Riello: ‘la società  civile è la vera arma contro l’illegalità ‘

L’analisi del sostituto procuratore presso la Corte di Cassazione

 

“CREDO che il problema della legalità sia un problema avvertito in maniera ancora più profonda dopo l’omicidio Fortugno, che ha segnato una sfida alle istituzioni prima assolutamente impensabile per la Calabria”. E’ quanto ha affermato nei giorni scorsi il sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Luigi Riello. Relatore al convegno su ‘Società civile e cultura della legalità’ – il magistrato si è soffermato sull’elemento storico ed antropologico-culturale della criminalità sul territorio. “La complessità del fenomeno – ha detto – dev’essere vista con grande concretezza sul piano sociale, perché sarebbe assurdo e non intelligente pensare soltanto alla falce della repressione”. “Occorre – ha proseguito Riello – guardare alle radici storiche e sociali di questi fenomeni: la mafia, la camorra, la ‘ntrangheta sono in Sicilia, in Campania, in Calabria, non altrove. E non per un capriccio del destino. Però non bisogna trascurare gli aspetti della repressione e dell’effettività della pena, che sono stati molto trascurati negli ultimi anni”. Prendendo spunto da una frase di Leonardo Da Vinci (chi non punisce il male comanda che si faccia), il giudice campano ha spiegato “che occorre un maggiore impegno nel campo delle misure di prevenzione personali e soprattutto patrimoniali”. “Riforme utili in questo senso sono state annunciate – ha aggiunto l’ex pretore di Rogliano, che ha poi sottolineato il ruolo e l’impegno dei giovani per la legalità e la giustizia. Per il sostituto procuratore infatti “bisogna ripartire dai giovani, non soltanto con il coraggio che gli stessi giovani (come quelli di Locri) ci danno, con un messaggio ed un impegno assolutamente encomiabili, ma anche recuperando una scuola che abitui, finalmente, al sacrificio e al merito, perché quella è la maggiore scuola di legalità”. “Credo – ha concluso il magistrato – che l’impegno della società civile, unitamente a delle istituzioni che però siano davvero autorevoli e forti, che facciano sentire concretamente la presenza dello Stato, siano l’antidoto a questa criminalità sia arrogante, sia sanguinaria, sia purtroppo penetrata anche nelle istituzioni. Solo così possiamo accendere una speranza che non sia una speranza generica e velleitaria, ma una speranza seria e concreta”. Il sostituto procuratore presso la Corte di Cassazione, ricordiamo, è stato pretore a Rogliano dal 1980 al 1989. Cittadino onorario, autore di diverse pubblicazioni a carattere giuridico, Luigi Riello ha ricoperto incarichi prestigiosi in Magistratura.

 

Gaspare Stumpo

 

Nella foto: il giudice Luigi Riello.

 

 

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