Il Confessionale

di Francesca Gabriele

 

Assunta Cristello, Giornalista de «Il Quotidiano della Calabria»

 

 

Chi è nella vita privata Assunta Cristello?

«È Susanna, una ragazza tanto idealista da sfiorare l’ingenuità, che sta cercando la sua strada in un crocevia di vicoli ciechi».

 

Un tuo difetto

«Sono estremamente lunatica e umorale».

 

Una tua qualità

«Sono eclettica, ho mille interessi e mi appassiono alle cose più disparate».

Tu sei una cronista del Savuto. Quali sono gli scogli maggiori che ogni giorno ti trovi davanti nel corso del tuo percorso professionale.

«La scarsa consapevolezza delle fonti circa il ruolo dell’informazione nella società, che è quello di offrire un servizio al cittadino/lettore. Molti considerano invece il cronista uno scocciatore o, nel migliore dei casi, un pubblicitario».

 

Chi sono a tuo parere i nemici dell’indipendenza di un giornalista nel Savuto?

«Quando si scrive per passione, e il compenso è un mero rimborso spese, si risponde ad un solo padrone, la propria coscienza, e ad un solo giudice il lettore».

 

Noi quotidianamente cerchiamo di fare informazione corretta e soprattutto apolitica. Da giornalista che idea ti sei fatta del panorama politico locale?

«Mi infonde fiducia vedere le sale consiliari con una presenza sempre maggiore di giovani, che scelgono l’impegno per il territorio piuttosto che la strada dell’emigrazione. Il Savuto ha bisogno di energie, idee e di un confronto proficuo tra generazioni che lo aiuti a crescere».

 

Basandoti sulla tua esperienza professionale a chi dei politici nostrani vorresti dare un consiglio?

«Alle nuove generazioni che si sono avvicinate alla politica. Spero che i giovani sindaci, assessori e consiglieri eletti nei nostri centri, abbiano ormai chiaro che tutto ciò che si fa e non viene comunicato, per l’opinione pubblica non è mai esistito e che, sulla scorta di ciò, cambino il modo tradizionale di comunicare il Savuto».

 

Qual è l’articolo che avresti voluto scrivere per il Savuto e qual è invece quello che ti auguri di poter scrivere un giorno.

«Il pezzo che rimpiango di non aver scritto risale agli inizi della mia attività di corrispondente, quando successe un grave fatto di cronaca nera nel mio paese. L’inesperienza e l’impatto emotivo non mi fecero avere la freddezza necessaria per scriverlo.

Mi piacerebbe scrivere di un grande evento culturale di rilievo internazionale, capace di portare per qualche giorno il Savuto alla ribalta dell’attenzione globale. Un po’ come l’anonima Giffoni Valle Piana nei giorni del Film Festival, per intenderci!».

 

Il Savuto non sta vivendo una bella stagione.  Qual è la tua (breve) riflessione sulla situazione economica sociale e politica del nostro territorio?

«Vedo una terra stanca e asfittica, saccheggiata ripetutamente delle sue risorse, del suo orgoglio e della sua fiducia nel futuro. Ma la colpa non è solo delle istituzioni, anche la gente è troppo rassegnata».

 

 

A chi tra le personalità del Savuto consegneresti il Tapiro e a chi invece assegneresti il Telegatto?

«Assegnerei il Tapiro ad un collega che mi ha plagiato spudoratamente. Non ne faccio il nome solo perché, da inguaribile idealista quale sono, credo possa un giorno voler riparare al suo errore e scusarsi con me. Il Telegatto lo assegnerei a Pino Albo, sindaco di Grimaldi, una persona che possiede due caratteristiche che considero essenziali quanto rare per un amministratore: la diplomazia e la lungimiranza».

 

(Assolta)

 

Assunta Cristello, collega alla quale mi lega una profonda e ricambiata stima, nell’affrontare Il Confessionale, non ha smentito l’innata spontaneità e l’ingegnosa versatilità. Come ha ben detto Assunta, nel nostro lavoro gli unici giudici sono i lettori, capaci di valutare e ponderare la schiettezza e l’originalità di ciascun cronista, particolare che, ahinoi, sfugge a più di un collega simpaticamente e lucidamente plagiatore. Assolta a pieni voti.

 

 

 

Gaspare Stumpo, Giornalista de «Il Quotidiano della Calabria»

 

 

Chi è nella vita privata Gaspare Stumpo?

«Quello che è nella vita pubblica: una persona tra le persone».

 

Un tuo difetto

«Tra i tanti, l’eccessiva disponibilità. Paradossalmente».

Una tua qualità

«Per questa risposta propongo un omissis. E’ quasi sempre imbarazzante, infatti, sponsorizzare se stessi in termini positivi». 

 

Tu sei un cronista del Savuto, ma sei anche direttore responsabile del portale Internet Savuto Web. Quali sono gli scogli maggiori che ogni giorno ti trovi davanti nel corso del tuo percorso professionale.

«Ogni notizia, anche piccola, rappresenta una responsabilità. Il nostro compito è quello di informare puntualmente e correttamente. Con l’avvento di Internet questa responsabilità è aumentata sia per la portata che per la complessità della proposta sulla Rete».

 

Chi sono a tuo parere i nemici dell’indipendenza di un giornalista nel Savuto.

«Chi usa il giornalismo per gestire i propri tornaconti. In primis chi contrasta maldestramente la libertà d’informazione e la critica, che sono fondamentali in uno Stato di Diritto. Certi uomini politici, per esempio, non conoscono vie di mezzo: o vanno ‘troppo a braccetto’ col giornalismo o contro di esso, ogni tanto, sono soliti entrare ‘a gamba tesa’».

 

Noi quotidianamente cerchiamo di fare informazione corretta e soprattutto apolitica. Da direttore responsabile di una testata telematica che idea ti sei fatto del panorama politico locale?

 «La nostra classe dirigente soffre la mancanza di un leader o di un gruppo fortemente determinato a portare avanti o rivendicare le istanze del territorio. Alla base di tutto questo vi sono, tra le altre cose, l’adeguamento alla prassi e la sudditanza storica verso alcuni centri di potere. Una situazione che in certi casi deriva da fattori culturali e dall’assenza di una vera e propria scuola di formazione politica».

 

Sulla base della tua esperienza nel campo giornalistico scegli un politico al quale dare un suggerimento.

«Non sono in grado di fornire suggerimenti a chicchessia. La politica avrebbe bisogno di fare più fatti e meno giri di parole. In questi anni ho apprezzato molto l’atteggiamento di Daniele Gabriele e Roberto Tosti. E il loro approccio con l’amministrazione della cosa pubblica». 

 

Qual è l’articolo che avresti voluto scrivere per il Savuto e qual è invece quello che ti auguri di poter scrivere un giorno.

«Avrei voluto scrivere di cancelli di fabbriche aperti e non chiusi, e con ciò una controtendenza in senso positivo dell’economia del nostro territorio. Che significa miglioramento delle condizioni di vita e non nuove (e dolorose) partenze verso altre aree della Penisola. Soprattutto delle fasce più scolarizzate la cui permanenza all’interno delle comunità locali, nel medio e nel lungo periodo avrebbe potuto apportare un grosso contributo in termini di idee e rinnovamento. Spero che un giorno possa avvenire il contrario».

 

Il Savuto non sta vivendo una bella stagione.  Qual è la tua (breve) riflessione sulla situazione economica sociale e politica del nostro territorio.

«Della situazione politica ho parlato in precedenza. Quella economica è ormai al collasso. Difficile, in questo momento, pensare ad un futuro positivo. Mancano risorse e grandi investimenti. Mancano le infrastrutture. Mancano soprattutto i progetti e da queste parti in pochi sono in grado di fare rete, quindi di spendere energie e convinzioni verso un obiettivo comune e di evitare pertanto l’isolamento. Il rischio è un sostanziale passo all’indietro. La vicenda dell’ospedale di Rogliano ne è l’esatta dimostrazione».

 

A chi tra le personalità del Savuto consegneresti il Tapiro e a chi invece assegneresti il Telegatto?

«Rispondo subito e senza grandi imbarazzi. Il Tapiro lo assegnerei a quanti, dalle nostre parti, non hanno ancora capito che l’epoca dei ‘campanili’ è finita. Il Telegatto lo consegnerei al dottor Franco Funari (Presidente del nascente Comitato tecnico Pro Ospedale N.d.R. ) per la convinzione che ha avuto, recentemente, nell’accennare alcune situazioni esternando messaggi che in molti hanno colto, ma che nessuno ha avuto la capacità di rilanciare. Magari a muso duro».

 

 (Assolto)

 

L’assessore comunale alle infrastrutture, Daniele Gabriele, uomo di cultura ed esperto amministratore, ha collocato Gaspare Stumpo, nell’Olimpo del giornalismo locale. Abbiamo voluto riprendere le parole dell’assessore Gabriele, per presentare ai lettori della nostra rubrica, un collega, ma soprattutto un amico fraterno.  Schietto senza eccessi, garbato come sua abitudine, riservato senza esagerazioni, Gaspare Stumpo non può che essere assolto a pieni voti.

 

 

 

Nella Foto: Gaspare Stumpo e Assunta Cristello

 

 

 Fonte della Notizia

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com