Presidio ospedaliero ‘Santa Barbara’ un anno dopo

Ma quale sarà la sorte del nosocomio del Savuto?

 

ERA STATO definito ‘l’ospedale più sporco d’Italia’ tanto da essere proiettato (sebbene per qualche giorno) nei circuiti televisivi internazionali, nonostante le carenze accertate fossero riscontrabili probabilmente anche in molte altre strutture sanitarie italiane. Per il presidio ospedaliero Santa Barbara, per il territorio a sud di Cosenza, soprattutto per gli utenti e gli operatori, quelli del 12 e del 13 gennaio 2007, non sono da ricordare come giorni sereni. Tutt’altro. Il provvedimento di sospensione delle attività (si disse temporaneo), revocato dopo una snervante discussione in seno all’Esecutivo regionale, aveva fatto temere il peggio per un ospedale che tutto sommato stava riacquistando buoni standard di efficienza dopo anni di polemiche dovute a lavori di ristrutturazione ed ammodernamento. L’atteggiamento deciso della popolazione a sostegno del nosocomio (in molti ricordarono il trasferimento del reparto di Ostetricia e Ginecologia, avvenuto in fretta e in furia in un giorno di festa), la fermezza dell’Amministrazione comunale di Rogliano, la minaccia di dimissioni da parte dei sindaci della zona, fecero piombare nel Savuto parlamentari, amministratori locali, giornalisti delle televisioni e della carta stampata e persino l’Arcivescovo di Cosenza, mons. Salvatore Nunnari. Dopo una giornata di serrate e presidi, era arrivato anche l’assessore regionale alla Salute, Doris Lo Moro. L’articolo apparso sul quotidiano La Repubblica, collegato ai risultati dell’ispezione disposta dal Ministero della Sanità negli ospedali italiani, la stessa parentesi del nosocomio cittadino, aveva prodotto reazioni talmente forti da mettere in subbuglio non solo i residenti, ma anche una buona fetta del mondo politico calabrese. Tensioni che si placarono divenendo latenti sino all’approvazione della bozza di Piano Sanitario Regionale, che per il Santa Barbara aveva riproposto il tema della riconversione, questa volta in casa della salute, alimentando preoccupazioni poi sfociate in una grande manifestazione di piazza. Ad un anno dai primi fatti la vertenza del presidio roglianese rimane aperta, con polemiche (a tratti anche roventi) che continuano a coinvolgere il mondo politico e sindacale. Per il momento le modifiche al nuovo Psr hanno scongiurato la trasformazione del in casa della salute, ma nonostante l’ipotesi di ‘alta specialità’ (che nelle scorse settimane ha generato ampi commenti e perplessità) non si conoscono ancora i dettagli del progetto che attiene alla riorganizzazione del presidio roglianese. Ad oggi l’unica certezza è rappresentata dal completamento dei lavori di sistemazione seguiti alle prescrizioni dei Nas, che consentiranno di avere una struttura a norma, probabilmente una delle più moderne del panorama sanitario regionale. Per il Santa Barbara, ricordiamo, si continua a chiedere la permanenza nell’Azienda ospedaliera di Cosenza, quindi un rilancio funzionale e complementare con il resto delle strutture di pertinenza aziendale. Una convinzione dettata dal fatto che il nosocomio cittadino da più di trent’anni fornisce prestazioni di buon livello sia per l’area del Savuto che per l’intera provincia di Cosenza. Non a caso, infatti, l’ospedale di Rogliano in una recente indagine demoscopiaca è risultato il più apprezzato dai pazienti/utenti dell’Ao cosentina circa la qualità dei servizi erogati.

 

Gaspare Stumpo

 

 

Nelle foto: Gallo, Pelaja e Lo Moro il 13 gennaio 2007.

 

 

 

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