Uil Fpl: “è sbagliata la riconversione dell’ospedale …”

La sigla sindacale esprime il proprio punto di vista

 

LA FEDERAZIONE provinciale Uil Fpl di Cosenza ha espresso vicinanza ai lavoratori del nosocomio cittadino “che vedono, nell’iniziativa dell’assessore Lo Moro – si legge in una nota – la concretizzazione di una manovra iniziata oltre cinque mesi fa e nonostante le promesse legate alla considerazione del ruolo positivo svolto dal presidio ospedaliero di Rogliano, nell’ottica di una riconsiderazione, in termini di potenziamento, hanno visto ora, nel concreto, palesarsi negativamente quanto allora strenuamente contrastato”. Anche la sigla sindacale Uil ha inteso così intervenire nel dibattito sui contenuti del nuovo Piano Sanitario Regionale, più nello specifico nei riguardi della proposta di riconversione dell’ospedale roglianese. La Uil Fpl sottolinea infatti come tale scelta è sbagliata “sia in termini strategici che in termini strettamente sanitari laddove l’analisi del ruolo del presidio, destinato ad essere una Casa della Salute, non è altro che la duplicazione del ruolo ambulatoriale svolto dall’Azienda sanitaria con autonomo poliambulatorio”. A Rogliano, ricordiamo, è già presente un distretto sanitario poliambulatoriale di supporto al territorio. Che fine farà, questa struttura, nel caso di approvazione del nuovo Psr così come proposto dall’assessorato regionale alla Salute? Per la Uil Fpl “vanno affrontati con urgenza” i problemi riguardanti il Santa Barbara, all’interno del quale “prestano la loro opera professionisti della salute seri e preparati che erogano prestazioni in linea con i migliori standard operativi, non raramente, anche, superiori alla media”. La sigla sindacale pone l’accento, infine, su quella che definisce “la marginalizzazione del comprensorio del Savuto, a sud della città di Cosenza, insieme al comprensorio ovest (Serre cosentine), a tutt’oggi fuori dal contesto urbanistico dell’Area urbana che assegna, invece, un ruolo predominante al territorio sito a nord del Capoluogo, sull’asse Rende-Montalto ed , addirittura, lascia come estremo sud dell’Area la stessa città di Cosenza relegata, nel concreto, ad un ruolo urbanistico periferico rispetto al ruolo centrale che, di fatto, assumerebbe il territorio del comune di Rende”. “Non vogliamo rinvangare la politica dei campanili – conclude la Uil – ma quanto appare all’occhio attento dei cittadini suffraga nei fatti, quindi, questo disegno preordinato attraverso cui si stanno attuando una serie d’iniziative penalizzanti e vessatorie per un’intera popolazione che avrebbe di contro necessità di vedere concretizzate le legittime aspirazioni di riscatto, che passano anche attraverso il potenziamento e la valorizzazione delle infrastrutture esistenti, non ultima quella ospedaliera di Rogliano”.

 

G.S.

 

 

Nella foto: la protesta contro la chiusura del S. Barbara del gennaio scorso.

 

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