Mangone, il Comune lotta contro l’evasione fiscale

Ammonterebbero a 387 mila euro i mancati introiti

 

Trecentottantasettemila euro: a tanto ammontano i mancati introiti del comune di Mangone dovuti all’evasione fiscale e per la riscossione dei quali l’ente ha inteso procedere con ingiunzione fiscale. Il provvedimento è, in effetti, già in fase esecutiva, essendo in corso gli accertamenti del caso da parte degli ufficiali giudiziari. E i primi segnali positivi per le casse comunali, rende noto il sindaco Raffaele Pirillo, non hanno tardato a manifestarsi, visto che da qualche giorno sono cominciati a rientrare gli importi di alcune bollette che si pensavano cadute nel dimenticatoio. Già, perché la cifra mancante nel bilancio comunale si è ingigantita con passare degli anni, con alcuni ruoli risalenti addirittura al 2001. «Non volevamo arrivare a tali azioni risarcitorie per riscuotere il dovuto – spiega il primo cittadino – ma la situazione non era più tollerabile per due ordini di motivi: per una questione di giustizia sociale, nei confronti dei tanti cittadini onesti che regolamente pagano i tributi e perché un’evasione a tali livelli di fatto limita fortemente la liquidità di un piccolo ente pubblico come il nostro». Soprattutto in considerazione del fatto che la maggiorparte dei contribuenti evasori, precisa Pirillo, è costitutita da industrie ed esercizi commerciali e non da cittadini indigenti. «Non è ammissibile – conclude il sindaco – che le industrie e i commercianti non programmino e non rispettino le scadenze dei pagamenti dei tributi comunali connessi ai servizi di cui usufruiscono, al pari di qualsiasi altra loro uscita».

 

Assunta Cristello

 

 

Nella foto: il Consiglio comunale di Mangone.

 

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