Un avvenimento che va aldilà  dei confini municipali

di Lillo SCIARRATTA *

 

SIGNOR Sindaco, Signori Consiglieri,

 

la cerimonia di festeggiamento per il centesimo genetliaco del nostro concittadino Vincenzo Manfredi è densa di significato e la partecipazione e il calore della gente di Carpanzano è testimonianza tangibile di amicizia, di affetto e di stima che da sempre nutre per lui, ribadendo che la nostra Comunità non manca di prestare la sua attenzione e sensibilità ad ogni avvenimento che è pure insito di riflessioni appassionate e portano questa mia scrittura umile a quel concetto di globalizzazione che è un fenomeno molto più ampio e complesso perché riguarda anche gli altri aspetti della vita dell’uomo, in particolare, i valori sociali e culturali, le tradizioni, le storie dei popoli e via dicendo.

 

Il nostro paese oggi vive un avvenimento eccezionale che lo proietta ancor più aldilà dei confini municipali e tutto questo ci fa sentire orgogliosi del grande patrimonio genetico espresso nel tempo in termini di intelligenze vive, di uomini di cultura, di persone oneste, umili e laboriose.

Vedere accanto a noi Vincenzo e come sentire la mente allargarsi e ripensare alle radici che sono la nostra identità, ripensare alla civiltà contadina metamorfizzatasi poi in borghese e artigiana.

 

Il Sindaco Vigliaturo con la convocazione straordinaria del Consiglio Comunale ha voluto che l’Amministrazione conferisse al fausto evento più solennità, non disgiungendosi, comunque, dall’accompagnarsi fortemente ai sentimenti e agli affetti carichi di calore della famiglia di Vincenzo Manfredi per il caro figlio Mario, quest’oggi presente idealmente tra noi e per il quale confidiamo nella Divina Provvidenza per la sua guarigione tale da consentirgli un lungo percorso esistenziale in buona salute.

 

La comunità di Carpanzano si stringe attorno a Vincenzo in un caldo abbraccio, a te che hai dedicato la vita al lavoro e alla famiglia con il vivere quotidiano improntato sulla generosità e cordialità, unitamente all’essere rispettoso con tutti, doti che hanno fatto di te un cittadino esemplare sotto ogni aspetto.

 

Sei nato a Carpanzano paese dove hai sempre vissuto attraverso un rapporto che è continuato per un secolo, senza mai avere conosciuto pause; sei un uomo la cui esistenza vissuta nella moralità, nella semplicità, e pure nell’armonia della natura, nel clima ancora incontaminato di un piccolo paese come il nostro, ti ha permesso di acquisire equilibrio interiore e serenità di spirito e, di tutto questo hai goduto e godrai ancora, perché Carpanzano è stato ed è il liquido amniotico della tua vita.

 

Caro Vincenzo, il paese significa vivere in una famiglia e sapere che nella gente, nella natura circostante c’è tutto il mondo, vuol dire che il mondo è fatto di tanti piccoli e grandi paesi, è storia di noi stessi col nostro vissuto e, lo ripeto, con le nostre radici, con la nostra memoria e la consapevolezza di non potere cancellare il passato.

 

Caro Vincenzo, tutti questi sentimenti sono racchiusi in te e noi tutti nel dartene merito, oggi siamo intorno a te per onorarti, per dirti che non dimentichiamo che dietro le spalle hai tanti anni di sacrificio con le inevitabili avversità della vita.

 

Oggi rappresenti la memoria storica per la nostra comunità, sei esempio di rettitudine e onestà per i giovani che non hanno conosciuto i disagi, le rinunce e gli anni dolorosi della guerra che tu hai conosciuto, lavorando pure onestamente e traendo dal lavoro la fonte di reddito per la tua famiglia, accontentandoti di condurre un’esistenza modesta ma dignitosa.

 

Noi ricordiamo commossi tutto questo e, mi sia consentito un piccolo ricordo personale che, tra l’altro, mi lega a Vincenzo, ai tanti pomeriggi passati assieme a giocare a bocce, a quel torneo di quel lontano settembre del 1984 contro la squadra di Scigliano in occasione dei festeggiamenti in onore di Maria SS delle Grazie nostra protettrice, allorquando dopo avere vinto la coppa, che custodisce ancora gelosamente, si rivolse agli avversari e disse così:

 

"Madonna mia da Grazia cu na bocciata a si Sciglianisi vamu fattu reglie reglie".

 

Ci auguriamo di emularti e non ci stancheremo di ammirare in te l’uomo che ha dimostrato di possedere una fibra eccezionale.

 

A te porgiamo i nostri affettuosi auguri; a te che sei uomo buono e mite, esempio di saggezza che è prezioso retaggio della civiltà contadina.

 

A te la nostra ammirazione sincera per l’amore che mantieni vivo per la vita nonostante la tua veneranda età, dando alla vita la giusta importanza e il giusto valore.

 

Auguri Cento Volte Auguri.!!!

                                                                                   

                                                                                   

Assessore alla Cultura *

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