Comunità  montana del Savuto, Gualtieri: “dimettiamoci

L’assessore ‘suggerisce’ le dimissioni dell’Esecutivo

 

NONOSTANTE il periodo del solleone che segna l’apice dell’estate, con un clima che a parte il caldo di questi giorni dovrebbe dare adito a momenti di maggiore relax, la politica comprensoriale sta segnando, invece, uno dei suoi periodi più difficili e controversi. E questo per via delle tensioni derivanti dalle problematiche che il territorio si trova a dover gestire, che molto spesso sono alla base della discussione all’interno delle forze politiche e delle stesse amministrazioni. E se l’intervento del segretario di zona dei Democratici di sinistra, Carmelo Salvino, voleva essere un invito alla riflessione e all’unità circa i malumori affiorati nel suo partito (che nonostante tutto permangono) con la vertenza del Santa Barbara, un altro caso, da qualche ora a questa parte, rischia di scuotere la politica locale: le dimissioni ‘suggerite’ dall’assessore Carlo Gualtieri al presidente e al resto della giunta della Comunità montana del Savuto. Gualtieri, assessore diessino alle Attività produttive, dopo aver posto l’accento sulla capacità “di coniugare concretezza di risultati a respiro progettuale” da parte dell’Amministrazione guidata da Anna Aurora Colosimo, che ha consentito di portare “l’Ente fuori da una lunga fase di opacità ed inconcludenza” – ha parlato di tensione unitaria (intesa in termini di compattezza della maggioranza) andata progressivamente affievolendosi e a tramutarsi in un sostegno “sempre più tiepido, più sfilacciato, come se una spinta si fosse esaurita ed all’adesione convinta e combattiva fosse subentrata una certa svogliatezza, perfino una certa stanchezza, che rende sempre più problematico individuare e perseguire le linee di un disegno comune”. Per l’assessore della Cms dunque “questo malessere strisciante, se non ha compromesso la capacità decisionale dell’esecutivo, ha finito però per pregiudicarne l’autorevolezza e la capacità di proiettarsi all’esterno come espressione unitaria e forte di un territorio, di fatto ne ha depotenziato la rappresentatività e questo purtroppo è toccato registrarlo proprio in un momento in cui, per il concentrarsi di una serie di appuntamenti impegnativi, anzi decisivi per il futuro assetto del territorio, avrebbe dovuto essere massimo il suo smalto ed il suo vigore, più vibrante la sua voce, più incisiva la sua presenza”. A conclusione della sua lunga ed appassionata analisi politica, Carlo Gualtieri ha suggerito “di compiere un gesto lineare come quello delle dimissioni della Giunta che – si legge nella missiva – oltre a dare l’anzidetto messaggio di incondizionata disponibilità (il riferimento è alla possibilità di favorire un processo di più solida aggregazione di forze, nda), avesse anche il significato di rifiuto netto di una logica che, se non viene ribaltata, condanna all’afasia, e servisse pertanto a mettere tutti dinnanzi alla responsabilità primaria di compiere ogni sforzo per assicurare all’Ente una guida che esprima la massima autorevolezza, come mi sembra necessario avvenga, se si vuole davvero contrastare in qualche modo un processo di marginalizzazione del territorio che è ormai sotto gli occhi di tutti”.

 

Gaspare Stumpo

 

Nella foto: Carlo Gualtieri.

 

 

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