Mimmo Toscano: “Incrementiamo questo entusiasmo”

di Gaspare STUMPO

 

Punto di Vista

 

di Gaspare STUMPO

 

LA FESTA per il ritorno fra i professionisti del Cosenza Calcio, legittima conclusione di un torneo travolgente, ineccepibile per qualità e quantità, è la dimostrazione evidente di una condizione divenuta ormai stretta per una ‘piazza’ abituata a ben altri contesti sportivi. La squadra rossoblu riapproda in C2 dopo anni difficili ed esce dal tunnel delle delusioni sulla base di un progetto che appare serio e convincente anche per l’avvenire. Cosenza si riappropria della sua vera tradizione calcistica e mostra con orgoglio il suo essere città moderna, entusiasta, pronta a conquistarsi un posto importante nel calcio che conta. La lunga cavalcata e la vittoria in un torneo che non ha fatto sconti a nessuno, è la riprova delle capacità e delle convinzioni di un ambiente, quello rossoblu, che ha saputo ritrovarsi dopo il ‘disorientamento’ degli anni passati, reagire ‘assestare’ il colpo vincente. Questa volta lo ha fatto con continuità, concretezza, senza troppi giri di parole. E il merito è di tutti: della società, della squadra, dei tifosi. Ecco il perché di una festa che prima, durante e dopo la gara col Bacoli, è apparsa ‘quasi da scudetto’: esageratamente bella! Bella perché cercata, guadagnata sul campo, giusta. Bella perché il calcio cosentino ha espiato più del dovuto. Bella perché la passione non s’inventa dall’oggi al domani. Bella perché, finalmente, di questo Cosenza si ricomincerà a parlare nei ‘salotti buoni’ della televisione italiana. Come nei giorni scorsi ha saputo fare Franco Corbelli nella trasmissione ‘Il Processo di Biscardi’ in onda sul circuito nazionale Gold 7.

 

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L’intervista
 

PAROLA di Vita ha scam­biato due parole con Domenico Toscano, il tecnico reggino, prota­gonista della promozio­ne in C2 del Cosenza Calcio. L’allenatore ha ripercorso, brevemente, le tappe della carriera di calciatore e di alle­natore. Dai primi calci nel campetto della par­rocchia di don Nunnari all’esperienza vincente sulla panchina rossoblù.

 

– Mister, intanto le fac­ciamo i complimenti per la vittoria e un sincero in bocca al lupo per l’anno pros­simo. Ma, è vero che ha tirato i primi calci all’oratorio di don Nunnari?

E’ verissimo, dai dieci ai quattordici anni ho frequentato 1’Acr e ho fatto il chierichetto nella parrocchia di mons. Nunnari (Divin Soccorso, Reggio Calabria, nda), dove esiste un campetto di pallacanestro che noi trasformavamo in campo di calcio con due pietre al posto dei pali della porta.

 

– Come descrive la sua carriera da calcia­tore prima e da allenatore dopo?

Da calciatore ho iniziato nel settore giova­nile della Reggina. Dopo ho cominciato a fare esperienza fuori: a Potenza, a Catan­zaro, a Treviso e di nuovo a Reggio dove ho trascorso quattro anni nella Reggina. Poi sono andato a Casarano, quindi a Cosenza, dove ho giocato per tre anni. Come calciatore ho giocato anche a Lucca, nella Lodigiani, nella Nocerina e nel Rende dove ho terminato la carriera da calciatore e iniziato quella da allenatore.

 

– Nel lavoro lei sembra una molto deter­minata…

Il mio carattere da giocatore è lo stesso di quello da allenatore. Credo che una persona non debba rimproverarsi niente: dev’essere determinata a raggiungere il massimo obiettivo. Le circostanze, la for­tuna possono portare più in alto o più in basso di quello che si sperava, però biso­gna essere ambiziosi se si vogliono conseguire risultati importanti. In qualsiasi lavoro.

 

– C’è stato un momento difficile durante lesperienza di quest’anno?

Dopo la sconfitta di Rosarno e nel perio­do del girone di ritorno quando eravamo a pari punti col Bacoli. Credo che in quei momenti siano stati bravi la società e la squadra, l’ambiente, a non perdere la testa e trovare la forza giusta per sferrare l’ultimo attacco e sganciarsi dagli avversari.

 

– Quando, invece, ha avvertito la sensazio­ne che a Cosenza si poteva raggiungere un traguardo importante?

Sin dall’inizio della stagione abbiamo avuto l’impressione che era stato costru­ito qualcosa di importante, che cerano tutte le basi per vincere anche se sarebbe stato difficile. Solo dopo la partita col Si­racusa (Cosenza/Siracusa = 2 – 0, nda) ho avuto la certezza che il campionato fosse in mano nostra.

 

– Lei ha avvertito più emozione come cal­ciatore, nella promozione in C1, allepo­ca di Sonzogni, o come allenatore? Nello specifico, come tecnico del ritorno in C2?

Sono due sensazioni diverse. Da calciatore ti senti protagonista di quello che hai fatto, da allenatore, invece, ti senti più responsabile di quello che hai fatto. Due cose diverse che producono due sensazioni diverse. Credo, però, che questa promozione non abbia nulla a che fare con la promozione di Sonzogni, in quanto, ci sono stati una passione e un entusiasmo incredibili verso questa squadra. Quello che ho visto contro il Bacoli, infatti, non lho visto quando abbiamo vinto il cam­pionato con Sonzogni.

 

– Ci può sintetizzare l’esperienza 2007-2008, in questa Società e con que­sto gruppo?

Programmazione, serietà e grande pro­fessionalità.

 

-Cosa auspica per il calcio cosentino?

Spero che questo entusiasmo non si spen­ga, anzi, che sincrementi. Sarebbe un peccato per la fiducia e la credibilità che abbiamo creato.

 

– E al nostro Arcivescovo cosa dice ?

Saluto con molto affetto mons. Nunnari. Sono stato anche suo chierichetto. Mi ha fatto enormemente piacere averlo incon­trato prima della partita col Bacoli; è stata per me una benedizione’.

 

– Parola di Vita è un giornale nuovo …

Si, ho ricevuto il numero O. Faccio un sa­luto particolare ai vostri lettori e faccio i complimenti a questa testata in quan­to la reputo abbastanza professionale e competente.

 

G. St.

 

Nella foto: il tecnico Domenico Toscano con l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari.

 

Dopo quella con l’allenatore Mimmo Toscano, il n° 2 di ‘Parola di Vita’ (in edicola nelle prossime ore) alle pagine ‘Sport’ propone una intervista al vice presidente del Cosenza calcio 1914, Giuseppe Citrigno. In più, notizie su altri avvenimenti e un ricordo di Ciccio Del Morgine, calciatore, allenatore e dirigente rossoblu, scomparso nei giorni scorsi.

 

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