“Il Savuto cominci a porre le basi per un futuro migliore”

di Lillo SCIARRATTA *

 

LA SCELTA di collocarmi nello schieramento dei Democratici di Sinistra che si richiamano ai Riformisti dell’On. Sandro Principe scaturisce dal credere fortemente agli insegnamenti del Socialismo, agli ideali di questo partito il più antico per fedeltà ai sentimenti che ne sono stati la radice e il più moderno per la pragmatica volontà di adeguarsi ai tempi e proiettarsi nel futuro.

Ho sempre inteso la politica come nobile arte, come processo di crescita, di una coscienza civile generalizzata e di massa, mirante al vero riformismo, parola che si coniuga fra progresso e novità, evocando l’ideologia novista.

 

L’EGO non vuole avere il significato di superiorità, di presunzione e di arroganza perché le quotidiane riflessioni sulla politica in generale e più propriamente sul territorio del Savuto, sono improntate sulla schiettezza e sul linguaggio democratico non appartenente a quella retorica di circostanza e nemmeno legata a impulsi emotivi.

 

E’ pure vero che si ha a che fare con i politicucci di turno che, purtroppo, vedono sempre la pagliuzza e non la trave, dimenticando che i migliori difensori del nostro territorio e del nostro prestigio siamo noi, con i comportamenti seri.

Mi è stato insegnato che la notorietà e i soldi non rendono grande l’uomo se non si costruiscono dentro le geometrie della coscienza.

 

C’è l’impegno, in nome dei propri ideali politici, per la gente e per lo schieramento al quale si appartiene, uno schieramento DS portato a recepire, soprattutto la partecipazione di chi vuole far sentire la propria voce, portare avanti un discorso politico qualitativo legato alle esigenze e ai bisogni della popolazione, favorendo lo sviluppo in generale.

 

In questi giorni l’accento viene posto in maniera più marcata sul destino dell’Ospedale Santa Barbara di Rogliano e sappiamo tutti quanto forte e caparbio è stato l’impegno profuso dai DS e dal Sindaco avv. Giuseppe Gallo per scongiurare la riconversione del nosocomio in casa della salute.

Una tappa importante, soprattutto riformista, che consentirà al Santa Barbara di avviarsi a diventare un Polo ospedaliero d’eccellenza.

 

Quello che conta, a mio avviso, è l’obiettivo raggiunto, lasciando stare chi paventa ancora perplessità  e prese in giro, oppure chi punta il dito e dire che c’è scontro all’interno dei DS.

Ritengo, invece, che in una fase importante e delicata in cui si gioca il destino in più direzioni di una struttura ospedaliera, le giuste e sacrosante riflessioni dovrebbero essere più riconducibili a un dialogo costruttivo per la Sinistra, se davvero portiamo dentro l’amore per il Savuto – una Valle che non è poi un abisso.

 

Senza volere apparire monotono e ripetitivo ai lettori, ribadisco che vivo in politica da più di un quarantennio e preferirei leggere sui giornali proposte di impegno e di garanzia da parte dei parlamentari nazionali e regionali perché la gente che abita le civili contrade montane nel Savuto è stanca delle belle espressioni forbite e della sapiente efficienza parolaia, delle partecipazioni alle manifestazioni pubbliche, che addirittura vengono definite estemporanee.

 

Come altri bravi concittadini ho scritto articoli e fatto convegni e dibattiti sulle problematiche ataviche del Savuto e, anche se ‘VOX CLANS IN DESERTO’ continuerò a dare un contributo di idee a tutto ciò che affligge il nostro comprensorio, alla cronicità dei problemi che continuano a segnare una popolazione che ha dato tanto e nulla ha mai ricevuto.

 

 

Come amministrazione comunale assieme ai colleghi consiglieri di maggioranza, al Sindaco Giuseppe Vegliaturo, che è persona preparata e attivissima, stiamo portando avanti una politica sinergica per cercare di rimuovere le insormontabili difficoltà di questa sfortunata zona del Savuto che pur avendo dato i natali ad illustri uomini politici che l’hanno candidata in tutti i tempi a svariate forme di sviluppo, non è ancora riuscita a trovare il modo di inserirsi.

I nostri parlamentari nazionali e regionali che la finissero col dire sempre che dovevano iniziare nuove stagioni e che invece alle attese sono seguite delusioni.

 

I nostri parlamentari, a tutti i livelli, sanno bene che a partire dall’acceso fervore degli Anni ’70 in cui la Calabria sembrò vicina al grande decollo economico, in quell’illusoria convinzione prese corpo l’idea di incentivare l’insediamento di imprese a Piano lago; da allora quante nutrite convegnistiche promesse per un concreto sviluppo socio-economico del comprensorio.

 

Se andassimo a ripercorrere l’excursus sul polo industriale di Piano Lago ci vorrebbero fiumi d’inchiostro ripensando, appunto, a quel progetto ambizioso che , tra l’altro, portò polemiche per gli espropri dei terreni, rivalità municipalistiche, esperimenti e controversie per l’individuazione di una via allo sviluppo che tenesse conto anche delle tradizioni e della storia della Valle del Savuto.

 

Ancr’oggi a distanza di trent’anni sentiamo il solito refrain, le parole di allora: urbanizzazione e riconversione, infrastrutture necessarie al processo di evoluzione e di avanzamento per i centri che si trovano a monte.

Che tristezza e amarezza unite alla delusione e, riparlare delle incompiute potrebbe farci apparire come dei paranoici la cui mente delira attorno a una idea fissa.

Non è più tempo di slogan, di telegrammi e di interpellanze e interrogazioni a Camera dei Deputati oppure alla Regione Calabria.

 

Si chiedono garanzie e concretezza e, pur se è vero che come calabresi abbiamo i destino nelle proprie mani, diciamo che non siamo demotivati ne avvezzi all’autoflagellazione ed è ora che la Valle del Savuto possa incominciare a gettare le basi per un futuro migliore, ribadendo pure che una società che vuole un futuro deve costruirsi i suoi uomini politici.

 

Nel gruppo dei DS ci sono le potenzialità e, al di là di incensamenti che lascio fare ad altri, piace richiamarmi a una eloquente espressione della lady Anna Aurora Colosimo Presidente della Comunità Montana del Savuto:

“non abbiamo un’idea del territorio mistica e contemplativa che apprezza e che guarda ciò che è bello e nulla fa, noi siamo aperti ad un tipo di sviluppo moderno”.

Questo, dunque, il pensiero di chi crede negli ideali di democrazia e nella politica al servizio della gente; di chi non si smarrisce in una politica spettacolo, declamatoria, enfatica e non costruttiva.

 

 

* Assessore comunale di Carpanzano

 

 

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