Villaggio Recise: 83° compleanno di Natuzza Evolo

Tante lagrime di gioia per la mistica di Paravati

 

UNA MAREA di gente, circa 4 mila persone, anche quest’anno ha invaso il piccolo borgo silano per stringersi introno alla mistica di Paravati, che, causa le precarie condizioni di salute necessita di un ambiente salubre e pertanto da parecchi anni su consiglio dei medici, soggiorna presso amici di famiglia. L’incontro estivo silano, che si svolge da oltre dieci anni il 23 di agosto, per il “popolo” di mamma Natuzza è annoverato come una "istituzione", tanto è l’amore, l’affetto e il legame che li unisce con la mistica. L’83° compleanno, per i figli spirituali di mamma Natuzza è stato una ulteriore  occasione per pregare e venerare insieme la madonna. L’eccezionalità dell’affluenza dei pellegrini durante l’anno nel piccolo Comune del Vibonese, gli ha fatto “guadagnare” l’appellativo  di “piccola Lourd” calabrese, dove sono in corso i lavori per la costruzione di una grande chiesa ed una casa di sollievo che accoglierà i bisognosi. Un’opera per la quale, ha sempre sostenuto Natuzza, “sono  solo la messaggera di un desiderio manifestato dalla madonna”. Tante fin oggi sono le testimonianze di  persone miracolate, per le quali  Natuzza Evolo,  ha sempre affermato “non sono io che faccio i miracoli, è la Madonna. Io sono solo un verme di terra”. Nel giorno di Natuzza, Villaggio Recise, sin dalle prime ore del mattino è stato invaso da migliaia di persone, provenienti da numerosi Comuni della Calabria, da fuori regione e qualcuno perfino dall’estero. Un appuntamento di forte richiamo religioso, al quale i figli spirituali di mamma Natuzza, costituiti in “Cenacoli di preghiera”  sparsi un po’ ovunque sul territorio nazionale ed estero non hanno voluto mancare e preso posto sul pendio della collinetta adiacente il piazzale dell’hotel “Marinella”. Alla solenne manifestazione religiosa, molto carica di  affetto per Natuzza,  erano presenti, don Pasquale Barone, padre spirituale di Natuzza, padre Michele, don Giovanni d’Ercole, parroco romano e monsignor Raffaele Facciolo, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Catanzaro e Squillace. Inoltre, numerosi parroci, monaci e suore, autorità militari e civili quale, il sindaco di Taverna, Sebastiano Angotti e gli onorevoli Mario Tassano e Giovanbattista Caligiuri.  Prima dell’inizio della Messa, don Pasquale Barone, in nome di tutti ha fatto gli auguri, rilevando “è  motivo di grande gioia per tutti noi questa sera ritrovarci insieme a mamma Natuzza per il suo 83° compleanno, e manifestarle tutto il nostro affetto di figli spirituali”. Una messaggera divina, un dono, la presenza di Natuzza – ha proseguito don Pasquale – una guida spirituale capace di farci intravedere oltre i nostri angusti orizzonti terreni. Il vero fondamento della vita di Natuzza – ha aggiunto – è l’umiltà, la carità e l’amore per il prossimo, accolto nella sua carne e nel suo spirito il dono della sofferenza per la conversione delle anime. Il suo punto forte è l’equilibrio interiore – ha ribadito il sacerdote –  le consente di fare fronte, ai doveri della famiglia e a quella della missione del mondo per consumarsi per Dio e per i fratelli. I frutti di questa straordinaria esperienza spirituali, ha concluso don Pasquale, sono oltre la conversine delle anime, la devozione al “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, la fondazione di Cenacoli di preghiera, il progetto della  chiesa, e il Centro per  anziani. Accorata e ricca di spunti di riflessine l’omelia di don Giovanni D’Ercole, che da molti  segue da vicino la vita spirituale di Natuzza. “Tante persone nel nostro tempo – ha affermato l’alto prelato –  credono di poter conquistare la loro felicità, di poter costruire il loro futuro, senza Dio o contro Dio. Il risultato è davanti a tutti noi. Un mondo che si sta suicidando, una umanità dove la violenza non ha fine, dove le guerre, tutti parlano di pace e ogni giorno scoppia una nuova guerra. Un mondo di ingiustizie segnato dalla presenza del male. Gli incedi dolosi di questi giorni, ha detto don D’Ercole,  sono la prova di un mondo frivolo e vuoto. Infine, un allarme, un invito ai giovani   “Attenzione ai tanti falsi maestri di vita, tanti truffatori di felicità, strappano i ragazzi dalla vita per asservirli ai loro tristi destini, (droga, delinquenza eccetera). La gioia, ha concluso non è una conquista umana. Non esiste la gioia dentro di noi se manca Dio. Natuzza Evolo, una donna semplice e umile, sin da bambina un simbolo vivente della fede cristiana. Fede alla quale gli ammalati e i sofferenti si attaccano, ultima speranza, ultimo appiglio nella vita terrena. Natuzza vive la sua vita da madre e mezzo Divino con molta sofferenza,  ma le sue braccia sono sempre aperte per dare conforto e amore. Una donna che pur senza titolo di studio, mai andata a scuola (non sa leggere e scrivere) possiede capacità di capire, comprendere i numerosi e grossi problemi che giornalmente le sono raccontati dalla gente. Un dono particolare, leggere e vedere infondo al cuore, penetrare a fondo  alle coscienze. Dono Divino, perché fin da bambina ha “incontrato” il suo angelo custode che la conducente e consiglia. Una donna speciale prescelta da Gesù e dalla Madonna “Cuore Immacolato Rifugio delle Anime” che le chiede di costituire sempre di più Cenacoli di Preghiere.  Possiede anche il privilegio della “bilocazione” e la facoltà dell’emografia, della scrittura con il sangue (immagini e frasi sacre apparse su indumenti usati per asciugare il sangue trasudato durante il calvario).  E poi Mamma Natuzza, in occasione della Santa Pasqua, vive sulla sua carne la Passione di Cristo, le stimmate e dolori che compaiono il venerdì Santo e sparisco senza lasciare traccia la domenica di Pasqua, alla Risurrezione di Gesù. Una mistaca seguita e studiata da molti eminenti professori, che non hanno mai saputo spiegare gli avvenimenti, se non lasciare il tutto al mistero Divino.

 

                                                          Pasquale Taverna

 

 

Nella foto: un momento della cerimonia a Villaggio Recise.

 

 

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