Al Teatro dell’Acquario uno spettacolo sul precariato

Tra gli ideatori, la roglianese Maria Antonia Fama

 

“A.A.A. artista con esperienza pluriennale nella musica e nel teatro offresi come ingegnere”. Potrebbe suonare così più o meno così un ipotetico di lavoro di un altrettanto “non ipotetico” artista precario. Il precario: uno “status” dei nostri giorni al quale non sono immuni neanche i giovani che vorrebbero fare dello spettacolo la propria ragione di vita (e di guadagno). Da questa riflessione nasce l’originale opera teatrale “Asu – artisti socialmente utili” che sarà di scena, per la prima volta, al Teatro dell’Acquario (venerdì prossimo alle ore 20.30). L’idea è nata alla fine dell’estate scorsa, dall’incontro tra i cosentini Giuseppe Vincenti e Maria Antonia Fama entrambi coautori del programma “Cuba-Libri” sulle frequenze di Radiosapienza (l’emittente radiofonica dell’ateneo romano). Lui proprio oggi si laurea in ingegneria dell’automatismo all’Unical, ma è compositore di musiche e ha collaborato per anni con il Centro Rat. Il <compositore praticante> è il suo ruolo. Lei frequenta a Roma il corso di laurea in Editoria, media e giornalismo. Ed è <un’attrice precaria> come lei stessa si definisce – nella commedia “Asu”. (…)

 

 

 

L’articolo completo a firma di Maria F. Rotondaro è stato pubblicato in data 13 maggio 2008 su il Quotidiano della Calabria, alla pagina Cosenza giorno & notte.

 

 

 

Nella foto: Cosenza.

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