… siamo solo noi?

di Roberto SOTTILE

 

… a dire il vero avevo riposto l’articolo in un cassetto dove giaceva da molte settimane, forse in attesa di tempi migliori, sennonché qualche sera fa, girovagando per le frequenze ed i canali della nostra tv, mi sono imbattuto in ‘Top Secret’ – la trasmissione di Rete 4 condotta dal giornalista Claudio Brachino, che si occupava di un tema tanto importante quanto inconsueto. Appena terminato l’interessante programma, ho cambiato sulla Rai e con grande sorpresa ho scoperto che la trasmissione ‘La storia siamo noi’ di Giovanni Minoli, proponeva un tema più o meno identico. La strana concomitanza mi portò a pensare che era venuto il momento di riaprire il cassetto.

Siamo solo noi?

 

IL TITOLO ricorda una canzone di Vasco Rossi, ma potrebbe rievocare quella fatidica domanda che da tempo assilla l’umanità: siamo veramente gli unici abitanti dell’Universo mondo, o esiste la possibilità che fratelli cosmici condividano con noi gli spazi siderali che ci circondano? E se fossimo in compagnia, come potrebbero essere questi nostri lontani parenti? Simili a noi, buoni, cattivi, alti, magri, biondi ? Chi di voi, almeno una volta nella vita, non si è interrogato su questa possibilità. La domanda più scontata e banale domina la scena: credi nell’esistenza degli extraterrestri?

 

Sarebbe opportuno uscire dai luoghi comuni e sgombrare il campo dalle facili ilarità che un tema cosi delicato può suscitare. Non è difficile capire come un argomento estremamente serio come questo (che probabilmente meriterebbe ben altri approfondimenti) sia stato per anni trattato dai media ufficiali alla stregua di un fenomeno da baraccone, o da riempitivo nei cocktail umoristici dedicati all’intrattenimento. Verrebbe da chiedersi il perché di così tanta superficialità; è come se avessimo la presunzione di conoscere, in assoluta verità, l’unicità dell’uomo nell’intero Universo. Eppure gli scienziati, ma anche molti studiosi esperti di statistica assicurano che pensare di essere soli va contro ogni probabilità; del resto sono ormai lontani i tempi della Terra centro dell’Universo. E’ assodata e accettata, infatti, l’esistenza di infinite galassie ed altrettanti sistemi solari con pianeti al seguito. Quanti di questi potrebbero avere caratteristiche simili al nostro o potrebbero ospitare comunque forme di vita? Mettere a nudo il nostro modo fortemente condizionato di guardare all’ignoto può servire a far emergere quella mente più aperta indispensabile all’uomo e che a volte ci manca.

 

Ma che cosa dice la Chiesa a riguardo? Se vi dicessi che l’importante istituzione, quella che inquisì Galileo, potrebbe aver cambiato totalmente rotta, non ci credereste. Così, se un giorno il nostro parroco nel bel mezzo della sua funzione ci dicesse di prepararci a dare il benvenuto ai nostri fratelli cosmici, resteremmo allibiti e forse saremmo costretti ad un salto troppo in avanti per le nostre limitate credenze. Ma non siate troppo increduli, l’impossibile come termine assoluto non esiste. Guardate invece il video intervista che qualche anno fa monsignor Corrado Balducci, allora responsabile della Specula Vaticana, ha rilasciato ad uno Speciale del Tg1 dal titolo "AREA-51" – dove ammette esplicitamente la possibilità, anzi a suo dire la certezza, dell’esistenza di fratelli cosmici. A questo punto vi starete chiedendo se avete letto bene, o se lo scrivente soffra di allucinazioni. Personalmente non mi sono mai interessato ad approfondire questo genere di cose, ma un’affermazione di questo genere sulla Tv di Stato da parte di un personaggio autorevole come Balducci meriterebbe come minimo un approfondimento. In ogni caso potete ancora vedere l’intervista su www.youtube.it. Non nascondo che conoscevo questa vicenda da tempo e vi avrei risparmiato, almeno per il momento, le mie "strane" affermazioni se non fosse che il 14 maggio scorso sul Tg2 delle 20,30, padre Gabriel Funes, gesuita, astronomo ufficiale del Vaticano, non avesse affermato: "non si può escludere la vita su Marte, né che altri esseri intelligenti possano esistere nello spazio siderale." L’intervista, tra l’altro, è apparsa anche su Repubblica del 13 maggio 2008. A distanza di molti secoli verrebbe, dunque, meno quella posizione centrale dell’uomo nell’Universo, teoria fortemente sostenuta dalla Chiesa e causa sostanziale della diatriba con Galileo.

 

Ma ritornando a noi è utile rilevare come affermazioni del genere riescano a passare quasi inosservate, agli occhi, anzi agli orecchi dei più. Siamo forse troppo occupati dallo stesso nostro vivere ? E’ probabile e verosimile che sia così, ma intanto negli ambienti più attenti a queste cose, circola voce che qualcosa stia bollendo in pentola. Potremmo forse incontrare qualche lontano parente siderale? Chi lo sa.

 

Roberto Sottile

 

Commenti
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com