Valle del Savuto: precari pronti ad incrociare le braccia

Il 2 agosto scadono i bandi per la stabilizzazione

 

NELLE COMUNITA’ della valle le tensioni rischiano di lievitare con la presa di posizione dei precari lsu-lpu, che al termine di un incontro sindacale tenutosi presso la Camera del Lavoro, hanno annunciato una nuova protesta qualora le amministrazioni locali non avviino, concretamente, processi di stabilizzazione lavorativa sulla base delle recenti disposizioni statali e regionali in materia. La presa di posizione segue di qualche ora l’intervento del presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero, che in una nota stampa, ricordiamo, ha affermato che “gli enti attuatori, comuni in testa, non mostrano grande volontà e il processo di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili rischia il flop”. Così come avvenuto in altre aree della regione, i precari utilizzati nelle pubbliche amministrazioni della zona hanno parlato di “contesto paradossale e di continuo scaricabarile che svantaggia i lavoratori e preclude il percorso intrapreso per la graduale stabilizzazione del bacino regionale”. Nell’area del Savuto, infatti, tranne che per il comune di Marzi, dove il sindaco Rodolfo Aiello ha fatto sapere di aver già pianificato l’assunzione di quattro lsu-lpu, il resto dei comuni non avrebbe, al momento, intenzione di stilare progetti identici. Una leggera apertura, quanto meno a discutere di eventuali soluzioni, sarebbe avvenuta solo da parte del sindaco di Parenti, Antonio Riga. Questo è quanto si è appreso nel corso della riunione promossa presso la sede della Cgil di Rogliano, che ha visto presenti, tra gli altri, Delio De Blasi, Giuseppe Tiano e Osvaldo Mancuso. A pochi giorni dalla scadenza (2 agosto 2007) del bando che assicura la regolarizzazione della posizione di circa ottocento lavoratori nei piccoli comuni, le domande inoltrate dagli enti locali calabresi sono ancora poche, nulle (se si eccettua il comune di Marzi) nel Savuto. In virtù di tutto questo, sindacati e lavoratori sono intenzionati a capire le motivazioni di tale situazione. “Perché – hanno spiegato – le amministrazioni pubbliche, sulla base di norme e contributi previsti su scala nazionale e regionale, non sono disposte ad avviare percorsi di stabilizzazione per lsu ed lpu, con il rischio che a partire dalla prossima Legge Finanziaria, l’azione del Governo a sostegno dei precari possa subire un ridimensionamento o addirittura bloccarsi?”. Una ipotesi che da queste parti non piace a nessuno e rispetto alla quale i sindacati chiederanno a breve un incontro con sindaci ed amministrazioni per aprire, sul fronte del precariato storico, una nuova (e concreta) fase di programmazione. In caso contrario, lsu ed lpu si dicono pronti ad incrociare le braccia e dar vita ad azioni di contestazione anche eclatanti.

 

G.S.

 

 

Nella foto: precari cosentini durante l’ultimo sciopero generale di Catanzaro.

 

 

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