Realtà  o immaginazione?

di Roberto SOTTILE

 

“Conosci ciò che ti sta davanti, e si manifesterà ciò che ti è nascosto. Giacché non vi è nulla di nascosto che non sarà manifestato”   Gesù da  ‘Il Quinto Vangelo’

 

 

TUTTI NOI abbiamo una visione della vita assai conforme, per cui dalla nascita siamo stati abituati a vivere e percepire la nostra realtà per come ci è stata  raccontata e descritta da chi ci guida, ci istruisce. Per questo da sempre ci svegliamo, andiamo al lavoro, viviamo il quotidiano con l’assoluta certezza che ciò che osserviamo, ascoltiamo, annusiamo siano l’unica realtà possibile; ma è davvero cosi?

 

Risulta evidentemente difficile per qualsiasi individuo accettare ciò che non risponde ai canoni ai quali siamo stati da sempre abituati; ciò che non si vede non esiste e ciò che si vede è certamente come lo vediamo noi.  Eppure non è cosi.

 

Siamo veramente sicuri che il cielo sia azzurro?

 

Ebbene, una delle poche certezze non è un certezza, l’azzurro del cielo non è una condizione oggettiva, dipende da chi lo osserva; se l’osservatore fosse un uccello direbbe che è rosa, altri animali lo vedrebbero in altri colori e cosi via, quello che vediamo è quindi il risultato di ciò che il nostro cervello elabora in una sorta di impulsi elettrochimici.

 

Allora qual è realmente il colore  che noi percepiamo come azzurro?

 

La luce e i colori che la compongono non sono altro che fasci di fotoni con vibrazioni di diverse frequenze, e sono proprio queste frequenze a determinare i colori che noi percepiamo come tali. L’altra domanda a questo punto è: possiamo vedere tutti i colori che ci stanno realmente intorno o ne vediamo una minuscola parte, come del resto ormai la scienza ufficiale ha appurato?

 

L’occhio umano riesce a vedere soltanto una piccolissima parte di ciò che esiste realmente, al di là di certe frequenze, dall’infrarosso all’ultravioletto non c’è dato di vedere. Allora quello che non vediamo non esiste o soltanto non lo vediamo noi? Chiaramente la seconda ipotesi è quella più plausibile. La stessa cosa dicasi per i suoni che percepiamo solo in una minuscola parte, ovviamente tutti gli altri che non udiamo coesistono e condividono con noi gli stessi spazi.

 

Allora ecco forse spiegate certe sensazioni, emozioni, che ogni tanto proviamo senza apparente motivo; i nostri sensi percepiscono ciò che non c’è dato vedere?

Alla luce di questa semplice ma riflessiva premessa, siamo ancora in grado di sostenere la nostra realtà percepita come unica e sola possibile ?

 

Chiunque con un minimo di  buonsenso direbbe di no, eppure  molti sono ancora gli scettici poco inclini ad accettare una nuova  realtà, se pensiamo inoltre, che si tratta di scienza e di fisica base, la cosa risulta ancora più inaccettabile.

 

Fin qui la Scienza cosiddetta ‘convenzionale’ comunemente e universalmente accettata, ma c’è di più, da pochissimi anni nuove e importantissime scoperte hanno per cosi dire spiazzato i nostri luminari. In base a nuovi e significativi esperimenti si è arrivati alla conclusione che oltre il 95% della materia di cui è effettivamente composto l’Universo non è  visibile neanche alle più sofisticate apparecchiature tuttora a disposizione, la cosiddetta ‘Materia Oscura’ che pure esiste e coesiste con noi. La vecchia fisica dell’atomo è stata surclassata dalla moderna fisica quantistica, insigni studiosi hanno dovuto per molti versi “resettare” le loro certezze, molte teorie hanno perso i loro fondamenti e per una volta la scienza ha dovuto inchinarsi ad una forza sconosciuta che non risponde a nessuna delle leggi finora conosciute, la Forza Debole.

 

Sembrerebbe un paradosso che una forza chiamata debole possa essere alla base del tutto, eppure le vie intraprese da alcuni studiosi confermerebbero (il condizionale è d’obbligo) tale convinzione. Molto probabile che nell’Universo della materia non ci sia nulla di casuale, come invece fino ad ora si pensava, ma che anzi qualcosa o forse qualcuno sovrintenda al tutto. Una forza, assai più sottile di quella elettromagnetica comunemente e convenzionalmente riconosciuta, muoverebbe le fila dell’universo mondo e quindi della nostra stessa vita.

 

Ma il vero paradosso è che la scienza, da sempre in disputa  con la religione, adesso si troverebbe  a dover riconoscere alcuni errori e probabilmente dovrebbe anche  ripensare la sua posizione riguardo alla spiritualità che a questo punto non sarebbe un fenomeno disgiunto dal mondo fisico materiale. Una bella notizia per noi comuni mortali, allorquando addirittura fosse la scienza a dimostrare l’esistenza di Dio.

 

“Credere a tutto è segno di ingenuità, non credere a niente è la più grande forma di ignoranza”

           

Roberto Sottile

 

 

 

Per chi voglia approfondire l’argomento consiglio i libri:

 

‘Universo Organico’ di Giuliana Conforto.

 

‘La scienza dell’Uno’  di Vittorio  Marchi.

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