Savuto: futuro legato allo sviluppo delle infrastrutture

di Gaspare STUMPO

 

 

ANNI DI DISCUSSIONI e confronti “conditi” da buoni propositi, ma senza certezze effettive circa l’avvio o il completamento di progetti importanti, lasciano ampi spazi al dubbio sulla reale considerazione di un’area che appare attualmente tra le più ‘depresse’ del Mezzogiorno: il Savuto. Una parte di territorio posta al centro, fra il Tirreno, la Sila e le province di Cosenza e Catanzaro, in una posizione geografica ideale e per certi aspetti strategica, che invece di attrarre investimenti e produrre sviluppo, continua ad assistere al declino che lentamente (e inesorabilmente) la sta portando negli ultimi posti della graduatoria per reddito pro capite. Il destino di questa zona oggi si rispecchia in un complesso industriale che non decolla e in alcuni casi illude le speranze dei lavoratori, nell’impresa che annaspa, nel mondo del commercio e nell’artigianato che paga il momento di grave crisi e assiste impreparato alle sfide globali dei mercati e della modernità, nei servizi e nelle infrastrutture che risultano sempre più carenti rispetto alle necessità della popolazione. Più concretamente, il Savuto del Terzo Millennio presenta una strada a scorrimento veloce (la Piano Lago – Coraci) che nelle intenzioni iniziali doveva collegare (attraverso la ‘gemella’ Coraci – Marcellinara) i comparti industriali sud di Cosenza e Catanzaro, tirando fuori dall’isolamento le comunità interne e decongestionando la Salerno-Reggio Calabria in un tratto collinare particolarmente difficoltoso. Una arteria che rappresenta invece il degrado e l’abbandono per lo stato in cui versa il primo (ed unico) tratto realizzato da Piano Lago a Carpanzano e sul cui futuro (se non s’interviene) aleggia anche lo spettro del disastro ambientale. Ma il Savuto degli Anni Duemila è anche disoccupazione, precariato, emigrazione, disagio sociale. E’ il tentativo di difendere i presidi sanitari esistenti e di renderli funzionali all’utenza, di aggrapparsi al progetto di Città Metropolitana divenendone parte integrante, di cercare risorse per ottimizzare il sistema della mobilità e della tecnologia informatica, di migliorare lo stato delle infrastrutture urbane e rurali, di recuperare e promuovere il tesoro culturale e ambientale. Nelle scorseore, in queste contrade oltre diciannovemila aventi diritto al voto hanno eletto deputati e senatori, con la speranza che stavolta possa davvero cambiare qualcosa. O che qualcosa si avveri comunque delle promesse legate alla recente “asettica” campagna elettorale.

 

 

Nella foto: la doppia frana su Medio Savuto ed ex SS. 19.

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