogna dare la priorità a chi può essere utile alla società, a chi ha bisogno”.

 

F.G.

 

Nella foto: Maurizio, Antonio e Pasquale.

 

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