Dall’Albania in Italia per lavorare e vivere onestamente

La storia di Nela Suleinam, roglianese d’adozione

 

 

CRESCE di giorno in giorno il numero che quantifica la presenza di stranieri in Italia. La società italiana, perde, sempre più spaccati della propria identità culturale, antropologica ed etnica e si avvia all’amalgamazione con gli immigrati che cercano la propria dignità di uomini nel nostro Paese.

La doppia etnicità, consente, allo straniero che bussa alle mostre porte, una integrazione più facile senza che questo debba necessariamente sconfessare le proprie origini.

Rogliano, da quasi un decennio, accoglie stranieri nel proprio territorio. Al consueto dialetto autoctono sempre di più si affiancano i suoni di lingue lontane, a volte sconosciute, dalle quali, spesso, si cerca di acquisire i vocaboli più di uso comune.

La comunità albanese è quella che indubbiamente sta diventando la più numerosa nel Savuto.

L’Albania, ricordiamo, ha conosciuto la dittatura comunista. Nel 1945, la proclamazione della Repubblica Popolare d’Albania, ha portato in questo paese, come ovvia conseguenza tra gli altri provvedimenti, anche la nazionalizzazione di tutti gli impianti industriali e minerali presenti sul territorio.

Il crollo del regime comunista ( 1992 ) e la consecutiva apertura alla democrazia, ha rivoluzionato il settore economico, aprendo con facilità i cancelli alle "piramidi finanziarie" colluse sia con il potere politico sia con la criminalità organizzata, la cui disfatta nel 1997, ha messo in ginocchio migliaia di risparmiatori, e ha portato il paese a vivere una tesissima crisi economica. Molti albanesi, hanno conosciuto la triste traversata dell’Adriatico verso l’Italia, a bordo di fatiscenti gommoni.

Nela Suleinan, conosciuto in paese con il semplice nome Sula, è stato il primo nel 1997 ad arrivare a Rogliano. Qui vive con sua moglie e i loro due bambini. Basta incontrarlo, stringergli la mano, fissarlo negli occhi, perché tutto un mondo di preconcetti su quella che è la comunità albanese in Italia, crolli.

 

Sula, quando sei arrivato in Italia?

Sono entrato in Italia, nel 1992, con un visto turistico. La mia prima tappa, è stata a Cosenza. Al mio arrivo, come puoi immaginare, avevo in tasca pochissimi spiccioli. Ho lavorato in un pub, poi con una ditta di impianti di riscaldamento. In seguito ai fatti del 1997 avvenuti nel mio paese d’origine, sono dovuto rientrare per cercare di portare in Italia anche mia moglie Violetta. Con l’aiuto di un mio amico commerciante, nel 1997, ho trovato ospitalità e occupazione nel vostro paese”.

 

In che modo sei riuscito a coabitare con la realtà roglianese, certamente diversa dalla tua, mi spiego, hai mai avuto problemi di discriminazione sociale, culturale, religiosa?

Rispettando il vostro modo di pensare, le vostre tradizioni e non dimenticando le mie origini, le mie tradizioni, la mia religione che è quella musulmana, sono riuscito ad inserirmi con la mia famiglia nella vostra comunità. Non imponendo nulla, cercando di assimilare il meglio dalla vostra cultura, ho trovato la strada per convivere serenamente in questo paese, abitato da persone perbene che, oramai è un po’ anche il mio”.

 

A Rogliano, gli albanesi costituite un piccolo gruppo etnico. Quali sono i vostri rapporti con l’amministrazione comunale?

I rapporti con l’amministrazione comunale sono buoni. Riponiamo molta fiducia soprattutto nel sindaco da poco eletto, il quale, siamo sicuri in caso di necessità saprà venirci incontro e aiutarci proprio perché ha dimostrato di essere persona sensibile e generosa”.

 

Sula, dopo anni di sacrifici, ha regalato un esempio prezioso ai suoi connazionali che vivono nell’hinterland roglianese, ma non solo, anche in provincia e altrove: ha avviato onestamente una piccola attività commerciale. Basta entrare nel suo negozio, per respirare un’aria familiare, per rendersi conto attraverso la fiducia che i clienti ripongono in Sula, come la rettitudine e il coraggio alla fine premiano sempre mettendo al bando un’idea ingiusta chiamata pregiudizio.

 

Francesca Gabriele

 

 

Nella foto: Nela Suleinan.

 

 

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