Questa estate viviamo il Mare in maniera diversa!

di Roberto SOTTILE

Dopo l’articolo sui nostri fondali che abbiamo proposto qualche giorno fa, sono giunte alla redazione ed al mio indirizzo mail alcune segnalazioni di persone interessate a scoprire la bellezza dei nostri mari e che chiedevano informazioni sullo snorkeling. Ovviamente la cosa non può che farci piacere e ci sprona a proseguire su questa strada, ringraziando coloro che hanno risposto al richiamo della natura. Non potendo rispondere singolarmente in modo soddisfacente, in accordo con la redazione, abbiamo deciso di proporre un piccolo vademecum ad uso e consumo di chi non si accontenta della spiaggia e del sole e vuole assaporare gli altri interessanti aspetti della vita marina.

 

La cernia.

 

«Una volta arpionai una cernia in tana, ma questa non voleva saperne di venire fuori. Dopo una serie di immersioni ho introdotto il braccio nella grotta per cercare di trascinarla fuori. Toccandola, ho sentito il suo cuore che batteva forte. E’ come se improvvisamente mi fossi reso conto di qualcosa. I pesci non gridano, non ci fanno impressione, appartengono ad un mondo diverso dal nostro. Lo consideriamo un mondo non nostro e gli abitanti estranei. Eppure quando sparavo ai saraghi, questi si dibattevano. Dovremmo imparare a parlare dei pesci come entità viventi. Se potessimo sentire il loro grido di dolore, sono convinto che smetteremmo di mangiarli».

 

C’era una volta un delfino.

 

«Una volta, tanti anni fa, al largo di Siracusa, ero in mare con le mie figlie Patrizia e Rossana. Ad un certo punto un delfino attrasse le nostra attenzione. Roteava vorticosamente intorno alla barca. In genere i delfini saltano, guizzano, invece quella volta ci girava intorno, trasmettendoci un senso di angoscia. Ci stava chiamando. Spinti dalla curiosità ci buttammo in acqua e lo seguimmo a nuoto. Ad un certo punto si immerse e noi dietro: vedemmo una specie di fagotto imprigionato in una rete. Era la femmina, impigliata sul fondo in una spadara [le reti pelagiche derivanti lunghe anche decine di chilometri, oggi vietate, NdR] [NdR (AnimalStation): le spadare sono vietate ma ancora ampiamente usate, purtroppo, come rivela la cronaca]. L’abbiamo liberata dalla rete con i coltelli, poi riportata in superficie. Lei, dopo uno sbuffo di acqua rossa di sangue, ha partorito un piccolo! Alla fine la famiglia riunita prese il largo»   

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Queste due storie vere vogliono essere un omaggio al grande apneista e soprattutto ad un grande amante del mare, Maiorca. Il mitico Enzo ci ha insegnato il rispetto per il mondo sommerso e ci suggerisce lo spirito con cui dovremmo immergerci, portando rispetto agli straordinari esseri che popolano un mondo a noi estraneo ma estremamente affascinante. 

 

Molte persone sono convinte che per osservare gli splendidi fondali e le sue innumerevoli creature ci sia bisogno di una costosa attrezzatura, bombole ed accessori o di un corso specifico diving. In realtà non è proprio così;  esiste uno sport alla portata di tutti con il quale si può apprezzare la vera essenza dell’ambiente marino e fare delle esperienze estremamente affascinanti: lo Snorkeling. Uno sport, come dicevo, praticabile da chiunque, che non ha bisogno di costi economici eccessivi  o di particolari allenamenti ed oneri di altra natura tranne che, naturalmente, rispettare le normali procedure di sicurezza valide per qualsiasi altra attività in mare.

 

Per prima cosa dobbiamo familiarizzare con lo Snorkeling, parola inglese che deriva da Snorkel, boccaglio o aeratore, quindi snorkeling non è altro che nuotare e guardare dalla superficie, tramite maschera e boccaglio. Lo snorkeling è uno di quelle attività in mare che sta diventando sempre più popolare e di tendenza e sempre più spesso mi capita di vedere, oltre a persone di giovane età, anche signore o signori in età molto avanzata  (generalmente stranieri) praticare questo sport.

 

Devo premettere che abitare in Calabria è un vera fortuna per chi ama questa attività: i nostri fondali sono molto apprezzati sia dagli italiani del nord che dagli stranieri di tutta Europa. In effetti, la Calabria, insieme alla bellissima Sardegna ed alcune zone della Sicilia si presta molto bene a questa attività, ma parleremo in seguito dei siti di immersione.Passiamo all’aspetto pratico.Un punto a favore di questa attività è che non necessita, torno a dire, di particolari sforzi fisici o di allenamenti di sorta, è chiaro che bisogna scendere in acqua in buono stato di salute, ma non è richiesto alcuno sforzo aggiuntivo, visto che il corpo umano tende per natura a galleggiare. Possiamo nuotare e fermarci quando vogliamo senza doverci per forza sfiancare. Non di raro chi fa snorkeling si ritrova con stupore a molti metri dalla riva senza rendersi conto di aver nuotato per tutto quel tempo. Un altro punto importante da sottolineare riguarda la sicurezza, è utile e consigliabile uscire in mare sempre e comunque in due, la prudenza non è mai abbastanza.

 

Diamo un’ occhiata adesso all’attrezzatura per lo snorkeling. Chi voglia iniziare e non è come me, un incallito inguaribile, non ha bisogno che di un paio di pinne di buona fattura, un maschera con vetro temperato e parte in silicone e, cosa importante, un pallone segnalatore, molto utile per essere visibili, obbligatorio se ci si allontana dalla riva. Non crediate di non averne bisogno poiché presi dalla curiosità è facile allontanarsi, anche per chi fino ad allora non l’avesse mai fatto. Tenete inoltre presente che quando si fa snorkeling si sta in acqua anche per ore ed il corpo umano in acqua perde calore 40 volte più velocemente, quindi anche se volete provare questa esperienza tra Luglio ed Agosto, con  temperature medie dell’acqua intorno ai 25-26 gradi, dopo un poco desisterete sicuramente. A  questo punto potrete provare ad acquistare una muta a corpetto che limita la perdita di calore e vi rende più lunga e piacevole la perlustrazione. Per gli incontentabili o quelli che come me perdono a volte la cognizione del tempo, consiglio una muta intera almeno da 3 mm con la quale si scende tranquillamente in acqua da maggio ad ottobre, meglio ancora quella da 5 mm, con la quale si va anche oltre, ma questo è un passo da fare in seguito. 

 

L’altra disciplina che può essere complementare allo snorkeling è l’apnea, vale a dire scendere sotto il livello dell’acqua senza il supporto del respiratore. Molte volte siamo incuriositi da un pesce, da una gorgonia, ecc. sul fondo e vogliamo scendere per guardare da vicino. Bene, per chi vorrebbe iniziarsi all’apnea è indispensabile il cinturone pesi, che con muta da 3 mm richiederebbe orientativamente 4/6 chili di piombo.

 

So per esperienza che chi inizia questa disciplina e ne rimane entusiasmato, prima o poi comprerà una macchinetta fotografica subacquea, se ne trovano a buon mercato ed il digitale ha reso molto appetibili anche apparecchi da 8 pixel.

 

Ricapitolando, lo snorkeling è una disciplina semplice e di superficie, ma alcuni si lasciano ammaliare dall’apnea, altrettanto bella ma più impegnativa e anche pericolosa se non si osservano alcune norme di sicurezza. In questo caso, lo stato di salute e la buona condizione atletica sono indispensabili. A differenza dello snorkeling, nell’apnea è richiesto un discreto sforzo fisico ed anche un minimo di conoscenza della tecnica, inoltre è sempre consigliabile raggiungere le profondità in modo molto graduale e senza forzare il fisico. L’altro aspetto molto importante è la compensazione. La differenza di pressione che si imprime sul nostro corpo con la discesa  può causare problemi anche seri, la perdita di orientamento o addirittura la rottura del timpano. E’ indispensabile quindi compensare, cioè riequilibrare la pressione all’interno del nostro corpo, ma chi non ha molta familiarità con la tecnica di compensazione dovrebbe astenersi dall’apnea che potrebbe risultare pericolosa anche in soli due metri di profondità. Era doverosa una breve premessa all’apnea, ma mi sento di sconsigliare questa pratica se non si ha comunque una persona già esperta accanto.

 

Per ambedue le tecniche ci sono altre regole generali comuni e di buon senso da rispettare tra le quali: non dare del cibo ai pesci, non toccare a mani nude alghe ed altre piante che non si conoscono, né pesci dei quali non se ne conosce la specie, non aggrapparsi agli scogli senza protezioni alle mani e alle parti esposte. Nel nostro mare sono veramente pochissimi i pesci pericolosi, ma l’inesperienza potrebbe indurci a scappare davanti ad una innocua murena o al branco dei barracuda, e toccare invece tranquillamente i tentacoli urticanti della bellissima anemone di mare o peggio, infastidire il più temibile scorfano. Non di raro mi è capitato di nuotare immerso in un branco di barracuda è vi assicuro che non è per niente pericoloso, anzi è una esperienza fantastica, di contro ho assaggiato la spina della tracina e ne porto ancora il ricordo.

 

E’ utile tenere presente che ci sono alcune condizioni meteo marine indispensabili per cui si possa godere dello snorkeling. Ovviamente la temperatura dell’acqua che, specie per chi non usa la muta, dovrebbe essere almeno sui 24 gradi, temperatura media del nostro Tirreno da Giugno a Settembre. Il secondo aspetto molto importante e che ormai si verifica purtroppo sempre più di rado tra luglio ed agosto è la limpidezza dell’acqua legata al gioco delle correnti e soprattutto al moto ondoso. Il mare mosso si sposa malissimo con lo snorkeling, in quanto intorbidisce l’acqua rendendo la visione quasi impossibile. La condizione ideale, anzi direi necessaria, sarebbe nelle ore centrali della giornata con mare calmo almeno da due giorni e meglio se da tre.  

 

 

Dove andare?

 

Diamo un occhiata ai siti di immersione. Come dicevo la nostra bella terra non ha nulla da invidiare (o quasi) ad alcuni dei posti esotici più conosciuti. Per chi comunque non ha problemi a spostarsi e può raggiungere altre regioni, restando comunque in Italia, consiglio vivamente la Sardegna, in particolare la fascia di Nord-Ovest, in special modo le isolette della Maddalena, con mare calmo i fondali sono stupefacenti. In particolare ho un ottimo ricordo dell’isola di Spargi.

 

Nella nostra Calabria è possibile praticare lo snorkeling in diverse località, ma le fasce che conosco meglio e che posso consigliare si trovano sostanzialmente sul medio basso Tirreno e sullo Ionio. Nella zona ionica vi consiglio la fascia di Isola Capo Rizzuto – Le Castella, dove è presente la riserva protetta. L’Area Marina “Capo Rizzuto” che occupa una superficie di circa 15 mila ettari di mare ed è la maggiore d’Italia per ampiezza, si trova poco a sud di Crotone. Nella zona delimita “b e c” è possibile fare snorkeling, la zona “a” è interdetta a qualsiasi attività. La parte dello Ionio presenta alcuni aspetti positivi da non sottovalutare, tra i quali il fatto che il mare rimane meno mosso rispetto al Tirreno che, al contrario, è più esposto al vento predominante nella nostra regione, il Nord-Ovest, comunemente conosciuto come Maestrale (vento maestro, predominante).

 

Un aspetto positivo di questa zona è, quindi, la possibilità di trovare più spesso l’acqua limpida e con buona visuale. Un aspetto negativo è la temperatura dell’acqua che rimane quasi sempre più bassa rispetto al Tirreno anche di vari gradi. Inoltre la zona risulta più difficile da raggiungere partendo dalla nostra valle, è per questo che non ci soffermeremo sulla, pur bella ed interessante, zona di Capo Rizzuto. Il giusto compromesso tra bellezza dei fondali e distanza da percorrere, lo possiamo ritrovare nella fascia a me tanto cara denominata Costa Degli Dei, zona in cui ho girato il video “Acqua”. Subito dopo il golfo di S. Eufemia inizia quello sperone geografico che arriva fino a Nicotera, qui è tutto un susseguirsi di calette e insenature molto interessanti. E’ utile ricordare che la presenza delle innumerevoli creature nel mare è inversamente proporzionale alle presenze turistiche, così che in agosto e luglio alcune zone potrebbero sembrare quasi prive di vita. Spesso alcuni siti che in piena stagione erano quasi deserti e desolati, soltanto qualche settimana dopo agosto ritornavano al loro splendore. Mi rendo conto che purtroppo molta gente non può immergersi che nei mesi centrali dell’estate; questo è un vero peccato, le più belle esperienze le ho vissute nelle domeniche di settembre e ottobre e a volte anche agli inizi di novembre quando il tempo lo permetteva.

 

Vi informo che durante il periodo estivo esiste, in questo tratto di costa, un servizio appositamente per lo snorkeling, si tratta di un battello che porta i turisti snorkelisti, lungo i siti di interesse. La partenza è dal porto di Tropea e potete chiedere  informazioni in loco, il costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 30 euro. L’iniziativa è da elogiare, ma personalmente preferisco ritagliarmi le mie avventure su misura e di volta in volta a seconda del mio intuito. In ogni caso, per chi si inizia alla disciplina, potrei consigliare la punta Capo Cozzo subito a Sud di Zambrone, in particolare il tratto Baia Paradiso dove sorge oltretutto un piccolo villaggio turistico attrezzato proprio per i sub, dal nome appunto, Paradiso del sub. Baia S. Irene, in località Briatico, è un sito da  battere soprattutto nella stagione più tranquilla, durante luglio-agosto i pesci che lì di solito si lasciano quasi toccare, si nascondono negli anfratti. Non dimentichiamo inoltre che durante la stagione estiva spesso sono prede dei pescatori con fucile e non sono degli sprovveduti per fortuna. Un altro sito interessante è nella zona dei Formicoli, un vero e proprio arcipelago di scogli a circa 300 metri da riva che cadono a strapiombo sul fondale creando un effetto muraglia simile ad una parete della barriera corallina. Il tratto che dalla riva arriva fino agli scogli si presenta come una piattaforma orizzontale che si allunga per moltissimi metri fino a largo con una profondità media di appena due-tre metri, intervallata da granito e bellissime macchie di Posidonia. Questo sito è praticabile sempre con buoni risultati anche da persone alle prime esperienze. Più a Sud dei Formicoli, in località Capo Vaticano, proprio davanti alla bellissima baietta Praia i Focu, in direzione del faro e a circa  250 metri dalla riva, c’è un altro punto di immersione, che amo, molto affascinante sia per i fondali che per la fauna: lo scoglio Mantineo. In alcune giornate particolari avrei potuto giurare di essere in Mar Rosso tant’era la diversità di pesci che attorniavano lo scoglio. Il Mantineo regala sensazioni indescrivibili, qui però l’escursione è più impegnativa sia per le correnti sempre presenti che per la distanza dalla riva. E’ indispensabile raggiungerlo con un natante. In definitiva,  ci sono tantissimi altri siti interessanti e belli, ma in questo spazio limitato abbiamo voluto e potuto dare solo alcune delle informazioni a carattere generico indicative.

 

 

Cosa possiamo incontrare nei nostri fondali.

 

La fauna è molto variegata e sono molte le specie che è possibile incontrare; quelle più comuni sono: castagnole, occhiate, donzelle, saraghi, cefali, mormore, salpe, boghe, spigole, orate, aguglie, stelle, polipi, murene, cernie, triglie, meduse, sogliole, pesci  pettine, sciarrani, scorfani e pesci di scoglio di vario tipo, polipi, bavose, tracine, leccie lumache di mare ecc; nei giorni più fortunati è possibile incontrare branchi di barracuda, cernie di buona taglia e ricciole, nonché pesci serra e, più raramente, eleganti razze di mare o pesci balestra. Qualcuno ha avuto la fortuna di incontrare il pesce pappagallo, molto bello e ultimo tra gli arrivati dai mari tropicali. Sui fondali rocciosi sono spesso presenti ricci di mare, rossi e neri, splendidi  spirografi, posidonia, gorgonia, anemoni ecc. In ogni caso, per quanti volessero delucidazioni più approfondite, potranno rivolgersi alla redazione che si produrrà nel girarmi le richieste.

 

Roberto Sottile

 

 

Nella foto: il bellissimo mare di Calabria.     

 

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