Fera e Cosco: ecco i due candidati a sindaco di Cellara

di Assunta Cristello

Paolo Lucio FERA: un veterano della polica

Paolo Lucio Fera è un veterano della politica. Proveniente da una famiglia che ha sempre ricoperto importanti ruoli istituzionali a Cellara e non solo, Fera ha seguito le orme di suo padre e ha ricoperto la carica di sindaco per quasi vent’anni. Mai completamente pago dei risultati raggiunti e sempre pronto a mettersi in gioco, il sindaco uscente sente di poter dare ancora molto al suo paese e ha deciso di ricandidarsi alle comunali di maggio.

Alla vigilia della campagna elettorale, lo abbiamo incontrato per fare un bilancio del suo mandato in scadenza.

 

Chi è, politicamente parlando, Paolo Fera?

La mia esperienza politica è cominciata nel 1975, quando mi sono candidato alla carica di consigliere. Sindaco per tre legislature, dall’80 al 1994, sono stato rieletto nel 2002, dopo una pausa di circa 7 anni. Tradizionalmente la mia famiglia era di fede socialista. Alla scissione del partito mi sono dichiarato indipendente e ultimamente ho aderito alla Federazione dei Socialisti di Calabria.

 

Un pregio e un difetto di Cellara.

Cellara è un paese molto ospitale. Lo spirito di accoglienza è nel Dna dei cellaresi, che ne danno prova continua, l’ultima delle quali in occasione della fiera “Saperi&Sapori” la scorsa estate. È difficile trovare un difetto, se non quello comune a tanti altri piccoli centri, dove il rapporto di conoscenza diretta tra amministratore e amministrati rende spesso difficile porsi in qualità di giudice in tante situazioni.

 

In quali settori si è principalmente impegnata l’amministrazione Fera?

Abbiamo lavorato molto nell’ambito dei servizi sociali, delle infrastrutture e sull’immagine di Cellara. Grazie ai progetti di servizio civile, ogni anziano riceve ad oggi assistenza domiciliare e molti dei dodici appartamenti di edilizia popolare sono stati destinati a persone bisognose e ad anziani soli. Abbiamo portato l’acqua potabile in tutte le campagne e raggiunto un livello di riserva idrica sei volte superiore al fabbisogno del paese. Abbiamo ridato dignità e visibilità al paese, che in questo momento detiene la presidenza in seno all’Unione dei Comuni, ha ospitato l’importante manifestazione della fiera “Saperi&Sapori”, vincendo la concorrenza di centri ben più grandi e attrezzati ed è sede di uno dei pochi campi di calcio ad 8 regolamentari della Regione, affidato in gestione ad una scuola calcio riconosciuta dal Coni.

 

Cosa invece avrebbe voluto ma non è riuscito a fare?

L’unica cosa che non siamo riusciti a realizzare in questi cinque anni è rendere Cellara appetibile dal punto di vista turistico. Se in futuro ne avrò la possibilità, mi piacerebbe aderire al progetto delle case-vacanza, promosso dal consigliere regionale al turismo Adamo, più accessibile per i cellaresi rispetto alla precedente legge cosiddetta “bred&breakfast”.

 

Molti esponenti della sua famiglia hanno rivestito cariche istituzionali a Cellara. Questo tradizione l’ha aiutata o ostacolata?

Sicuramente mi ha aiutato. La prima volta che fui eletto sindaco è stato sull’onda della stima che la gente aveva di mio padre, benché fosse già scomparso.

 

Cosa ha spinto la gente cinque anni fa a dare fiducia a Paolo Fera?

L’esperienza amministrativa, lo sforzo di equità e la disponibilità che mi contraddistingue.

 

Ha atteso o disatteso le aspettative dei suoi elettori?

Credo che la candidatura sia sempre una nuova scommessa, non solo con la gente ma anche con sé stessi e che non si debba essere mai del tutto paghi di ciò che si è fatto, ma cercare sempre di dare di più.

 

Chi è la persona che in questi cinque anni le è stata più vicino?

Indubbiamente il vicesindaco, Gioconda Minardi.

 

Chi invece la ostacolata più di ogni altro?

Non ho avuto grossi contrasti. L’opposizione è stata un’opposizione responsabile, la maggior parte delle delibere consiliari sono state approvate col voto favorevole della minoranza.

 

Dove e con chi aspetterà l’esito delle prossime elezioni?

Ho sempre avuto l’abitudine di aspettare davanti al seggio, per senso di responsabilità nei confronti degli elettori, sia quando ho vinto che le poche volte che ho perso.

 

Assunta Cristello

 

Giuseppe COSCO: il candidato a sindaco più giovane del Savuto

 

Con i suoi 27 anni Giuseppe Cosco è il candidato a sindaco più giovane tra quelli della valle del Savuto. Militante nello Sdi, Cosco si presenta per la prima volta all’elettorato di Cellara a capo della lista civica di centrosinistra “Insieme si può”, che raggruppa Sdi, PdM, parte dei Ds e indipendenti comunque orientati verso il centrosinistra. A Cellara Cosco è nato e cresciuto e adesso, dopo la laurea in chimica e tecnologie farmaceutiche, lavora nella locale farmacia.

In piena campagna elettorale, siamo andati a conoscerlo più da vicino.

 

Rompiamo subito gli indugi: ci dica il miglior pregio e il peggior difetto di Giuseppe Cosco.

Un mio difetto è che sono pignolo come tutti i calabresi. Invece, un mio pregio credo sia la sincerità.

 

Un pregio e un difetto di Cellara.

Il pregio di Cellara è sicuramente l’accoglienza, decantata da chiunque l’abbia visitata. Per quanto riguarda i difetti, ne sono talmente innamorato che non ne vedo.

 

Lei si è candidato alla carica di sindaco. È stato lei a farsi avanti o altri hanno proposto il suo nome?

Il mio nome è venuto fuori innanzitutto da una confronto interno allo Sdi e poi è stato accettato, dopo peripezie e discussioni tipiche della vita amministrativa e politica di un piccolo paese, dal resto della coalizione.

 

Perché i cellaresi dovrebbero votarla?

Perché la nostra è una lista giovane e rinnovata, non in riferimento all’età anagrafica e alle persone, ma rispetto al modo di pensare e alle idee. E poi… è pure giusto cambiare, dal 1975!

 

Quali saranno le sue priorità nel caso di vittoria elettorale?

Ciò che proponiamo è un rinnovamento. Il nostro obiettivo principale è dare dignità al paese e migliorarne la qualità della vita, partendo dalle piccole cose: la manutenzione stradale, cimiteriale, il miglioramento della rete idrica. Se poi dovessero arrivare i finanziamenti per grandi opere, faremo ben volentieri anche quelle. Altro obiettivo cui punteremo sarà un maggior coinvolgimento della popolazione nella vita amministrativa, visto che oggi notiamo un forte distacco della gente, non semplicemente nei confronti della politica, ma verso la vita amministrativa del paese.

 

Se dovesse definire ognuno dei candidati della sua lista con un’espressione?

Giovanni Bozzo è un amico fraterno, Mario Caferro è una persona dalla grande disponibilità, Gaetano Calabrese ha una enorme vitalità, Giovanni Gallo è un uomo d’esperienza, Rita Madama è una mamma prestata alla politica, Tito Minardi è un grande lavoratore, Luigi Venneri è un altro amico fraterno, Fiore Vincenzo Altomare è geniale, Sebastiano Franco Vizza è la calma fatta persona.

 

Cosa pensa del suo avversario, Paolo Lucio Fera?

Subito dopo la presentazione delle liste ho tenuto a chiarire che la nostra è una battaglia esclusivamente politica e amministrativa, non personale.

 

Cosa risponde a quanti la accusano di inesperienza?

Dal punto di vista amministrativo, penso che se non si comincia non si avrà mai la possibilità di fare esperienza! Comunque chi mi conosce sa che, pur non avendo esperienza amministrativa di fatto, sono appassionato di strumenti quali bilanci, piani di fabbricazione e di opere pubbliche e che ho sempre seguito i consigli comunali.

Dal punto di vista politico, milito nel partito da quando avevo 15 anni!

 

Dove e con chi aspetterà l’esito delle elezioni?

Non so ancora dove, ma di sicuro aspetterò con la mia famiglia e la mia ragazza.

 

A. C.

 

Nella foto: Paolo Lucio Fera (a sinistra) e Giuseppe Cosco.

 

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