‘Un progetto e qualche speranza per la Sanità ‘

di Franco FUNARI *

 

 

Il “Corriere della Sera” nell’edizione di lunedì 7 luglio u.s.  ha dedicato due pagine  (per l’esattezza le pagine 12 e 13) alle nuove frontiere della scienza, trattando più specificatamente l’evoluzione della chirurgia che dall’era “laparoscopica”del XX° secolo si avvia a grandi passi verso una nuova era rappresentata dalla “chirurgia robotica”, già utilizzata in diversi ospedali nella quasi totalità delle Regioni Italiane. Purtroppo però nella mappa presentata dal “Corriere della Sera” tra le Regioni che già utilizzano la “chirurgia robotica” non è segnalato nessun Ospedale della Regione Calabria che utilizzi tale tecnica altamente innovativa.

Eppure, a chi scrive, risulta con assoluta certezza, che da circa due anni è in circolazione, nell’ambito dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, un progetto che prevede l’utilizzo della “chirurgia robotica” nell’ambito della “chirurgia articolare” con la finalità di ridurre la notevole mobilità extra regione che incide annualmente sul bilancio della Regione Calabria per circa 10 milioni di euro.

Nell’ambito del “progetto” è anche prevista la collaborazione tecnico-scientifica con il “Laboratorio di Meccanica Applicata e Bioingegneria Industriale” presso il “Dipartimento di Meccanica dell’Università della Calabria” e con la “Clinica di Ortopedia dell’Istituto di Ricerca San Raffaele di Milano”.

Trattasi senza dubbio di un “progetto” molto ambizioso che attraverso la ricerca e l’innovazione tecnologica potrebbe dare un pò di “lustro” alla tanta “bistrattata” sanità calabrese.

Purtroppo il “progetto” ha il grande limite di essere stato proposto da un gruppo di medici operanti nel P.O. “Santa Barbara” di Rogliano dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, che l’ex assessore alla Sanità della Regione Calabria on. Doris Lo Moro aveva chiuso senza che nessuno avesse avuto l’opportunità di incontrarLa per poterLe  illustrare il predetto “progetto” che nell’ambito dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza avrebbe potuto rappresentare sicuramente un “polo di eccellenza”.

Né tanto meno, l’attuale Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera dott. Cesare Pelaia, che dovrebbe essere in possesso del “progetto” nella sua interezza, ammenocchè   lo stesso non sia andato smarrito o che non giaccia in fondo a qualche cassetto della Sua scrivania, ha fortemente creduto nella sua validità, perdendo l’occasione per dimostrare con i fatti e non solo a parole, la propria disponibilità per il rilancio di uno Stabilimento dell’Azienda di cui è Direttore.

Né tanto meno le Istituzioni locali, sicuramente in possesso del “progetto”, hanno avuto la forza e la voglia di farlo conoscere alle Istituzioni regionali per una valutazione tecnica e per poter dimostrare che la battaglia condotta a difesa per l’Ospedale di Rogliano non era legata a sterili campanilismi ma voleva rappresentare il contributo per dimostrare l’indispensabilità dell’Ospedale di Rogliano nell’ambito dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza.

Rimane infine un’ultima speranza legata al nuovo Assessore alla Tutela della Salute e Sanità dott. Vincenzo Spaziante che, pur nelle grandi difficoltà di dover gestire l’enorme deficit della sanità calabrese, riesce a trovare il tempo per interloquire con le Istituzioni del territorio per cercare di raccogliere eventuali proposte che possano dare alla Calabria una sanità migliore.

Sono certo che, se invitato, riuscirà a trovare, pur tra i suoi innumerevoli impegni un piccolo spazio per ascoltare, nell’ambito della Commissione Sanità del Comune di Rogliano, come già avvenuto a Cosenza, il contributo che, sinora inutilmente, si è tentato di dare.

È sono certo che il Sindaco di Rogliano insieme alla Sua giunta si adopererà sino in fondo affinché quest’ultima speranza non rimanga anch’essa vana.

 

* Primario Anestesista in pensione – Rappresentante “Comitato Tecnico Santa Barbara”

 

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