Quale futuro per l’area industriale di Piano Lago?

Il destino della ‘Polti Sud’ e di altre aziende chiuse

 

 

LA SENTENZA di assoluzione “perché il fatto non sussiste” – alla figlia dell’industriale Franco Polti, per una presunta truffa alla Legge 488, riapre per un momento (almeno sul piano della cronaca extra giudiziaria) la vicenda di quella che per diversi anni è stata considerata un’oasi felice in un deserto di problemi fatto di disoccupazione, precariato storico e mancanza di grandi opportunità  anche per l’Area industriale di Piano Lago. Una fetta di terreno, quest’ultima, sulla quale, ricordiamo, erano stati pianificati (sulla carta) migliaia di posti di lavoro. Non a caso, infatti, l’insediamento dell’unità  produttiva ‘Polti Sud’ nel comune di Figline Vegliaturo, a partire dal 1999 aveva rappresentato un sogno per centinaia di giovani della zona. Un sogno infrantosi agli inizi del 2006 (dopo polemiche, prese di posizioni e scioperi) con la chiusura del sito, oggi riconvertito a deposito. Ma tra gli aspetti nudi e crudi della crisi occupazionale della valle del Savuto oggi non c’è soltanto quella di ‘Polti Sud’. Di ex Dne, Amibond, Micofispa e di altre realtà  che fino a qualche anno fa avevano dato un impulso (anche piccolo) alla industrializzazione del territorio, non resta che un’insieme di validi professionisti ultracinquantenni che hanno ‘arricchito’ il bacino del precariato, con gravi ripercussioni sul già  debole tessuto socio-economico comprensoriale. Una situazioni rispetto alla quale continua ad intravedersi un sempre più crescente isolamento dell’area geografica a sud di Cosenza, con una marginalizzazione che si estende al sistema delle infrastrutture e dei trasporti. Il sud del sud, insomma. E così, al Savuto non solo mancano i progetti e gli investimenti, ma appare del tutto inutile (e soprattutto sterile) la discussione e la querelle che spesso e volentieri si registra all’interno del mondo politico locale e nazionale. Si parla molto, si litiga, si teorizza, si organizzano convegni e passerelle di ogni genere, ma ai cassintegrati, ai lavoratori in mobilità , ai disoccupati, nessuno fornisce risposte concrete. E la stessa zona di Piano Lago, in tale contesto, più che un’area industriale continua purtroppo ad assumere i connotati di un immenso spazio per merce in deposito.

 

 

Gaspare Stumpo

 

 

 

 

Nelle foto: lavoratori Polti in sciopero e, sotto, davanti allo stabilimento di Piano Lago.

 

 

 

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