Ospedale Santa Barbara: sindaci pronti alle dimissioni

Rogliano: ordine del giorno approvato alla unanimità

 

QUALORA il nuovo Piano Sanitario Regionale dovesse passare così come proposto dall’assessore Doris Lo Moro, i sindaci della valle del Savuto potrebbero rassegnare il mandato ricevuto dagli elettori nelle mani del Prefetto di Cosenza. La decisione appare drastica ma ferma rispetto all’obiettivo che l’intero territorio si è posto sulla vicenda del presidio Santa Barbara di Rogliano, per il quale, ricordiamo, nel quadro della riorganizzazione della sanità regionale è stata prospettata  la riconversione da ospedale a poliambulatorio. Quanto esposto nella relazione di presentazione del nuovo Psr, soprattutto quanto indicato per il nosocomio roglianese, ha scatenato grosse reazioni sul territorio, sia nel mondo politico ed istituzionale, sia fra i cittadini. Durante il Consiglio comunale di ieri (martedì pomeriggio, ndr), convocato in seduta straordinaria ed aperta, l’Assemblea, assieme alle organizzazioni sindacali e a tutte le forze politiche e sociali del comprensorio, ha espresso “un forte giudizio negativo e l’assoluta contrarietà al Piano Regionale per la parte riguardante l’ospedale Santa Barbara di Rogliano”. Facendosi portavoce delle istanze del luogo, il sindaco Giuseppe Gallo ha chiesto che nell’incontro del prossimo 25 giugno la Giunta regionale modifichi la proposta di Piano Sanitario: “il Santa Barbara deve ritornare a far parte dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, con compiti propri individuati nell’atto aziendale in maniera complementare e funzionale a quelle che sono le attività dell’Annunziata”. “E’ assurdo – ha detto Gallo – chiudere un ospedale che invece potrebbe fare da valvola di sfogo per l’intera area urbana cosentina”. Sul piano della produttività “i dati che abbiamo acquisito nell’ultimo triennio – ha aggiunto il primo cittadino – ci dicono cose completamente diverse da quelle che si vorrebbero fare emergere: che questo ospedale non è affatto improduttivo”. Il sindaco ha evidenziato, inoltre, le tensioni (anche alte) delle popolazioni locali, affermando che sulla modifica richiesta non verranno accettate “deroghe alla discusione”. Gallo ha parlato di “battaglia dura” a sostegno dell’ospedale, di mobilitazione “con conseguenze che francamente io non riesco ad immaginare”. Il Consiglio comunale ha chiesto, quindi, un “incontro immediato” al presidente della Giunta regionale della Calabria, Agazio Loiero, da tenersi con una delegazione di amministratori. Nel documento votato alla unanimità, il Consesso cittadino si è appellato, infatti, alla sensibilità del presidente e degli assessori del Governo regionale “affinché in sede di approvazione del Piano da parte dell’Organo esecutivo, rivedano la posizione del Santa Barbara” nella direzione indicata nell’Atto Aziendale dell’Ao di Cosenza, che prevede la valorizzazione ed il potenziamento del nosocomio “sulla base di una seria e responsabile concertazione avvenuta tra management, sindaci e organizzazioni sindacali”. L’ordine del giorno è stato inviato, oltre che alle istituzioni competenti, anche al Prefetto di Cosenza “perché – ha sottolineato il primo cittadino – qui c’è anche un problema di ordine pubblico”. “Non se ne può più di chiusure, depauperamenti, di blitz dei Nas, di azioni giornaliere che tendono a sfiancarci e a logorarci. Ci auguriamo – ha concluso Gallo – che con il nuovo Piano Sanitario Regionale si possa dire la parola fine a questa storia in senso positivo”. Nel corso dell’Assise sono intervenuti consiglieri provinciali, sindaci e amministratori della zona, ma anche il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, che ha dato pieno sostegno alla causa del presidio roglianese, parlando di necessità, per la città bruzia “di guardare a sud” nel quadro dei progetti predisposti per lo sviluppo dell’Area Urbana. Presenti, tra gli altri, il presidente della Comunità montana del Savuto, Anna Aurora Colosimo, esponenti sindacali, operatori sanitari, rappresentanti dei partiti e delle associazioni. La scelta di includere il Santa Barbara nell’Azienda ospedaliera “ha rappresentato e rappresenta – è stato scritto nel documento – una soluzione intelligente che, nel mentre decongestiona il più importante presidio del Capoluogo di provincia (Annunziata) oramai al collasso, rende specialistico e produttivo quello della sua immediata periferia”. Sul piano strettamente politico il Partito della Rifondazione Comunista ha dato pieno sostegno al Savuto sia per quanto concerne la situazione del Santa Barbara, che i temi dei trasporti e del lavoro. Fortemente critica, infine, la posizione di un gruppo di iscritti della Margherita – Circolo Alto Savuto, che ha annunciato ufficialmente le dimissioni, in polemica con i vertici provinciali del partito sempre riguardo la questione del nosocomio.

 

Gaspare Stumpo

 

Nella foto: il Consiglio comunale di martedì.

 

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