Il ‘Cenacolo di Colosimi’ festeggia Natuzza Evolo

La Mistica di Paravati compie ottantaquattro anni

 

FERVONO i preparativi del Cenacolo di preghiera di Colosimi e degli altri del territorio calabrese per festeggiare tutti insieme sabato prossimo l’84° compleanno di mamma Natuzza. Sarà ancora una volta l’aria fresca e leggiadra di Villaggio Racise, piccolo borgo silano, comune di Taverna, nel giardino dell’hotel "Marinella" a fare da cornice al 84° compleanno di Natuzza Evolo. Com’è noto mamma Natuzza, cosi la chiama il suo popolo, causa le precarie condizioni di salute, su consiglio dei medici trascorre, ospite di amici un periodo di soggiorno nel salubre ambiente silano. Una presenza importante quella della mistica di Paravati, che accomuna e mette in marcia verso Recise migliaia di persone nella speranza di un colloquio o un semplice saluto e tornare nelle loro case arricchite nello spirito e nell’anima.  Sono anni che Paravati, frazione di Milito (VV), cui risiede la mistica è meta di fedeli non solo della Calabria ma anche di tutta l’Italia ed in alcune occasione arrivano perfino dall’Europa e dalle Americhe, definita la piccola Lourdes calabrese. La vita di Natuzza è stata e continua ad essere semplice, umile e povera soprattutto; attorniata sempre dai suoi figli e dal bellissimo ricordo del marito, Pasquale che l’anno scorso ha lasciato questa terra per raggiungere la Casa di Dio. Mamma Natuzza, è un mistero soprannaturale per tutti, una vita di apostolato che accoglie e conforta quanti quotidianamente si rivolgono a lei. Sempre di più sono quelli che affermano di essere stati miracolati. Ma lei, umilmente risponde “Io sono solo una messaggera di un desiderio manifestatomi dalla Madonna nel lontano 1944, quando mi apparse in casa mia, dopo che ero andata sposa a Pasquale Nicolace”. Da quel giorno la sua vita oltre che dedita alla famiglia è stata donata alla volontà Divina. Sono un verme di terra che prega soltanto per le persone che hanno bisogno”. Una donna, Mamma Natuzza, che nonostante non è mai andata a scuola, ha la capacità di ascoltare, comprendere, capire, scrutare in profondità le persone e confortare le migliaia di fedeli che ogni anno si rivolgo a lei. Le costanti apparizioni, i colloqui con la Madonna e il suo Angelo custode, la capacità della bilocazione, dialogare con i defunti, parlare lingue sconosciute, la facoltà dell’emografia, la presenza delle stimmate durante la Pasqua sono per il popolo di Natuzza i segni di una persona amata da Dio.  Attraverso le numerose testimonianze di miracoli, Natuzza se avesse voluto, sarebbe potuta diventata ricchissima, miliardaria. Invece è povera economicamente, ma ricca nell’anima e nello spirito forte della vicinanza della Madonna “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”. Nel recente colloquio del mese di agosto, la Madonna, ha dichiarato Natuzza “è sempre più bella, una bellezza che neanche io riesco a descrivere. L’unica richiesta della Madonna, ribadisce la mistica “è quella di terminare al più presto la grande chiesa iniziata qualche anno addietro a Paravati, che fa parte del grande progetto “La villa della gioia” con annesso Centro “Ospiti della speranza” destinato al recupero e conforto degli anziani e fare un “Cenacolo di preghiera” in ogni famiglia. Per me, ha detto Natuzza, non chiedo niente, solo realizzare il desiderio della Madonna. Un amore sviscerato per la Maria Rifugio delle Anime, che portò la mistica a far realizzare secondo le sue indicazione nel novembre 1993 e con l’assenso di monsignor Domenico Tarcisio già vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, la statua della Madonna “Pellegrina”. Come succede in questi casi con le persone mistiche, non sempre la Madre chiesa assume un atteggiamento di “disponibilità”, basti ricordare le vicissitudini della vita di Padre Pio. Per Natuzza Evolo, le autorità religiose innanzitutto calabrese e poi quelle romane, hanno guardato con attenzione e valutato positivamente l’evolvesi della vita della mistica di Paravati, dedita all’obbedienza, umiltà, povertà e sofferenza, il cui padre spirituale è don Pasquale Barone. Monsignor Giovanni d’Ercole della Curia romana, in più occasioni ha salutato con affetto e stima la presenza e l’operato di Natuzza, ringraziandola di esistere. Di lei monsignor Cortese ha detto “ non si è mai fatta strumentalizzare dal denaro”. Eppure nonostante queste ed altre valutazioni positive, alcune persone di cultura si lasciando andare a delle dichiarazioni al quanto sorprendenti, senza conoscere a fondo la mistica. Commenti questi, che dal popolo di Natuzza sono bollati e chiedono almeno rispetto. Franco Bartucci dell’ufficio stampa dell’Università della Calabria afferma, Natuzza ” E’l’espressione visibile della Santissima Trinità che la circonda perché noi tutti comuni mortali, ma anime della fede, potessimo con questo condividerne con la gioia ogni nostra attesa e speranza di certezze”.  Il noto giornalista Sergio Zavoli, nonostante le sue convinzioni religiose, durante un dibattito a Paravati disse di essere rimasto colpito della straordinarietà della donna. In fine, il promoter di spettacoli, Ruggero Pegna, porta con se sempre nel cuore Mamma Natuzza, affermando di essere stato miracolato attraverso le  preghiere della mistica, guarito dopo il trapianto di midollo osseo effettuato anni addietro  a Genova.

 

Pasquale Taverna

 

 

Nella foto: una celebrazione a Villaggio Racise, in Sila. 

 

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