“Non trascurate di nutrirvi della Parola del Signore”

Visita di mons. Cantafora al liceo ‘don L. Costanzo’

 

IL LICEO Scientifico “don Luigi Costanzo” di Decollatura accoglie festosamente la visita pastorale di monsignor Luigi Cantafora, vescovo della Diocesi di Lamezia Terme. Tra le numerose tappe dell’intenso peregrinare dell’alto prelato, la visita nella comunità scolastica del comune del Reventino è stata accolta e salutata con affetto, gioia ed enfasi dal dirigente scolastico Giovanni Martello, docenti, alunni e personale tutto. Una visita pastorale quella di monsignor Cantafora, che rappresenta un momento importantissimo di comunione e di crescita per tutte le comunità, enti territoriali e mondo della scuola. Una testimonianza che evidenzia, sollecita e richiama l’attenzione alla crisi sociale, economica e politica del territorio e dell’intera regione. La visita pastorale del vescovo, si colloca al primo posto tra le varie ed importanti iniziative promosse dalla Diocesi lametina volte all’ascolto e allo scambio concreto tra Chiesa e il territorio per realizzare una nuova evangelizzazione. “La visita di sua Eccellenza ci deve riempire di orgoglio e di speranza” – ha esordito il dirigente Giovanni Martello nel salutare l’Uomo di Chiesa. “Orgoglio – ha proseguito – perché, se non erro è la prima volta che il vescovo fa visita al nostro nuovo istituto, e spero che questa occasione possa diventare prassi annuale nel futuro; perché se è vero che siamo aperti, disponibili all’interculturalità, al rispetto per le altre religioni, al dialogo con tutti i credenti, non possiamo tacere, o peggio dimenticare, le nostre radici cristiane e quindi cattoliche”. A sottolineare un sentimento di gioia e di riconoscenza per la visita, il prof. Martello sostiene che non ci può essere “miglior viatico, miglior sostegno e conforto che possa accompagnare il lavoro del neo dirigente”. “Orgoglio e speranza” la parola di sua Eccellenza – afferma il dirigente – che può essere, per molti di voi “il faro, bussola che può indicare il cammino in questa epoca le cui caratteristiche principali, le cui categorie storiche sono la globalizzazione e quindi la possibile spersonalizzazione, l’appiattimento, il pensiero unico e la complessità”. Sicuro che i giovani sono il futuro e condividendo l’iniziativa religiosa, il dirigente conclude, che “le sfide socio-culturali ed economiche portate dalla globalizzazione e dalla complessità possiamo affrontarle nel lungo periodo, vincerle solo grazie ad una fattiva collaborazione, ad una unitarietà di intenti, proiettati verso la formazione e la realizzazione dei giovani; unitarietà di intenti che deve legare intimamente la scuola, la famiglia, e, rispettando i personali convincimenti di ognuno dei presenti e della Chiesa”. La sua presenza, ci conforta e ci regala un messaggio – ha detto don Adamo Castagnaro, insegnante di Religione e parroco di Conflenti – convinti che la speranza di un mondo migliore nasce nel momento in cui si prende posizione riguardo al futuro, quando si indirizza la propria vita con i valori prima sottolineati e si è persone di qualità, per una responsabilità di ognuno di noi, come operatori scolastici che deve vederci sempre più impegnati nel delicato compito di far crescere armonicamente i giovani per un destino comune migliore per tutti. monsignor Cantafora, nel salutare la folta platea, visibilmente commosso ha espresso il suo vivo compiacimento per essere venuto in mezzo a tanti e bravi giovani, ai quali ha ricordato che, se vogliono essere dei buoni figli, dei bravi studenti, degli onesti cittadini, non devono trascurare di “nutrirsi” della Parola del Signore. Proseguendo, sua Eccellenza, ha posto l’attenzione sul valore della scuola come agenzia educativa e sulla necessità che ogni ragazzo non dimentichi il dono della propria spiritualità e religiosità. Inoltre, ha sollecitato i ragazzi affinché assieme alla competenza professionale non trascurino quelle “radici” che caratterizzano e danno sostegno alla crescita e alla maturità di ogni persona. Infine, un accorato appello a vivere la vita serenamente, senza farsi contagiare da “venditori” di illusioni e non farsi contaminare da presunte scorciatoie. Forte il richiamo del vescovo, alle responsabilità morali e civili i cui giovani saranno presto la guida del paese. Infine, ha invitato tutti a tenere sempre alto il valore della famiglia, il rispetto dell’altro, amare Dio, l’amore per il prossimo, l’onestà e il vivere civile. Numerose le domande poste dai giovani al vescovo. Tra le tante, una in particolare di cui i media hanno dato un ampio risalto e che non poteva sfuggire all’attenta e alla solerzia degli studenti. “Cosa pensa del trasferimento di monsignor Bregantini, vescovo di Locri e Gerace, destinazione Campobasso?”. La risposta non si è fatta attendere: “Noi siamo uomini di chiesa e abbiamo giurato fedeltà e obbedienza”. Un incontro che sicuramente è servito molto a giovani studenti, del quale alcuni sostengono che la visita del vescovo è servita molto. Uno stimolo, un suggerimento a tante loro aspettative a tanti interrogativi. “Un falò di fede e di speranza”, l’esperienza odierna, hanno sostenuto altri, le cui parole di monsignor Cantafora ci hanno fatto capire che nella vita c’è bisogno di scelte coraggiose e sagge per costruire tutti insieme un mondo migliore un mondo di pace.

 

Pasquale Taverna

 

 

 

Nelle foto. Sopra: mons. Cantafora (assieme al prof. Martello) parla agli alunni. Sotto, don Adamo Castagnaro con gli studenti del ‘Costanzo’ di Decollatura.

 

 

 

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