Problema incendi: a chi giova distruggere i boschi?

Altri tre roghi in questi giorni. Ma di chi è la colpa?

 

COSA SI NASCONDE dietro la lunga sequela di incendi che in più zone del Savuto, in questi mesi, hanno distrutto diverse centinaia di ettari di superficie boscata? Esiste una strategia ben definita nella causa dei disastri o si tratta di episodi da addebitare al gesto di qualche sciagurato piromane? La realtà è che dall’estate 2007 ad oggi gli allarmi dovuti al fuoco sviluppatosi in alcune località rurali del comprensorio sono stati tanti e quasi tutti seri per aver causato situazioni di rischio e gravi alterazioni ambientali. Un’insieme di dati molto negativi, aggravati dai recenti, significativi, roghi ‘fuori stagione’ – registrati nella vallata; non ultimo quello scoppiato nelle zone di campagna (Santissimo, Favara, Silicara) del comune di Grimaldi, che per alcuni giorni, a fasi alterne, ha impegnato mezzi aerei e personale di terra, compreso i volontari della Protezione civile. Un impressionate rogo nel cuore della montagna, visibile da buona parte di comuni della cintura roglianese, per una situazione localmente sconfortante, che anche ieri è stata fortemente stigmatizzata dal sindaco di Grimaldi, Pino Albo. L’incendio che dalla mattinata di sabato ha interessato il territorio grimaldese alimentato a tratti dal vento, è stato spento nella notte fra mercoledì e giovedì, ma ha messo a dura prova quanti si sono adoperati nello spegnimento. Altri roghi, quasi sicuramente di origine dolosa, erano divampati nei giorni scorsi a monte del torrente ‘Lara’ – a poche centinaia di metri dal centro abitato di Marzi, a Piano Lago (Mangone) a ridosso della zona industriale e, sempre, a Grimaldi, nella località detta ‘Santarelli’.

 

 

Gaspare Stumpo

 

 

Nella foto: gli incendi scoppiati nelle tre località di montagna del comune di Grimaldi.

 

 

 

 

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