Giornata di protesta per i precari del Savuto

La mobilitazione rientra dopo le decisioni al Senato

 

RIPARTE LA PROTESTA dei precari: astensione dai servizi e blocco simbolico dei cancelli della Comunità montana. L’emendamento proposto al Senato che nella Finanziaria prevede la ripartizione con la regione Campania dei fondi destinati alla stabilizzazione dei precari originariamente previsti solo per la Calabria, rischia di provocare un vero e proprio terremoto politico e di produrre nuove tensioni fra i lavoratori. Dopo il sit-in tenutosi mercoledì scorso davanti alla Prefettura di Cosenza, è stata comunicata anche l’astensione dai servizi nei comuni e nelle comunità montane della provincia. Sempre ieri, particolarmente forte è risultata la presa di posizione dei precari lsu/lpu della Comunità montana del Savuto, che dopo aver bloccato simbolicamente i cancelli di accesso agli uffici, si sono radunati in assemblea permanente per decidere nuove azioni di lotta e di rivendicazione. Alcuni di loro per diverso tempo hanno sostato sul tetto dell’edificio in segno di protesta (sopra, nella foto). Per buona parte della giornata, il posto è stato presidiato dalle Forze dell’ordine. I lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità chiedono “il rispetto degli accordi fra Governo e Regione Calabria, in particolare chiedono che venga ristabilita la cifra di 60 milioni di euro decisa in favore dei lavoratori calabresi, la stabilizzazione di tutti gli lsu/lpu (pure per quelli utilizzati nei comuni con oltre 5000 abitanti) e il riconoscimento dei diritti contributivi e previdenziali”. Rispetto alla vertenza anche i sindacati sono determinati ad intraprendere “iniziative clamorose” se non dovessero arrivare “segnali confortanti” in favore degli lsu/lpu. Un attivo dei lavoratori è stato già fissato per questa mattina presso la sede della Cgil di Cosenza. “Preoccupazione” è stata espressa anche dai sindaci dei comuni del comprensorio, che per il pomeriggio di oggi hanno convocato un incontro urgente presso la sede della Comunità montana del Savuto. Il sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo, il presidente dell’Ente montano, Anna Aurora Colosimo ed altri amministratori locali, hanno giudicato “non tollerabile quanto accaduto con la presentazione di un emendamento secondo il quale una quota dei 60 milioni concordati tra la Regione Calabria e il Presidente del Consiglio, on. Romano Prodi, per avviare la stabilizzazione di migliaia di lsu/lpu calabresi, precari da oltre dieci anni, sia destinata anche ad altre regioni. Tutti i parlamentari e in particolare i senatori eletti in Calabria, di maggioranza e di opposizione (Bruno, D’Ippolito, Fuda, Gentile, Giannini, Iovene, Pittelli, Villecco, Valentino, Trematerra) hanno il dovere morale, prima che politico, di chiedere con forza il ritiro dell’emendamento per evitare conflitti sociali drammatici nella nostra regione”. “A questo scippo – hanno concluso gli amministratori del Savuto – i parlamentari calabresi dovranno opporsi con fermezza e determinazione perché, dopo lunghi anni di battaglie e sacrifici, i precari calabresi vedevano finalmente avvicinarsi la possibilità di una stabilizzazione e la fine del loro stato di precarietà permanente in cui hanno vissuto per decenni, possibilità che verrebbe vanificata senza il ritiro dell’emendamento”. Intanto, lsu ed lpu (oltre 200 nel comprensorio roglianese) si sono detti “indignati” per gli eventi che stanno incidendo sul decreto legge n° 159/2007, che all’articolo 27, ricordiamo, destinava 60 milioni di euro aggiuntivi rispetto a quelli già previsti dalla Finanziaria 2007 per la stabilizzazione di circa 1300 lavoratori nei comuni calabresi con meno di 5000 abitanti. “A questo punto – ha detto Giovanni Muto – auspichiamo una netta presa di posizione di tutti i parlamentari eletti nella nostra regione affinché, finalmente, dopo oltre due anni di legislatura facciano sentire la loro voce sulla problematica che ci riguarda facendosi promotori di soluzioni concrete e definitive”. “Le risorse ad oggi ottenute – ha commentato Giovanni Muto – sono il frutto delle lotte e dei sacrifici dei lavoratori”. La vertenza dei precari calabresi è destinata ad arrivare, probabilmente, sulle rubriche nazionali di approfondimento. Una troupe di La7 che si occupa di inchieste televisive ieri ha fatto tappa anche nel Savuto. Nel Savuto e in altre zone della provincia la mobilitazione è rientrata dopo che, nella notte fra giovedì e venerdì, un un nuovo emendamento è stato presentato in Senato, questa volta destinato al ripristino dei 60 milioni di euro destinati alla stabilizzazione di circa 1300 lavoratori nei comuni calabresi con meno di 5000 abitanti.

 

G.S.

 

Nelle foto: la protesta di ieri.

 

 

Fonte della Notizia

 

 

(Pubblicato il 26.10.2007)

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