Intervista ad Aldo Pecora, leader dei Ragazzi di Locri

di Francesca Gabriele

 

«Aiutateci a non arrenderci, a non abbassare le braccia  a non chiudere gli occhi, a non cadere piangendo sulle ginocchia a non mettere per la milionesima volta i nostri sogni in una valigia di cartone. Oggi, per chi è uno spirito libero, è molto più facile vivere fuori dalla nostra Calabria che battersi per restare. Ma voi aiutateci a non andare via! Aiutateci a sognare ancora in calabrese».  

                                                              

(Aldo Pecora)

 

 

Il 16 ottobre del 2005 a Locri, nel giorno delle primarie dell’Unione, viene assassinato con 5 colpi di pistola Francesco Fortugno, vicepresidente del consiglio regionale.  Con lui nella Locride salgono a 24 i morti ammazzati. Un gruppo di ragazzi decide subito di ribellarsi e di gridare il proprio sdegno. Uno di loro, Aldo Pecora (nella foto) su un lenzuolo bianco scrive una frase “E adesso ammazzateci tutti”. Questa frase è destinata a fare il giro del mondo e diventa il simbolo di chi vuol combattere la mafia, le ingiustizie, le prepotenze.

 

Aldo Pecora, ha 21 anni. Studia giurisprudenza a Roma. Tra i suoi idoli, ci sono: Antonino Scopelliti, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino.  Il suo sogno è : «Poter tornare in Calabria per sostenere le ragioni della pubblica accusa nei processi di ‘ndrangheta».

Nello scorso numero de La Voce del Savuto, a firma del nostro direttore, Fiore Sansalone, abbiamo diffuso un articolo, all’interno del quale, abbiamo reso pubblica la nascita di Savuto Libero neo movimento che si prefigge la lotta alla politica dei padrini e degli intrallazzati, quella politica del malaffare che sta affossando inevitabilmente il nostro territorio. Nello stesso articolo è stata ufficializzata la collaborazione di Savuto Libero con il movimento dei ragazzi di Locri. Noi, abbiamo voluto intervistare colui che è diventato il leader di Ammazzateci tutti, il giovane Aldo Pecora.

 

Aldo, tu sei il leader del movimento “ Ammazzateci tutti”. Vogliamo ricordare ai nostri lettori quando e perchè è stata messa in campo questa iniziativa?

« La nostra iniziativa è nata come risposta spontanea all’omicidio Fortugno e agli altri 23 omicidi che già erano stati eseguiti nella locride dall’inizio del 2005. La frase che tu ha citato nella domanda è partita da uno striscione che abbiamo portato ai funerali del vicepresidente del Consiglio regionale.  Successivamente dietro questo slogan si sono riconosciute tante altre persone e si è dato vita ad un vero e proprio movimento: antimafia apartitico e apolitico».

 

Chi sono gli onesti e chi sono i disonesti nella nostra terra e, soprattutto pensi che ci sia speranza che i primi prevalgano sui secondi, se teniamo conto del numero scandaloso di consiglieri e assessori regionali indagati dalla magistratura?

« Per tradizione ho sempre votato centrosinistra, anche se mi sono reso conto che in Calabria bisogna ragionare diversamente. Bisogna collocare da una parte gli onesti e dall’altra i disonesti. Ti premetto che gli onesti si trovano sia a destra, sia a sinistra. Purtroppo sono pochi. Di contro ci sono mo lti disonesti. Che non troviamo solo a destra. Basta vedere tutto quello che sta succedendo in seno al Consiglio regionale calabrese con 32 consiglieri inquisiti. Nella Calabria del dopo Fortugno, la trasparenza e l’etica dovrebbero essere messe al primo posto. Un consigliere, un assessore regionale, un pubblico amministratore nella Regione dove è stato ucciso un collega in un seggio elettorale, dove la malavita ha chiaramente sfidato la politica, avrebbe dovuto essere disposto a dimettersi fino a conclusione delle indagini. Detto questo penso che i calabresi sia un popolo di gente onesta. La speranza resta altrimenti devono ammazzarci tutti per davvero».

 

Lo scopo del tuo movimento è soprattutto la lotta alla mafia. Mi verrebbe da dirti hai un bel coraggio. Ti chiedo: conta solo il coraggio in questa battaglia o c’è dell’altro?

«Fino a quando eravamo semplicemente i ragazzi di Locri siamo risultati utili per la campagna elettorale. Quando siamo diventati un vero e proprio apparato, dimostrando di non essere solo dei pupazzi, ma dei ragazzi, sono iniziate le querele e tante altre storie messe in atto da parte della politica regionale. Da una parte c’è un’antimafia che fa tanta passerella dall’altra ci dovrebbe essere l’antimafia sociale che nasce dal basso e che dovrebbe battersi per la legalità. Noi questo vogliamo creare in Calabria. Credo di non avere coraggio, bensì di avere tanta voglia di cambiare le cose. Le persone coraggiose oggi in Calabria sono coloro che riescono a far tirare avanti la famiglia con 1000 euro al mese. In questo si che ci vuole davvero forza d’animo. Io sono uno studente universitario, con tanti sogni e tante speranze tra le quali quella di poter diventare magistrato per poter dare una mano alla giustizia».

 

La Calabria ha visto la mano dei sicari della mafia agire su Franco Fortugno, Gianluca Congiusta e tante altre vittime. Ancora oggi si continua ad uccidere. Ti chiedo: quanto durerà?

«L’uccisione è più che altro la manifestazione ultima del problema che vive la nostra terra. Ci sono tante altre uccisioni nel quotidiano che, però, raramente finiscono sui giornali. Ci sono quasi tutte le attività calabresi che sono sotto la pressione dell’usura e tante persone che ogni giorno sono umiliate nella loro dignità. Ci sono persone che per poter lavorare devono chiedere il favore al politico di turno. Nella nostra regione c’è un problema fondamentale dovuto al clientelismo: se sei amico di qualcuno allora puoi sperare di fare qualcosa, se invece continui ad essere amico di tante persone, però magari hai già un nemico perchè magari ti esprimi liberamente e hai una tua idea, diventi il nemico di tutti. I morti ammazzati sono dappertutto. La Calabria è anche composta da bravi e onesti professionisti, da magistrati che si trovano a fare i conti con gli dice ripetutamente che agiscono per poteri occulti. Francesca, quali sono questi poteri occulti? Guarda, io già me l’immagino: la Loggia di Ammazzateci tutti, la Loggia di Savuto Libero, la Loggia di De Magistris. Sono questi –ti chiedo- i poteri occulti in Calabria? La politica forse dovrebbe iniziare a dare quelle risposte che non vuole dare. Perchè è troppo facile attaccare chi chiede verità».

 

Parliamo del Pm Luigi De Magistris e delle sue inchieste.

«Quella che sta portando avanti il Pm De Magistris a Catanzaro è un’inchiesta grandissima. Eppure nessuno si è alzato per invitare il magistrato ad andare avanti. Ci abbiamo provato noi e poche altre realtà. La politica invece da una parte e dell’altra ha fatto quadrato intorno ai politici che sono stati raggiunti da un avviso di garanzia».

 

A tal proposito, dal Savuto, per volontà di un gruppo di cittadini (stufi dei padrini della politica indagati e spesso collusi con la mafia) nascerà il movimento Savuto Libero in stretto collegamento con voi ragazzi di Locri.  Quale sarà il vostro ruolo in tutto questo?

«Io mi auguro che il movimento entri a far parte subito di quel network di associazioni e movimenti che abbiamo lanciato da 6 mesi a questa parte, parlo della Rete per la Calabria. Il 6 novembre del 2006, abbiamo scritto un manifesto (sottoscrivibile e disponibile sul sito www.perlacalabria.it (n.d.r.) che si propone di rigenerare la società calabrese in tutti i suoi ambienti. Questo manifesto è stato sottoscritto da associazioni, movimenti e personalità del calibro di Pippo Callipo (l’ex presidente di Confindustria Calabria, n.d.r.) o di Rosanna Scopelliti (figlia del giudice Antonino Scopelliti, assassinato dalla mafia, n.d.r.) pensando di poter creare delle vere prospettive lavorative. I movimenti mi auguro che riescano a dare ai calabresi quello che oggi lo Stato non riesce a dare e che l’antistato riesce a garantire. Mi auguro che tutte le forze riescano a unirsi in un vero e proprio movimento regionale che non stia né da una parte né dall’altra, ma che dica le cose così come stanno. Un movimento che faccia politica con la P maiuscola. Dobbiamo tirare fuori tutto il nostro orgoglio partendo dal Savuto, dalla Locride, dal Reggino passando per il Lamentino e il Crotonese. Vedi Francesca, è inutile creare movimenti su movimenti, se poi la battaglia si fa solo attraverso i comunicati stampa. C’è bisogno di andare nelle case della gente. Io mi auguro che anche nel Savuto si riesca ad entrare nelle case della gente per chiedere alle persone quali sono i loro bisogni». Il popolo calabrese è stanco. Il Savuto in particolare è amareggiato e deluso. Si teme una sorte di resa. «Non ci dobbiamo arrendere. Non dobbiamo fare differenza tra chi vive a Lametia Terme, a Reggio Calabria da chi vive a Rogliano o a Scigliano. L’unica cosa che abbiamo noi in questo momento (ti prego di scriverlo N.d.R. ) è una C che non deve essere quella di Cazzoni, ma deve essere la C di calabrese. Facciamo vedere che non siamo Cazzoni. Non facciamoci prendere in giro da chi promette, promette, promette…».

 

Aldo, quando conti di venire a farci visita?

«Il 27 luglio ci potremo vedere a Scigliano.  Ne ho già parlato con Eugenio Canino (responsabile del Circolo Fortugno de La Margherita, n.d.r. ).  Penso che daremo vita ad una bella iniziativa insieme con magistrati ed altre personalità».

 

Ti aspettiamo.

«Conto di conoscerti di persona insieme al tuo direttore, Fiore Sansalone e a tutti gli amici di Savuto Libero».

 

 

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