Bianchi da l’ultimo saluto a Eduardo Paolino Mazza

Incredulità e dolore per la morte del pensionato

 

 

 

SI SONO SVOLTI giovedì pomeriggio, i funerali del pensionato Eduardo Paolino Mazza (nella foto) di 67 anni, allontanatosi da casa il 27 aprile scorso e rinvenuto cadavere martedì 8 nelle acque del golfo di Gizzeria Lido. La tragedia, secondo il referto del medico legale sembra essere stata per annegamento, visto la presenza d’acqua nei polmoni. Gli inquirenti, per quanto riguarda la causa, ipotizzano la caduta accidentale o la volontarietà. Una morte, che ha provocato grande sconforto e incredulità nel paese. A denunciarne la scomparsa ai Carabinieri di Bianchi, era stato il fratello Mario Giuseppe, che si preoccupò per l’inconsueto silenzio con i congiunti. “E’ dal 27 aprile ha dichiarato al maresciallo Pasquale Sensibile – che non vedo mio fratello, nonostante ho chiesto notizie ad amici e conoscenti”. Nessun episodio o screzio era successo nei giorni precedenti l’allontanamento, con i familiari, vicini o amici che poteva indurre a sparire nel nulla. Da quel giorno (27 aprile) nessuno l’ha aveva più visto e del Mazza si perse ogni traccia. Nell’abitazione, non mancava nulla, tutto era in ordine. Una cosa però sembrò attirare l’attenzione: un biglietto lasciato ben in vista cui c’era scritto “Vado a morire nel cimitero degli elefanti marini”. Un probabile disagio psicologico, presente nello stato di salute del pensionato, si suppone possa aver influito su una decisione dura e inaccettabile. Del caso, si era occupata anche la trasmissione della Rai “Chi la visto?” alla quale i familiari avevano chiesto aiuto. Erano circa le 15 quando il feretro, accompagnato dai congiunti e proveniente dall’obitorio di Lamezia Terme è giunto nella chiesa S. Antonio della frazione Serradipiro, a pochi passi dalla casa del defunto. Tanta la gente corsa a dare l’estremo saluto all’amico Eduardo. Una intera comunità si è stretta intorno al dolore dei congiunti, in particolare del fratello Giuseppe. Un momento doloroso anche per la moglie separata e per i tre figli, che vivono nella provincia di Torino e che non hanno voluto mancare alla sepoltura del loro congiunto. Durante la cerimonia funebre, la gente ha assisto in un silenzio surreale e il parroco ha avuto parole di affetto e conforto per i familiari, ricordando che Dio misericordioso accoglie tutti a braccia aperte. Molta la gente che non ha trovato posto in chiesa, è rimasta fuori nel piazzale. Numerosi i capannelli di gente, che nell’attesa della conclusione del rito funebre ha ricordato con fatti e situazioni varie la vita dell’amico Eduardo. Uno di loro ha raccontato, che nei primi anni del rientro a Bianchi, il defunto, persona buona e stimata, che aveva lavorato in Europa, Argentina e in molte città italiane, aveva acquisito esperienza e dinamicità, messe a disposizione degli amici per organizzare piacevole festicciola con tavole imbandite. Sempre pronto a collaborare per la festa del Santo o dare una mano ad un amico. Poi i tempi cambiano, la gente pure, gli anni passano e certi “valori” si perdono ed ognuno vive in un ambito più personale, come ha fatto Eduardo. Non sembra vero che non c’è più in mezzo a noi, ha detto un altro amico. Sembra rivederlo “scorazzare” per la strada sul suo scooter con giubbotto di pelle nera, occhiali e l’immancabile casco.

 

Pasquale Taverna

 

 

Fonte della Notizia

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com