“Programmare la funzione del S. Barbara nell’AO”

Lo sostiene Nicola Adamo, vice pres. della Regione

 

Adamo: “la funzione del Santa Barbara va programmata nell’ambito dell’organizzazione dell’Azienda ospedaliera di Cosenza”. E’ quanto ha detto il vice presidente della Giunta regionale della Calabria nel corso di un incontro con sindaci ed amministratori della zona, che si è tenuto nella tarda mattinata di ieri (14 agosto 2007, nda)presso la sede della Comunità montana del Savuto.  Al centro della discussione, le principali problematiche legate alla organizzazione, quindi allo sviluppo del territorio. In primis, quelle sul futuro del presidio ospedaliero Santa Barbara di Rogliano, che la proposta di nuovo Piano Sanitario Regionale destina a Casa della Salute. Nicola Adamo, per il quale vi sono esperienze in Toscana di modello di casa della salute “che per molti aspetti è molto più avanzato di quelli che sono oggi gli ospedali nelle condizioni che conosciamo (il riferimento è ai piccoli ospedali disseminati in Calabria, nda)” e che è “legittimo che si faccia questa discussione (sulla casa della salute, nda)” – ha spiegato che il nosocomio del Savuto è un pezzo dell’Azienda ospedaliera di Cosenza e che un confronto sull’ospedale di Rogliano non va fatto come se lo stesso Santa Barbara “fosse una struttura a se stante”. Per Nicola Adamo, infatti, la funzione di questo presidio “va programmata nell’ambito dell’organizzazione dell’Azienda ospedaliera di Cosenza”. Un aspetto, quest’ultimo, sottolineato da sindaci, amministratori locali e sindacalisti, che più volte, in questi mesi, hanno ricordato l’attività del nosocomio di via Sturzo a complemento e sostegno di quella dell’Annunziata. Non caso, il vice presidente della Giunta regionale calabrese ha parlato degli investimenti fatti sulla struttura e sull’impiantistica medica presso il Santa Barbara, ricordando che “c’è una tac funzionante e  moderna, sicuramente rispetto a quella del presidio di Cosenza” e che “ci sono alcuni servizi che sono molto più avanzati qui che a Cosenza stessa”. “E’ chiaro – ha affermato ancora Adamo – che non si può non partire da una discussione di merito all’ospedale di Rogliano e non dire tout court: chiusura o apertura”. “Questa è una discussione che non va e anche con i cittadini e le popolazioni e i rappresentanti territoriali – ha aggiunto – bisogna ragionare in funzione del fatto che dobbiamo assicurare più assistenza, più fiducia, più possibilità di cura ai cittadini del Savuto, che non sono cittadini di serie B rispetto ai cittadini di altri territori”. All’inizio della riunione, l’esponente regionale aveva parlato di Piano Sanitario ancora come una proposta e rispetto alla sua stesura definitiva di un impegno sul territorio con una azione di concertazione sociale. Alla fine, però, per Nicola Adamo quello Sanitario dovrà essere un “Piano di riforma che da una parte taglia e dall’altra riqualifica e propone anche nuovi investimenti, sia per l’adeguamento e la funzionalità della rete ospedaliera, sia per quanto riguarda il potenziamento dei servizi sanitari di prevenzione e di cura sul territorio”. Che certamente non potrà fotografare la situazione esistente.

 

Gaspare Stumpo

 

 

Nella foto: Colosimo, Adamo e Gallo.

 

 

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