Aiello: testimonianza in un libro di Vittorio Naccarato

di Bruno PINO *

 

 

NEL PERIODO del primo dopoguerra, la lotta all’analfabetismo nel Meridione ha ottenuto buoni risultati grazie soprattutto all’esperimento didattico portato avanti dall’ANIMI, l’Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia a cui si possono attribuire, come si legge sul suo sito web, «i meriti maggiori e un posto di duraturo rilievo nella storia dell’educazione popolare in Italia».

 

La situazione scolastica agli inizi del ‘900, in Calabria, nonostante la legge speciale del 1906 che aumenta le classi (ma che non prevede nessun tipo di finanziamento per i comuni che si devono sobbarcare le spese per maestri ed aule, impegnando somme consistenti del proprio scarno bilancio), non era certo delle migliori.

 

Tanto per portare un esempio, in alcuni paesi del basso Tirreno cosentino quali Aiello, Lago, Terrati che una volta faceva comune, S. Pietro, Amantea, Serra e Cleto, durante l’anno scolastico 1907/08 si contano in totale 34 classi di istruzione primaria (tra maschili, femminili e miste), per 1940 scolari “obbligati” e una percentuale totale del 44% di effettivi frequentanti. Se ad Amantea, dove la gran parte della popolazione vive nel centro, e la percentuale degli scolari che vanno a scuola è del 55%, ad Aiello e Lago, invece, dove la maggior parte della popolazione vive nelle campagne, la percentuale di chi frequenta scende, rispettivamente, al 30% ed al 22%.

 

Uno spaccato interessante della questione alfabetizzazione in Calabria, ed in particolare in una frazione del Comune di Aiello Calabro (Cs) nel corso dei primi anni ’20, è offerto da un volume fresco di stampa dal titolo “Le scuole rurali agli inizi del ‘900”, pubblicato per i tipi della Klipper di Cosenza e curato da Vittorio Naccarato, docente di storia e materie letterarie.

 

Il libro, in cui un capitolo è dedicato pure alla situazione demografica e sociale della cittadina tra Ottocento e Novecento, raccoglie principalmente una Relazione finale del 1923-24 ed una dettagliata Cronaca scolastica del 1924-25 del maestro Rosario Naccarato (1900-1980), il quale dall’autunno del 1923, svolgendo la propria attività didattica con passione e dedizione, aveva iniziato l’insegnamento a Santa Caterina, una frazione dell’aiellese dove l’Animi, che in Calabria tra il 1921 ed il 1928 era guidata da Giuseppe Isnardi, gestiva una piccola scuola.

 

Attraverso la lettura del volume, si coglie la grande importanza dell’attività prodotta dall’Animi che aveva rilevato, come ente delegato, diverse scuole rurali aperte in precedenza dall’Opera contro l’analfabetismo. Uno «straordinario lavoro per far rivivere queste scuole abbandonate da Dio e dagli uomini» in un esperimento didattico rivoluzionario per il quale «non sono gli scolari ad andare dal maestro, ma è il maestro a risiedere nella contrada da cui proviene la scolaresca; è un capovolgimento di ruoli – evidenzia il curatore del libro Vittorio Naccarato – nel rapporto tra scuola e territorio e quindi tra città-campagna, che non è motivato da astratte ragioni ideali o politiche, ma dalla realtà delle cose: se si vuole fare scuola nelle aspre contrade collinari e montane della Calabra è necessario, come condizione indispensabile anche se non sufficiente, che l’insegnante viva sul posto e sia possibilmente originario della zona».

 

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Nella foto: la copertina del libro.

 

 

 

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vedi pure:

http://brunopino.blogspot.com/

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