Bianchi: gruppo scouts ospite della Comunità  locale

Campo estivo per i giovani  dell’Agesci ‘Platania 1’

 

LA POLITICA dell’accoglienza e della solidarietà fanno parte del Dna della comunità biancara,  per le  quali l’amministrazione comunale e la Pro Loco, da sempre si sono dimostrati sensibili e disponibili. Il paesaggio, ricco di castagneti e vasti boschi di conifere, posto ai piedi dell’altopiano della Sila piccola,  grazie ad un clima mite e fresco e soprattutto all’ospitalità hanno fatto di Bianchi un paese adatto per un  soggiorno sereno e tranquillo. Gli scout, gruppo Platania 1, Branco “Waingunga” anche quest’anno sono arrivati a Bianchi ed allestito il loro “campo” presso l’ex edificio scolastico elementare in Salita Margherita. In questi giorni, numerosi sono stati gli adolescenti che hanno fatto visita al gruppo, per conoscere meglio  e approfondire il mondo dello scoutismo, del quale il 1° agosto è stato celebrato in tutto il mondo il primo centenario dall’avvio del primo campo sperimentato da Baden-Powell sull’isola di Brownsea. Un gradito ritorno, quello dei boy scouts provenienti da Platania (CZ), ridente comune del Reventino, sostenuti amorevolmente da don Pietro Arcuri di Bianchi, già parroco della parrocchia San Michele Arcangelo di Platania per oltre 35 anni. Nel variegato gruppo (circa 40 unità), patrono di tutti gli scout San Giorgio, è diviso in  “lupetti e coccinelle” da 7 a 11 anni; “esploratori e guide” 12/16 anni; “rovers e scolte” da 17 a 21 anni, dopo il raggiungimento del ventunesimo anno d’età, si può rimanere come anziano col nome di “seniores”, riuniti in clan e collaborare all’interno o nel sociale. Un campeggio estivo, quello degli Agesci “Platania 1”, all’insegna di una nuova straordinaria avventura nel Comune della presila, per rafforzare l’esperienza di crescita, di responsabilità, servizio ed attenzione verso gli altri. Per i non addetti ai lavori, per comprendere le motivazioni dello scoutismo, bisogna prima di tutto conoscere la storia del suo fondatore, Robert Baden Powell, un uomo dalle mille qualità e di spirito giovanile che diede vita a questo movimento di grande successo. I “Capi” dei vari settori, anche in questa permanenza biancara,  non hanno mancato di evidenziare, preparazione, coscienza e responsabilità, ricchi di doti morali e colti educatori. Questi, non sono persone improvvisate, ma coscienti e preparati, dediti al loro ruolo con umiltà e serietà, che spesso lasciano anche la loro professione, la famiglia, il lavoro e lo stato di vita agiata per dedicarsi a giovani, portandosi dietro solo le cose essenziali che possano stare dentro uno zaino. Gli scout, sono protagonisti del vivere all’aperto a contatto della natura e portatori di messaggio a favore dell’ambiente. La vita del campo, consente a ragazzi e ragazze di maturare in fretta, dove l’altruismo, l’umiltà e la lealtà sono atteggiamenti comuni degli scout. Porsi al servizio dell’altro, del debole è una regola fondamentale che arricchisce lo spirito interiore del ragazzo. L’ordinamento nel campo funziona con disciplina, costanza e rispetto delle regole, sono la base essenziale del comportamento dello scoutismo. Il campo di Bianchi, è una delle tante tappe messe in programma del gruppo lametino, che offre loro un percorso di catechesi, sport e lavoro di laboratorio volte ad  arricchire le loro conoscenze. La vita del campo non è mai monotona, c’è sempre qualcosa da svolgere oltre i compiti assegnanti giornalmente. Tante, diverse ed interessanti le  escursioni programmate in questi giorni, dalla  visita alla vicina Abbazia di Corazzo (1157) nella quale visse per un certo periodo anche l’abate, Gioacchino da Fiore; Museo delle pergamene; itinerario ambientale-culturale lungo fiume Corace e visita alla grotta del bandito Pietro Bianco. 

 

Pasquale Taverna

 

 

Nella foto: il gruppo scouts ospite a Bianchi.

 

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