Sabato presentazione de ‘Il miracolo del gelsomoro’

Paterno C.: iniziativa nel Santuario di S. Francesco

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

SABATO 27 ottobre 2007 a Paterno Calabro presso il Santuario di San Francesco di Paola presentazione del volume San Francesco di Paola pacificatore il miracolo del gelsomoro di Luigi Costanzo

 

Programma:

ore 17.00 Visita guidata al Santuario

ore 17.30 Santa Messa

ore 18.15 Saluti Avv. Achille Francesco Esposito Sindaco di Paterno Calabro

Padre Domenico Gammuto Superiore del Santuario

Relazione Prof. Vincenzo Napolillo Storico

Interverranno On. Mario Oliverio Presidente provincia di Cosenza

On avv. Sandro Principe Assessore alla Cultura Regione Calabria

 

Saranno presenti: l’autore e tutti i collaboratori che hanno contribuito alla realizzazione del volume.

 

Presentazione al volume dell’Avv. Achille Esposito*

 

LA PRESENTE raccolta di brani di prosa, di poesia e di belle immagini dedicati al miracolo del gelso moro, operato a Paterno Calabro da San Francesco di Paola, ci propone una visione del Santo diversa da quello che la tradizione ci ha sempre presentato. Noi tutti siamo abituati a vedere San Francesco come l’Eremita, infatti, a Paola, a Paterno ed in altri luoghi frequentati dal Santo si possono visitare le grotte ove San Francesco trascorreva intere giornate in preghiera e meditazione. Siamo inoltre, abituati a vederlo anche come il Taumaturgo, per gl’innumerevoli miracoli compiuti; alcuni agiografi hanno scritto che era un miracolo quando trascorreva un giorno senza che il Santo avesse operato un miracolo, il Convento di Paterno spesso viene definito il “Convento dei Miracoli” in quanto il Santo ha compiuto tanti miracoli quanto sono le pietre della costruzione, del resto la stessa Chiesa l’ha definito un Taumaturgo, definizione riservata a pochi santi. Leggendo questo libro viene fuori l’immagine di un Santo operatore di pace e non solo per il miracolo del gelso moro, ma anche per i riferimenti ad altri miracoli compiuti da San Francesco, fra i piu’ importanti ricordiamo il miracolo dei castagni fatti crescere prodigiosamente per evitare i litigi fra una donna, che aveva donato alcune piante al Santo per costruire il tetto della Chiesa di Paterno ed il marito che saputo il fatto sgridò fortemente la moglie; il miracolo della sparizione di una sorgente d’acqua per far calmare l’ ira dei contadini che si contendevano l’utilizzo dell’acqua per l’irrigazione dei campi.

In considerazione dei predetti miracoli avvenuti a Paterno e di altri simili avvenuti nei luoghi ove il Santo ha vissuto o che ha frequentato può essere senza dubbio considerato un “operatore di pace” nel senso in cui si fa riferimento nel Vangelo di Matteo (cap. 5, versetto 9) e cioè inteso non solo come una persona che lavora per la pace in determinate situazioni ma come persona che con la sua azione partecipa alla realizzazione del Regno di Dio . L’attività di “operatore di pace” è stata svolta dal Santo non solo fra il popolo ma anche fra i regnanti del tempo. San Francesco ha contribuito a migliorare i rapporti fra il Re di Francia ed il Re di Napoli, fra la Francia e la Spagna e fra la Francia e la Santa Sede. Lo scrittore Nicola Misasi che ha vissuto a Paterno durante l’infanzia e conosce molto bene la vita di San Francesco ha scritto un libro interessante dedicato al Santo ed intitolato “La mente ed il cuore di Francesco di Paola”. In questo libro ha messo adeguatamente in risalto il messaggio sociale del grande Santo ed ancora di piu’ evidenza nel suo libro come mentre da noi ha sempre prevalso l’immagine del Santo Taumaturgo, in Francia invece San Francesco è conosciuto da sempre come un uomo di alte virtu’ civili. Infatti, sia Victor Hugo, uno dei piu’ grandi poeti della Francia, che Casimir Delavigne, illustre drammaturgo, mettono adeguatamente in risalto il messaggio sociale di San Francesco di Paola. In particolare Hugo nell’opera “Torquemada” contrappone il feroce e cruente monaco spagnolo divenuto famoso per aver organizzato il tribunale dell’Inquisizione e considerato il simbolo per i metodi inquisitori di repressione al Santo Eremita che invece, avendo nel cuore la fiamma dell’amore per tutte le cose e per tutte le persone, auspica la conversione degli uomini attraverso il dialogo e la preghiera affinché nel mondo si raggiunga la pace di cui parla il Vangelo. Casimir Delavigne nella tragedia “Louis XI” sulla base di quanto hanno scritto i cronisti dell’epoca e quanto trasmesso dalla tradizione rappresenta gli ultimi periodi della vita del re dopo che è stato colpito dalla malattia, in quest’ opera mette in risalto l’azione compiuta dal Santo per la conversione del re fino a fargli raggiungere la pace interiore prima di morire. Anche in alcune lettere di San Francesco, scritte durante il periodo in cui ha vissuto in Francia, si parla della pace. Nella lettera scritta da Tours il 10 settembre 1486 ed indirizzata ai Procuratori di Spezzano, fra le altre cose il Santo scrive: “Pregovi anchora lassati tutti li odij et inimititie et amati la pace perché è piu’ meglio de qual si voglia thesoro possono havere li popoli. Sempre da Tours nella lettera scritta il 25 gennaio 1489 ed inviata alle giovani che vivono in comunità nella casa del Conte Pietro di Lucena Olid, sempre a proposito della pace San Francesco scrive: “O che la pace è una santa mercantia, quale merita di esser comprata assai ben cara”. Dall’esame degli scritti citati emerge chiaramente l’importante azione sociale come operatore di pace svolta da San Francesco ed anche questo libro nel quale in maniera sapiente Luigi Costanzo ha raccolto i lavori di illustri personaggi contribuisce a diffondere ed evidenziare il messaggio sociale di San Francesco di Paola.

 

* Sindaco di Paterno Calabro

 

 

Nella foto: un angolo di Paterno calabro. In primo piano la statua di San Francesco di Paola

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