Bianchi: interessante incontro-dibattito sui Diritti

Fra i relatori anche il professor Piero Fantozzi

 

IN PROSSIMITA’ della chiusura della scuola, l’Istituto Comprensivo Bianchi-Colosimi ha voluto “festeggiare” alla grande, un intenso e proficuo anno scolastico organizzando un ennesimo ed azzeccato incontro dibattito. Questa volta il tema proposto è stato “I diritti”. Dopo 50 anni a che punto siamo? Un interrogativo, che ha sollecitato e stimolato il tavolo della presidenza e la numerosa platea di genitori, docenti, alunni, amministratori e associazioni, riuniti nei giorni scorsi nella sala della “Tenuta Elia”. “I diritti della terra come la Calabria, sono diritti che hanno più vincoli di una terra come la Lombardia”. Manca il lavoro che favorisce il reclutamento alla ‘ndrangheta e l’emigrazione delle intelligenze. E’ una delle affermazioni del professore Pietro Fantozzi, Ordinario di Sociologia Politica all’Unical di Cosenza, che ha tratto le conclusione dell’interessante incontro-dibattito sui “Diritti”. Una occasione per parlare della Costituzione Italiana, della quale è stato realizzato un opuscolo  nell’ambito del  progetto “Educazione alla legalità” è consegnato ai convenuti al convegno. I lavori sono stati aperti dal dirigente scolastico, Battista Granato, che ha rivolto un caloroso  ringraziamento agli intervenuti, in particolare all’Istituto Comprensivo “M. Pane” di Decollatura (CZ)  col quale è stato portato avanti e con una intensa collaborazione il progetto  “Educazione alla legalità”. Nel suo articolato intervento il prof. Granato ha affermato  “la scuola deve interessarsi della politica, non come politicizzazione, ma dibattere le problematica territoriali: lavoro, sviluppo, legalità, economia ecc., basi fondamentali per il decollo del Comprensorio, altrimenti, ha concluso, assistiamo all’emigrazione, allo spopolamento dei paesi. Grande l’attenzione e l’accoglienza dedicata allo spazio alunni, il cui impegno è stato molto applaudito e gratificato il pubblico con commenti e balletti artistici  realizzati sulle note dei brani musicali “100 passi”, “La libertà” del grande Gaber e “Pensa” di Moro. Hanno preso parte all’incontro Antonio Valente, vicesindaco di Bianchi, Raffaele Rizzuto, sindaco di Colosimi, Piero Moraca, presidente Consiglio di Istituto, Angelo Falbo, dirigente scolastico I.C. Carlopoli, Bruno Arcuri, Associazione Libera, Onorevole Giuseppe Lavorato; Filippo Scalzo, presidente Pro Loco, Salvatore Mancuso, “Costruiamo il domani”, Antonio e Fazio Nando, Avis e “Laboratorio18”; Mery Fazio consigliere comunale e numerosi rappresentati delle scuole del Territorio. Durante i lavori, il dirigente scolastico Granato, ha portato i saluti di buon lavoro dell’assessore provinciale alla P.I. Stenfania Covello e del sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza. Le due personalità si sono scusate per l’assenza, dovuta ad improvvisi e improrogabili impegni istituzionali. Presente il gruppo parrocchiale giovanile “Albatros” di Lamezia Terme con la dottoressa Luciana Correra e il dottor Beppe Falbo, che hanno curato l’organizzazione e distribuito pubblicazioni sulla legalità. Dopo i saluti di Valente, il sindaco Rizzuto, rispondendo alla domanda del tema, ha detto “ a me pare che siamo quasi al punto di partenza. Nella vita sociale ed economica c’è molta disuguaglianza, i conflitti bellici sono in aumento e la legalità sembra una chimera. Appassionato, stimolante e riflessivo, l’effetto prodotto dalla testimonianza di Giuseppe Lavorato, ex sindaco di Rosarno, che della legalità è stato un emblema e   ne ha fatto un modo di vita. Il professore Fantozzi, nel trarre le conclusioni a riguardo dei saldi principi della Costituzione Italiana, ha affermato “dopo  sessantenni ancora non è stata attuata pianamente”. Evidenziando il grande sviluppo socio economico italiano, il docente, ha sottolineato che “parallelamente è cresciuto un grosso degrado e ci troviamo in una forma di stallo gravissimo” (caduta della partecipazione al voto, sfiducia per la politica e istituzioni, ecc.). “La grande battaglia che nel Mezzogiorno siamo riusciti a vincere è quella dell’istruzione, ha affermato il professore Pietro Fantozzi, tuttavia oggi non possiamo negarlo esiste una discrasia, una separazione tra l’educazione e l’istruzione. Quindi, compito della scuola combattere la grande battaglia dell’istruzione  per preparare i giovani del domani per essere liberi da vincoli, pressioni e  senza subire la violenza dalla mafia e della ‘ndrangheta. Bisogna pur dire, ha concluso il professore “nella scuola italiana manca un progetto educativo, la competizione”. Per quanto riguarda il lavoro ha detto, “questo è essenziale, fondamentale per rendere autonomo la persona, quindi libera da vincoli o pressioni”.

 

Pasquale Taverna

 

Nella foto: l’intervento del prof. Piero Fantozzi

 

 

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