Convegno: “Uomini liberi? Sospesi tra realtà  ed illusione”.

Presenze qualificate alla iniziativa di Soveria M.lli

 

ORGANIZZATO dalla Loggia “La Sila-Dionisio Ponzio” di Decollatura, con il patrocinio del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria, sabato scorso a Soveria Mannelli,  presso la sala  “Ermanno Critelli” dell’industrie grafiche ed editoriali, Rubbettino, si è svolto l’interessante  convegno dal tema “Uomini liberi? Sospesi tra realtà ed illusione”. Il convegno inserito nell’ambito della rassegna "Essere a Soveria" organizzata dall’Amministrazione comunale, che quest’anno festeggia il 20° anno, ha lo scopo di porre l’accento su una tematica alquanto importante ed attuale.  Alla presenza di un folto pubblico, quello delle grandi occasioni,  la qualificata presenza dei relatori, ha deliziato ed offerto una occasione per riflettere e  approfondire una tematica sempre  più incalzante. Tre le relazioni, che hanno catturato l’interesse del pubblico in sala in circa tre ore di intenso dibattito, che magistralmente esposte dai docenti universitari, hanno ampliamente approfondito e snocciolato il tema. Dopo i saluti di Leonardo Sirianni sindaco di Soveria Mannelli e di Egidio Laraia, Maestro Venerabile della loggia organizzatrice,  Dino Cofrancesco, dell’università di Genova, ha relazionato su “Libertà civili”; Luisella Battaglia, della stessa università ha parlato di “Etica e ricerca”; Morris Ghezzi, dell’università di Milano ha posto l’accento su “Libertà religiose”. Infine, le conclusioni del Gran Maestro Gustavo Raffi. Brillante la conduzione del moderatore Mario Caligiuri, dell’Università della Calabria, , il quale ha detto  “un tema , quello odierno, che riguarda la vita di tutti i giorni, la democrazia  e collegato con la libertà”. Atteso, sentito e applaudito l’intervento del Gran Maestro Gustavo Raffi, che ha affermato, “le conclusioni non mi piacciono, il definito non mi appartiene, d’altronde sono nato mazziniano”. Entrando nel tema, ha sottolineato che “La libertà è un grande valore. Non viene dal cielo ed è la conquista di tutti i giorni. La libertà non può essere legata  all’egoismo e soprattutto non deve essere considerata un bene conquistato che nessuno toglierà più. Solo quando si perde, si comprende. Importante è l’educazione alle libertà, che sono tante”. Nel proseguire il lucido pensiero, il gran Maestro ha detto “C’è la necessità di affrontare le tutele contro se stessi quando in noi c’è la tentazione di sentirsi in parte depositario di verità”. Sollecitato della dottoressa Antonella Spinelli, che chiede “L’unica verità cos’è?”  Raffi ha risposto “ E chi la stabilisce?. Quando e quale sia la verità? La differenza tra noi massoni e gli altri è che noi applichiamo il metodo induttivo, e cerchiamo e chiediamo la verità, mentre gli altri si ritengono deboli e bravi della verità e la vogliono rifilare agli altri”. L’articolato intervento, ha toccato molti aspetti delle libertà, da quella religiosa a quella politica ed affermato “Capire quando la libertà è in pericolo, quando ti danno l’illusione di essere libero e non lo sei, bisogna essere capaci di gridare anche nel deserto”. Infine conclude richiamando  Longanesi, “facciamo in modo che il campanello della coscienza quando è in gioco la libertà suoni sempre”.  Il primo cittadino di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni, nel porgere agli ospiti il saluto di benvenuto, ha ricordato tra l’altro come  “la fantasia, la voglia di fare, l’intelligenza e l’onesta della classe politica che si è avvicendata alla guida di questo paese e grazie soprattutto ai cittadini che vivono in un clima civile e poco litigioso ed una classe imprenditoriale attenta e laboriosa, si è potuto organizzare il nutrito calendario di eventi durante il mese di agosto, tra cui il convegno odierno”. Per il maestro venerabile, Egidio Laraia, la terza edizione di questo appuntamento annuale rappresenta un successo. “Uomini liberi? Sospesi tra realtà e illusione” è l’argomento che sicuramente suscita in noi “molteplici interrogativi”. A mio avviso – prosegue – anche preoccupanti e inquietanti se si pensa alla realtà odierna  e come credo emergerà delle relazioni  che ci apprestiamo ad ascoltare.  Affermava Heghel,  “la storia del nostro mondo non è altro che l’oppresso delle coscienze delle libertà”.   Ma cos’è la libertà? E’  una sola o più di una? E ancora è un diritto, un dovere o una opzione? E il raggiungimento di essa, ha un costo? E perché? Si chiede il Venerabile. Per i massoni  – secondo Laraia – la libertà è il potere di compiere o di non compiere certi atti, secondo la denominazione della nostra volontà. E’ diritto di fare tutto ciò che non è contrario alla legge morale e alla libertà altrui. Essa rappresenta uno dei tre principi cardini, insieme alla  fratellanza e uguaglianza ai quali il massone si ispira per migliore se stesso e lavorare al bene e al progresso del prossimo. Il raggiungimento di essa si  ottiene solamente con il continuo esercizio del dialogo e del reciproco rispetto e confronto. Solo attraverso questi strumenti si possono combattere le ingiustizie la violenza la sopraffazione la prevaricazione sull’altro. Chiara  e provocatoria la relazione del professore Dino Confrancesco, che ha spiegato come il pluralismo “sta diventando nemico delle nostre libertà e delle libertà civili in particolare”. Chiarito il concetto di pluralismo (teoria in base alla quale si è tanto più liberi quanto più sono numerose le appartenenze e le associazioni). “Il pluralismo a mio avviso – ha detto il docente- sta minacciando da vicino la civiltà liberale. I due termini pluralismo e liberalismo a mio avviso si stanno sempre più allontanandosi pericolosamente l’uno dall’altro”. Riflettendo sul titolo, ha affermato Luisella Battaglia, “noi stiamo diventando sempre più consapevoli, che ci può essere un progresso scientifico che comporta addirittura un regresso morale. Questo rappresenta uno dei  grandi  drammi dell’età che stiamo vivendo”. E all’interrogativo se “la scienza è diventata sempre più un problema e perché?”. La docente risponde,   “siamo  sulle soglie di una delle grandi rivoluzioni della nostra esistenza. La rivoluzione ideologica”. Di fronte una  grande disponibilità tecnologica utile per realizzare alternative  in senso terapeuco, e all’etica della responsabilità,  che fare? La docente che fa parte del Consiglio Nazionale della bioetica ha risposto “ragionevolezza e coraggio.  Riflettere seriamente, non come taluni  in nome di una pretesa selettiva, ma solamente perché la ricerca aiuta a vivere meglio.  Non è giusto demonizzare le scelte. La libertà non è fondata sul caso , noi abbiamo il diritto e il dovere sapere”. Infine la relazione di Morris Grezzi, sulle libertà religiose. “Un aspetto particolarmente scottante, che induce lo studioso a definirla “libertà negativa”. La libertà religiosa esiste dove esiste il rispetto dell’individuo quanto tale e della sua struttura esistenziale così com’è Rispetto dell’individuo in quanto diniego o in quanto appartenente ad una chiesa ad un partito non in quanto appartenente una religione che ad un’altra. Il nodo è questo – ha concluso – una visione del mondo incentrata sull’individuo porta alla libertà religiosa , una visone del mondo incentrata sulla associazionismo e sulle chiese porta inevitabilmente all’assenza di libertà religiose”.  

 

                 Pasquale Taverna

 

 

Nella foto: un momento della iniziativa.

 

 

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