S. Barbara: intervento di tiroidectomia video-assistita

Tra i primi in Calabria. E l’Udc di Mangone difende l’ospedale

 

IN GERGO chirurgico si chiama Mivat (Minimally Invasive Video Assisted Thyroidectomy) e s’inserisce fra le tecniche mini invasive endoscopiche utilizzate per la cura della patologia tiroidea e paratiroidea. Si tratta di una procedura chirurgica innovativa, poco traumatica, sperimentata per la prima volta dal professor Paolo Miccoli dell’Unità operativa di Chirurgia generale 2 dell’Università di Pisa, ma anche dal professor Rocco Bellantone (Policlinico Gemelli di Roma), che consiste in una piccola incisione cutanea e successivo intervento mediante utilizzo di telecamera e strumenti microchirurgici delicati. L’intervento, possibile solo in alcuni casi, presenta vantaggi sia sul piano operatorio e post operatorio, che su quello propriamente estetico. Al Santa Barbara la mivat è stata praticata con successo (su una giovane paziente) dall’equipe diretta dal professor Arturo Roncone, chirurgo, quest’ultimo, che vanta una notevole esperienza nel settore della microchirurgia e della chirurgia sperimentale. Un intervento che risulta tra i primi eseguiti in Calabria, che conferma l’ottima tradizione chirurgica di un presidio, quello roglianese, che adeguati spazi e strumenti, oggi è in grado di dare risposte moderne anche sul piano tecnologico. L’intervento di tiroidectomia mininvasiva videoassistita eseguito in questi giorni, rafforza la qualità della risposta all’utenza da parte del nosocomio cittadino, sia per quanto riguarda la chirurgia tradizionale che per quanto riguarda quella innovativa, come nel caso della laparoscopia e della stessa tiroidectomia videoassistita, che garantiscono ridotta ospedalizzazione e risultati clinico-estetici migliori.

 

Gaspare Stumpo

 

 

LA SEZIONE UDC di Mangone interviene sulla questione aperta del nosocomio roglianese: “Condividiamo l’idea di voler mantenere in attività il presidio ospedaliero S. Barbara di Rogliano” affermano in un comunicato i dirigenti della locale sezione, motivando la loro posizione con il fatto che “la struttura, grazie alla sua posizione baricentrica, ha da sempre garantito un efficiente servizio a tutela della salute dei cittadini dell’area del Savuto”. “Non si può non riconoscere – si legge nel comunicato – l’immediata capacità di risposta alle esigenze del territorio che il personale medico ha sempre mostrato, nonostante le oggettive difficoltà. Continuare nell’opera di ammodernamento strutturale e tecnologico, tuttora in atto, deve essere l’obiettivo dell’attuale o di un auspicabile futuro governo regionale. Sarebbe altresì opportuno – continua il gruppo mangonese presieduto da Antonio Gallo – nell’ambito di un adeguato Piano Sanitario Regionale, progettare un sistema sinergico che coinvolga l’Azienda Ospedaliera e le eccellenti strutture sul territorio, quali il CNR di Piano Lago, allo scopo di riequilibrare il costituendo modello dell’area urbana mettendo a sistema le risorse presenti nell’area a sud di Cosenza. I rappresentanti dell’Udc in seno all’ente regionale, Roberto Occhiuto e Michele Trematerra, hanno dato disponibilità a sostenere, nelle sedi opportune, le legittime istanze di un territorio penalizzato da scelte poco accorte – concludono i dirigenti mangonesi – e saranno presenti al convegno promosso dal gruppo regionale che la sezione Udc di Rogliano sta organizzando con la collaborazione di tutte le sezioni zonali”.

 

Assunta Cristello

 

Nella foto: Arturo Roncone.

 

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