“Recuperare la figura di don Mauro al nostro cuore”

Don Vincenzo Filice parla di “esperienza religiosa”

 

don Vincenzo Filice:

“l’esperienza religiosa non degeneri verso manifestazioni di tipo folkloristico”

 

“OGGI l’esperienza religiosa va sempre più degenerando verso manifestazioni di tipo folkloristico, emotivo, miracolistico, devozionale, che hanno la loro importanza però se aiutano la persona a convertire se stessa e soprattutto a scoprire Gesù Cristo e la sequela a Gesù Cristo. Quindi, se servono a trasformare la vita nei sensi della giustizia sociale, dell’amore verso il prossimo, della ricerca della pace, della comunione tra i popoli. Se tutto questo non c’è e però c’è la devozione al santo di turno, al santo reclamizzato, con pellegrinaggi dalla mattina alla sera (ci sono parrocchie che ne fanno dieci, quindici all’anno), allora vuol dire che siamo alla degenerazione della religione: il sacro prevale sul santo e tutto questo non porta acqua buona alla fede cristiana. Che deve superare questa dimensione della religione. Gesù è stato mandato a morte proprio perché ai suoi connazionali predicava questo superamento della fase religiosa. Che è la prima fase dell’approccio a Dio, ma deve venire la seconda: quella dell’impegno, della trasformazione della società, della persona, della gerarchia dei valori più a dimensione umana. Se questo non c’è, vuol dire che la religione è falsa e bugiarda”.

 

Nella foto: mons. Vincenzo Filice.

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