“Nuovo incarico, opportunità  per mettermi alla prova”

Otto domande al nuovo Coordinatore zonale di AN

Il neo Coordinatore zonale di Alleanza Nazionale, Ferdinando FALBO, ha risposto alle otto domande che savutoweb gli ha rivolto all’indomani della nomina ricevuta dai vertici provinciali del suo partito.

 

Innanzitutto come si sente nella nuova veste di responsabile zonale di Alleanza Nazionale? E cosa rappresenta per Lei l’incarico che ha ricevuto dai vertici provinciali del Suo partito?

 

Avrei gradito qualche giorno in più di riposo… Scherzi a parte, mi sento a mio agio a lavorare nel partito in cui, sette anni fa, ho scelto di cominciare a fare politica. Questo incarico rappresenta per me una nuova opportunità di mettermi alla prova in una prospettiva più ampia, comprensoriale.

 

 

– Nella nota diffusa nelle scorse ore cosa intende per “riscatto socio-economico” del territorio e cosa per “politica in grado di ascoltare i cittadini?”.

 

La crisi economica e occupazionale che investe il Savuto è sotto gli occhi di tutti. Se a ciò aggiungiamo i problemi della sanità, delle infrastrutture e dei trasporti il quadro diventa tragico. Per invertire la rotta c’è bisogno, quindi, di una classe politica che ascolti i cittadini 365 giorni all’anno e che sappia guardare al di là del proprio naso e del proprio tornaconto personale. Non è che chi si butta in politica perché diversamente non riesce a crearsi una posizione può avere interesse a risolvere i problemi della collettività, al massimo tenterà di risolvere i propri.

 

 

Qual’è lo stato dell’arte all’interno del centrodestra roglianese. E quale il contributo che AN intende apportare alla discussione dentro e fuori la coalizione?

 

La situazione del centrodestra complessivamente è buona, ma può ancora migliorare. Certo il confronto con gli alleati non manca ed è sempre costruttivo. Oggi An è un partito che non si sente figlio di un dio minore, e in quanto tale continuerà ad essere protagonista sia all’interno che all’esterno della coalizione.

 

 

Al giro di boa l’Amministrazione comunale di Rogliano …

 

Sinceramente non me l’aspettavo così negativa. Dopo un anno e mezzo un primo bilancio può essere fatto e, per quanto mi riguarda, è sicuramente negativo, sotto tutti i punti di vista. Negli ultimi mesi sono stato avvicinato da numerosi concittadini, elettori dell’Unione, che mi hanno manifestato tutta la loro delusione verso l’Amministrazione comunale. Io penso che, al di là delle parole, se si resta ai fatti, è difficile dar loro torto.

 

 

– Nasce il Partito del Popolo delle Libertà: secondo Lei, Fini e Casini avevano pensato troppo presto di mettere da parte il Cavaliere?

 

Fini ha posto un problema politico serio, ovvero: produce più risultati dire ogni giorno che domani il Governo cadrà o piuttosto sfidare il centrosinistra sul piano dei contenuti? Quello che è successo in questi mesi dimostra soltanto che certi proclami hanno ottenuto l’unico risultato di ricompattare una maggioranza divisa su tutto. Quindi o si cambia strategia o ognuno va per conto proprio come giustamente ha detto Fini. Per quanto riguarda il Ppl, sono favorevole a un partito unitario con tempi, modi e regole concordati fra gli aderenti. Non ci sono padroni cui obbedire ma leadership che vanno condivise e non imposte. Ecco perché ritengo che il Ppl, più che un nuovo partito, sia semplicemente un restyling con cui Berlusconi cambia il nome a Forza Italia.

 

 

Se pronuncio la parola PD, Lei cosa risponde?

 

Trovo molto positivo per la politica italiana la nascita del Pd anche perché tutto ciò accorcerà i tempi di un percorso analogo nel centrodestra. Tuttavia mi sembra sia stata una forzatura di due partiti al tramonto. In realtà il Pd è un’operazione politica con cui i post-comunisti si spostano un po’ più al centro. A breve inizierà la diaspora dei democristiani della ex Margherita che non reggeranno l’urto della propensione egemonica degli ex diessini.

 

 

– Fini: “la Legge elettorale senza Riforme è una ipotesi campata in aria”. Un modo come un altro per prendere tempo?

 

Dal momento in cui si tratta con la maggioranza per dotare il Paese di una legge elettorale che ridia dignità agli italiani restituendogli il diritto al voto di preferenza salvaguardando il bipolarismo ed eliminando la frammentazione partitica, non vedo perché non si debba pure provare a buttare giù una riforma costituzionale che dia più poteri al Premier consentendogli di realizzare in cinque anni il programma per cui è stato eletto. È chiaro che con la maggioranza si tratta solo se è disposta ad accogliere le nostre proposte. Detto ciò, ovviamente se nel frattempo cade il Governo saremo i primi a gioire.

 

 

– Quali caratteristiche ha la Destra del futuro?

 

E’ una domanda che dovrebbe rivolgere a Storace. Per quanto riguarda An, continueremo ad essere un partito in grado di coniugare tradizione e innovazione incarnando così una idea di modernità rivoluzionaria, ma congeniale alle legittime aspirazioni del popolo italiano. Per venire ad un dominio più concreto, sosterremo sempre le ragioni dell’economia sociale di mercato, della sussidiarietà, dell’identità nazionale, del pacifico dialogo fra stati sovrani e di un europeismo meno bancario e tecnocratico e più vicino ai popoli.

 

 

Grazie, buon lavoro e di nuovo auguri per il suo nuovo incarico in Alleanza Nazionale.

 

(gs)

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