La riconversione del S. Barbara è uno schiaffo per il Savuto

di Francesca Gabriele

 

DUE luglio 2007: il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo, trasferisce il suo ufficio all’interno del Santa Barbara. La sua è una prima protesta ai contenuti del Psr. Noi de La Voce del Savuto non potevamo mancare a questa iniziativa. Il nostro settimanale si è infatti sempre schierato a difesa del nosocomio cittadino. Non abbiamo avuto timori nel pubblicare in questi mesi le idee di tutti al fine di tutelare il presidio sanitario del Savuto da continui tentativi di riconversione. Le posizioni politiche di ogni colore sul caso Santa Barbara sono state sempre le benvenute sulle pagine del nostro settimanale. Lo scorso lunedì 2 luglio, subito dopo la conferenza stampa tenuta dal sindaco Gallo, con il nostro direttore, Fiore Sansalone, per la prima volta, abbiamo deciso di far visita all’interno del presidio ospedaliero. Con noi c’erano i colleghi Gaspare Stumpo e Giovanni Iacino.

 

Questa volta abbiamo voluto dar voce e scena agli operatori del nosocomio. La tensione nei reparti è palpabile e giustificabile. Nel Santa Barbara operano professionalità di ogni grado sottoposte da mesi. allo stress di una paventata riconversione. Qualcuno ha voluto rispondere alle nostre domande, dando un personale parere sull’azione messa in atto dal sindaco Gallo. Altri ci hanno detto di non aver più nulla da aggiungere o da gridare. La loro garanzia è la struttura, la più moderna dell’azienda ospedaliera cosentina, alla quale si aggiunge la professionalità offerta ogni giorno gli utenti.

 

Antonio Mancuso, infermiere professionale

«Non si discute l’iniziativa del primo cittadino di Rogliano».

«L’iniziativa del sindaco di Rogliano non è discutibile. Sarebbe opportuno che tutti i sindaci rassegnassero le proprie dimissioni in segno di protesta. L’ospedale di Rogliano non può chiudere. Quello che dovrebbe chiudere è invece l’Annunziata di Cosenza».

 

Bruno di Sabatino Segretario  Cisl Azienda ospedaliera

«Sul Santa Barbara condividiamo l’azione dell’amministrazione Gallo »

«Condividiamo quello che sta facendo per il Santa Barbara l’amministrazione Gallo insieme a tutti i sindaci della valle del Savuto. Noi ne abbiamo condiviso il programma e il progetto che difendiamo. Non possiamo comunque abbassare la guardia e credo che dovremmo progettare un’eventuale azione di lotta a difesa del presidio. Le decisioni dell’assessorato ragionato alla Salute ci colgono di sorpresa e sono inspiegabili. Pochi mesi fa, la giunta regionale, approvava l’Atto aziendale all’interno del quale,  rientrava a pieno titolo il Santa Barbara. In questi ultimi giorni apprendiamo invece che il nostro presidio sanitario non si vorrebbe far fare più parte dell’Azienda sanitaria cosentina. Tutto questo è assurdo”.

 

Arturo Ronconi, direttore dell’Unità operativa di Chirurgia Generale attiva

«Riconvertire il Santa Barbara è uno schiaffo per tutti».

«Sono soddisfatto perchè finalmente le istituzioni territoriali hanno dimostrato di volere effettivamente risolvere il problema del Santa Barbara. Ci aspettavamo che si prendesse coscienza della ricchezza che rappresenta il presidio ospedaliero di Rogliano per tutto il territorio della valle del Savuto. Il nostro presidio non è stato sufficiente valorizzato dal punto di vista professionale. Il Santa Barbara ha una grande storia che ha visto negli ultimi 30 anni,  la presenza di illustri professionisti, i quali,  hanno messo in atto una vera e propria storia chirurgica. Il  solo pensare di volerlo riconvertire sembra uno schiaffo a tutti noi, se consideriamo che rimangono aperti molti presidi ospedalieri calabresi dove non esistono scuole chirurgiche, dove le attività è irrisoria».

 

Teresa Altomare, infermiera professionale

 «Vorremmo poter  lavorare con serenità ».

«Stiamo gridando da mesi la nostra preoccupazione. Il Santa Barbara è un piccolo ospedale funzionante. Ci sono purtroppo queste piccole incomprensioni che durano da anni. E’ da tempo che ci minacciano con la chiusura. Così non si può andare avanti: non ci potenziano, non ci fanno lavorare tranquilli. Noi siamo qui per lavorare con serenità e tanta passione».

 

Franco Russo, direttore Unità Medicina Generale attiva al Santa Barbara

«A livello strutturale il Santa Barbara è il più moderno dell’Azienda ospedaliera cosentina ».

«Ancora una volta la popolazione di Rogliano e del Savuto si qualifica per il diritto di appartenenza di questo ospedale alla comunità. Dal 1976 ad oggi il Santa Barbara ha servito non solo la città di Rogliano e il territorio del Savuto ma tutta la provincia di Cosenza. Il reparto che dirigo riceve pazienti provenienti da ogni comune dell’hinterland. Nei periodi gloriosi, quando ci era stato consentito di lavorare a pieno ritmo, questo nosocomio ha avuto il top della produttività all’interno dell’Azienda ospedaliera di Cosenza. Nel 1998, i due reparti di Medicina e Chirurgia, con trentadue posti letto in totale producevano 19 miliardi di vecchie lire. Erano tra i primi reparti per produttività in tutta l’Azienda ospedaliera. Dopo il 1998 la ristrutturazione  ci ha messo in ginocchio ed  ha portato ad una progressiva chiusura dei posti letti con una  riattivazione di quest’ultimi molto tardiva. Allo stato attuale,questo ospedale,  per come è stato ristrutturato,  è uno dei più moderni della Calabria. Nella situazione specifica la Regione sta  determinando le ipotetiche esigenze dei territori senza avere fatto neanche una consultazione neanche con i Sindaci che sono pur sempre i responsabili della Sanità in tutti i territori calabresi. Il metodo sembrerebbe antidemocratico. Il Santa Barbara  fa parte dell’Azienda ospedaliera di Cosenza. A livello strutturale è il più moderno.  Il Psr direbbe che non è possibile lasciare così com’è il Santa Barbara, perchè in questa struttura non ci sarebbero ipotesi di ampliamento. Secondo me affermare questo è sbagliato. Le ipotesi di ampliamento per il nostro presidio sanitario roglianese si possono attuare, non si possono attuare invece per l’Annunziata di Cosenza, già stretta nella morsa del cemento urbano. Questa situazione sta portando alla demotivazione del personale. Il mio reparto lavora a pieno regime ed ha sempre onorato  l’Azienda alla quale appartiene. Siamo nei più importanti studi osservazionali clinici internazionali. Bisogna al più presto aprire l’emodialisi, che aspettiamo da tanto. Bisogna completare la struttura chirurgica. Abbiamo una sala operatoria che già ha dimostrato di poter ospitare tutte le attività aggiuntive. Possiamo tranquillamente ospitare un secondo reparto chirurgico, quale l’urologia. Abbiamo bisogno dell’aggiornamento tecnologica ».

 

 

Nella foto: Francesca Gabriele a colloquio con il dottor Franco Russo, primario dell’Unità operativa di Medicina generale del Santa Barbara.

 

 

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