La poesia di Giovanni Falvo: “ricordi e valori di vita”

di Pasquale TAVERNA *

 

CONTINUA la vena poetica di Giovanni Falvo, emigrato calabrese in terra canadese a Welland nell’Ontario. In tutte le persone ad un certo punto della vita, i ricordi e la memoria costituiscono lo spessore e la ricchezza della loro vita. Negli emigrati in particolare costituisce il collante, il cordone ombelicale che tiene fortemente ancorati alle loro origini, alla terra, ai paesi, ai familiari ed amici lasciati per partire in terre lontane in cerca di un lavoro e di una nuova vita. Una condizione questa, che negli Anni Cinquanta, suo malgrado ha coinvolto anche Giovanni Falvo, che dal comune di Decollatura, entroterra del Reventino, ha abbandonato tutto per fare fortuna all’estero. Erano gli anni duri, il lavoro non c’era e quel poco, non faceva intravedere niente di buono; un grosso problema per le famiglie e un periodo difficile per chi pensava concretamente al suo futuro. Giovanni Falvo, emigrò giovanissimo con il cuore in mano, tanto dolore, ma con tante speranze. Sono passati tanti anni da quel primo viaggio, Falvo, poi è ritorno in più occasioni nella sua amata e indimenticabile Terra del Reventino, festeggiato e premiato per il suo legame.  La vena poetica di Giovanni Falvo, nonostante il tempo trascorso in Canada e la pubblicazione del primo volumetto dal titolo “Ricordi del passato” pubblicato negli anni scorsi, non si è fermata “complice” il forte legame e l’amore per Decollatura, che continua ad ispirare il “poeta”. Alcuni suoi amici, fanno sapere, che è intenzione di Falvo pubblicare una seconda raccolta di poesie, sempre ispirate dai suoi ricordi d’infanzia. Un bisogno di scrivere, quello di Falvo che scaturisce dal profondo del cuore, sensazioni, stati d’animo, ricordi di esperienze tristi e gioiose, drammatiche ed esaltanti, rivissute con partecipazione o umorismo.  “I ricordi – ha detto Falvo – sono un tesoro indispensabile per la persona e per me emigrato, sono stati e continuano ad essere parte importante della mia vita, con i quali ho costruito il mio futuro”. In un’epoca, appiattita spesso sulla contemporaneità, sul materialismo delle cose,  recuperare il senso del tempo, in particolare per gli emigrati, significa dare dignità e continuità allo scorrere della vita. La poesia di Falvo, è uno spaccato di vita vissuta, che amplifica e mette a nudo la semplicità di un tempo, le cose genuine dove l’amicizia, l’amore, il rispetto e l’onore erano i capisaldi di una società, i valori propri di ogni famiglia. In questo secondo lavoro, Falvo attraverso i suoi versi, parla delle speranze di ogni emigrato, della suggestività della luna del proprio paese, i segreti del vecchio olmo, l’amore e l’affetto per i congiunti, l’amore perduto, i mestieri di un tempo, la festa, la cultura ed infine l’effetto suggestivo delle stagioni. Poesie con le quali Falvo torna indietro col pensiero, accarezza e vive quei momenti, attimi, sguardi e assapora profumi e folclore complici piacevoli di un tempo che rimane solo il ricordo.

 

 

Fonte della Notizia *

 

 

Nella foto: Giovanni Falvo (al centro) assieme a due carissimi amici: i prof. Gallo e Marasco.

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