Il Savuto in silenzio per l’ultimo saluto a Francesco

A Mangone decretato un giorno di lutto cittadino

 

SARACINESCHE abbassate e bandiera a mezz’asta: l’intera comunità mangonese ha attraversato, ieri pomeriggio, un paese insolitamente silenzioso, che ha accolto senza esitare l’ordinanza comunale con la quale si decretava il lutto cittadino, per rendere l’ultimo saluto al giovane Francesco Mazzei, ritrovato senza vita in fondo al baratro del ponte Mancini a Cosenza martedì scorso. A stringersi attorno alla bara coperta di fiori bianchi e della maglietta della squadra del cuore di Francesco tanta gente da tutto il Savuto: la pur capiente chiesa di San Pio da Pietrelcina non è bastata a contenere tutti e molti sono rimasti sul sagrato. Nella commozione palpabile dell’assemblea è stato il sindaco di Mangone a prendere per primo la parola per ricordare Francesco:«Eri un ragazzo sensibile e col cuore aperto, avevi progetti da realizzare. Non siamo qui per giudicare o colpevolizzare, ma per ricordarti sorridente e con la serenità che avrai trovato in Paradiso» ha concluso Raffaele Pirillo visibilmente emozionato e rivolgendosi ai congiunti, apparsi estremamente provati, ha aggiunto:«I valori sui quali avete fondato la vostra famiglia vi impongono di continuare e vincere questo dramma». Il rito religioso è stato officiato dai parroci Saverio Diano, Ciccio Calvelli e Salvatore Altomare: «Adesso tutti ci interroghiamo sui nostri rapporti con Francesco» ha esordito nell’omelia don Saverio «facendoci domande che rimarranno senza risposta. Dietro il gesto di Francesco si nasconde la ricerca di Dio. Tutto ci lascia pensare che egli anelasse a una vita migliore».  Nel ricordare il recente viaggio in compagnia del giovane, don Ciccio descrive un Francesco ben diverso da quello taciturno e solitario delle cronache: «Eri il mattatore del gruppo ed eri felice, si vede anche nella foto che abbiamo diffuso per cercarti e che ho scattato io stesso». Poi, mentre tra due ali di folla il feretro del giovane lasciava il santuario, in cielo sono volati palloncini bianchi e un raggio di sole ha squarciato le nuvole. Poco prima di partire alla volta del cimitero comunale, anche una candida colomba è stata librata in aria; ma quella, nonostante i tentativi, non ha voluto saperne di volare via: è rimasta lì, a guardare il carro funebre allontanarsi, mentre padri e madri piangevano insieme ai genitori di Francesco per quel figlio così fragile e i tanti giovani presenti realizzavano di aver perso l’occasione di conoscere un ragazzo speciale e sensibile, forse troppo per questa società.

 

Assunta Cristello

 

 

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