‘La Gara del Carro: sedici anni di passione a Parenti’

L’edizione 2007 vinta dalla contrada del ‘Pedone’

 

“CARRANDO a tutto gas” fu il titolo del primo servizio che il tg regionale della Calabria dedicò alla gara de carro agli inizi degli anni novanta. Innumerevoli gli articoli a riguardo su quotidiani e riviste. Sedici anni, e chissà quanti ne seguiranno. Sedici anni di sorprese, capitomboli spettacolari, sorpassi mozzafiato e testacoda a pochi metri dal traguardo. Sedici anni di una passione nata per caso e che griffa in modo indelebile la storia di Parenti. Sono le quattordici e quarantadue minuti di domenica sedici settembre, pronti…via: è la gara del carro. In cabina di regia coloro che lavorando più di un mese hanno fatto sì che la sedicesima gara del carro regalasse le emozioni che andremo a raccontarvi. Perché la gara del carro non è una semplice corsetta tra veicoli di legno, è il risultato di uno sforzo notevole da parte di un gruppo di persone affiatate che da tempo ha risollevato Parenti dalla noia dell’inverno e dalla solita estate. I ragazzi della pro loco capitanati dal presidente Giuseppe Vizza non hanno badato alle condizioni meteorologiche per partire di notte a pubblicizzare l’evento, non hanno pensato a quanto faticoso potesse rivelarsi rintracciare la miriade di sponsor che ha collaborato all’organizzazione, non hanno mai fatto caso alla posizione delle lancette dell’orologio per concedersi qualche attimo di riposo. Ogni componente del collettivo ha svolto un lavoro eccezionale che ha contribuito a rendere la gara del carro una delle manifestazioni più famose della provincia cosentina, da quest’anno riconosciuta anche a livello nazionale grazie ad un’importante federazione che ne ha richiesto l’iscrizione. 

 

QUALCUNO potrebbe pensare alla classica trovata estiva del paesino di montagna; non si avrebbe difficoltà ad ammettere ciò, se fosse vero. A Parenti la gara del carro rappresenta molto di più, perchè paragonabile ad un palio, nel quale ogni contradaiolo cerca di escogitare l’impossibile pur di varcare la linea del traguardo un istante prima del suo rivale; sarà perché dietro ogni carro vi è il lavoro di un’estate, frutto di abnegazione e puro spirito competitivo, sarà perché la voglia e la caparbietà di rintracciare il legno più pregiato e i cuscinetti a sfera migliori diventa una vera e propria fuga contro il tempo, o forse per la semplice curiosità di provare personalmente l’ebbrezza di salire a bordo di un bolide di legno e cercare di pilotarlo mentre la velocità sale in maniera vertiginosa. La parola d’ordine è segreto. Nessuno dei materiali o delle strategie messe a punto deve essere divulgata prima della gara, ne è palese testimonianza la cornice di una via Silana deserta nei pomeriggi antecedenti al via, in quanto ogni carrista è rintanato nella sua “scuderia” per curare gli ultimi dettagli, capire cosa potrebbe non funzionare una volta impegnati in una discesa. L’edizione 2007 della gara del carro ha rispettato gli standard che da più anni caratterizzano la manifestazione. Centodieci partecipanti, divisi in due categorie, rispettivamente junior e senior. Sei rioni, ciascuno di colore diverso a rappresentare altrettante zone o quartieri di Parenti, identificati con i nomi delle pedine di una scacchiera: re (verde), regina (blu), torre (giallo), alfiere (rosso), pedone (nero) e cavallo (arancio). Per ogni rione corre un numero prestabilito di carri. L’alfiere è campione in carica poiché trionfatore nel 2006 con il carro “Freccia Gialla” di Tommaso e Fabrizio. A poche ore dalla gara, ironia della sorte, un acciacco fisico del pilota non consente ai due corridori di scendere in pista a difendere il titolo. Scatta quindi l’assalto all’alfiere orfano del suo rappresentante migliore. Si parte. Le sei batterie che costituiscono la fase preliminare della gara riservano verdetti del tutto inattesi. Molti carri favoriti per il successo finale non accedono ai quarti, risulta quindi evidente la possibilità di una sorpresa  riguardo l’esito finale della competizione. Il re, la torre e il pedone prendono le redini del gioco ed iniziano ad infiammare le enormi platee posti a bordo pista. Dopo i quarti di finale ci si rende conto che la gara è in mano al pedone, rione maggiormente rappresentato con i suoi nove equipaggi. Anche durante le semifinali il copione non cambia. E’ l’epilogo, il momento più atteso. Sei carri si contendono il tripudio finale: quattro sono pedoni, poi un re e un alfiere. La discesa che vede protagonisti i sei finalisti è una delle più appassionanti degli ultimi anni, la radiocronaca descrive una serie infinita di sorpassi, i carri avanzano incollati l’uno all’altro.

 

IL RE sferra il colpo decisivo a cinquecento metri dal traguardo ed è ad un passo dalla vittoria ma l’eccessiva velocità tradisce Giuseppe e Francesco, fino a quel momento impeccabili, e coinvolge tre equipaggi nel tracollo del secolo. L’alfiere ha la peggio, il re stenta a ripartire, il pedone è campione dell’anno. Lacrime verdi da una parte, per un traguardo distante un niente, gioia nera dall’altra, per un successo sentito, voluto cercato e conquistato anche grazie a un pizzico di fortuna che non guasta mai. Alla fine il podio è un’assemblea di pedoni, complimenti ragazzi! Il trofeo che ogni anno cambia padrone si accasa a Balzata, quartier generale dei vincitori Paolo e Santo. La sedicesima gara del carro sarà ricordata da addetti ai lavori e appassionati come una delle più emozionanti di sempre per i continui stravolgimenti e colpi di scena. Re, torre, alfiere, regina e cavallo hanno fermato provvisoriamente i loro cuscinetti, fra trecentosessantacinque giorni la prossima partenza, obiettivo Pedone. La sfida è appena cominciata.

 

Vincenzo Perri

 

 

Nelle foto: alcuni momenti della manifestazione.

 

 

 

 

 

Il giocoliere

 

 

 

Curva Cappella

 

 

 

Rettilineo Finale

 

 

 

Parata Alfiere

 

 

 

Parata Re

 

 

 

Vincitori cat. Senior

 

 

 

 

 

 

 

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com