“Una Calabria fiorita come il Carmelo”

Bellissimo intervento di mons. Giancarlo Bregantini

 

 

 

Di seguito, Vi proponiamo una bellissima lettera del Vescovo di Locri-Gerace, S.E. mons. Giancarlo Bregantini, pubblicata oggi, in occasione della Festività di Maria Santissima del Carmelo, sulla prima pagina de Il Quotidiano della Calabria. Si tratta di un intervento di notevole spessore poetico, che celebra con grande intensità due aspetti straordinari della nostra regione: il mare e la montagna. Un breve intervento attraverso il quale l’alto prelato ci invita alla riflessione.

 

 

 

Una Calabria fiorita come il Carmelo

 

di Giancarlo Bregantini*

 

 

E’ la festa del Monte Carmelo, oggi. Il monte del profumo in Palestina. Ed è anche la lode di tutti i monti, delle tante cime che avvolgono di luce i panorami calabresi. Alture, le nostre, che sfolgorano impregnate di antichità, ovunque, in quella arcana integrazione con il colore del mare infinito.

In Calabria godere dell’armoniosità dell’azzurro mare con quella del verde dei monti è opportunità di rara ed estatica bellezza.

In questo giorno è proprio quel verde che mi attrae! A piedi, salendo verso l’Aspromonte, nel suo fascino misterioso, tutto è avvolto: tutto avvolge e ispira.

Nelle due eccezioni del termine, ecco, mentre la versione latina, asper, insiste sulla sua fatica, sulle sue durezze, sull’asprezza di certi sentieri; la versione greca, aster, insiste, invece, sulla luminosità di quei panorami. Con il sole a picco che incendia ogni cosa, quasi senz’ombra, nel suo meridiano ricomporsi poi sul volto delle icone orientali.

Innestando i due termini, asper ed aster, si ha il messaggio di oggi, completante e che amabilmente ti porgo.

La vita è fatta di costanti passaggi dall’asprezza alla luminosità, dalla fatica alla gioia, dal dolore alla consolazione: “Per aspera, ad astra” , come dicevano gli antichi.

Non c’è cuore senza questi colori. E’ nell’unificarli che esso stesso compone i suoi battiti.

Non cercarne uno solo. Intrecciali sempre insieme.

Come intrecciati devono restare i due aspetti della realtà calabrese: il mare e la montagna.

Mai disgiunti, mai opposti soprattutto.

Lo dico ai maestri e ai politici, in particolare. Saper unire paesi della marina e paesi interni è il segreto di una politica saggia e di una scuola intelligente.

Ma attento: non partire dalla marina, ma dalla montagna. Perché li sono le radici vere della gente di Calabria. Nei paesi interni, nelle tradizioni più dense, nelle lagrime più nascoste.

Se il bosco è verde, il mare è blu!

Il paese antico fonda il paese nuovo. La montagna è la radice. E se la radice è viva, la chioma sarà verdeggiante.

Come lo è per Maria di Nazaret, fiore del Carmelo, radice di speranza e chioma di bellezza. Auguri a chi ne porta il bel nome.

 

Buona settimana.

 

* Vescovo

 

 

Nella foto: S.E. mons. Giancarlo Bregantini.

 

 

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